Umbria: nascite a picco, ci “salvano” gli immigrati

Dic 07, 2019 by gef in  Uncategorized

Un quadro sempre più preoccupante quello che riguarda tutta l’Italia, ma, in particolar modo l’Umbria: molti comuni evitano il saldo negativo tra nati e morti grazie agli immigrati, che hanno in media più figli.
L’esempio lampante è che solo 20 comuni dell’Umbria aumentano i loro abitanti, mentre tutti gli altri perdono. A Preci gli unici 2 nati nel 2018 sono figli di cittadini stranieri, Parrano e Polino invece non hanno visto nessun nuovo nato.

Uno dei pochi comuni con il segno + è stato Corciano, che nel 2018 ha avuto 166 nati e 160 morti, ma il segno positivo è comunque grazie al gran numero di figli di cittadini stranieri.
Infatti, stando alle statistiche, buona parte dei figli nati nel 2018 sono stranieri, con un 100% di stranieri sui nuovi nati a Preci, a Paciano sono stati il 50%, a Giano il 45%, ad Attigliano il 44%, a Fossato di Vico e Fabro il 40%, a Perugia il 23%, a Terni e Foligno il 20%, a Orvieto il 19%, a Città di Castello il 18%, a Spoleto il 16%, mentre a Gubbio solo il 7%.
Il dato peggiore si registra a Terni, con un deficit oltre le 600 unità anche se, in generale, tutta l’Umbria perde 2625 abitanti in totale.
Perugia è invece tra i pochi comuni ad aver guadagnato in cittadini, precisamente 273 che la fanno salire a 165.956 abitanti, frutto principalmente del +942 di saldo migratorio con l’estero che porta la componente di stranieri a 21.174. Terni perde invece 440 abitanti, toccando quota 110.749. Qui il saldo naturale è stato talmente pesante da non esse compensato dal +251 di quello migratorio (+340 quello con l’estero ma -89 quello interno).

Quali sono quindi i comuni che hanno aumentato i cittadini e quelli che li hanno persi?
I comuni che hanno guadagnato: – Perugia, Umbertide, Foligno, Fratta Todina, Città della Pieve, Cannara, Montecastrilli, Tuoro, Castel Giorgio, San Giustino, Monte Gabbione, Scheggino, Sigillo, Bastia Umbra, Sant’Anatolia di Narco, San Venanzo, Monteleone d’Orvieto,  mentre Collazzone, Monte Santa Maria Tiberina e Spello hanno un valore pari a 0.
I comuni che hanno un saldo negativo sono tutti gli altri ed i dati più negativi riguardano i seguenti comuni: Narni, Città di Castello, Gubbio, Todi, Marsciano, Spoleto, Orvieto e Gualdo Tadino che per la prima volta scende sotto i 15.000 abitanti.

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Source: MEDIAPRESS CE
Umbria: nascite a picco, ci “salvano” gli immigrati

Utile netto di 4 milioni di euro nel primo semestre per Banco Marchigiano

Gen 01, 1970

La Banca, nata lo scorso anno in seguito alla fusione BCC di Civitanova Marche e Montecosaro e la BCC di Suasa presenta il suo primo bilancio semestrale ed il risultato è decisamente positivo: il totale dei mezzi amministrati è di 986 milioni di euro e la crescita pari al 4,16%, con una voce risparmio gestito che cresce del ben 18,82%.
Gli impieghi netti ammontano invece a 466 milioni di euro e gli impieghi a scadenza hanno prodotto l’erogazione di 28 milioni di nuovi mutui.
La banca, inoltre, visto il clima di incertezza politica ed economica, ha deciso di adottare una politica estremamente rigorosa nella valutazione dei crediti deteriorati; a tal proposito nel primo semestre la percentuale di copertura di tutto il credito deteriorato è stata del 63%.

Inoltre è eccellenze il profilo di liquidità della Banca: il rapporto tra impieghi lordi e raccolta diretta è pari al 72%.
Il margine di intermediazione da attività caratteristica ha un andamento in crescita pari ad oltre il 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I costi operativi, invece, presentano una diminuzione del 12,05% rispetto al 2018, così anche in diminuzione le spese per il personale, con un decremento del  9,80%.

Facendo la somma di tutti questi valori, l’utile netto si attesta a 4 milioni, in aumento del 73,36% rispetto al 2018.

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Utile netto di 4 milioni di euro nel primo semestre per Banco Marchigiano

Rapporti tra GDO e produttori: status quo e prospettive

Giu 08, 2018

I rapporti contrattuali e di fatto tra Grande Distribuzione Organizzata e imprese produttrici

Dopo l’excursus sul sistema delle centrali e delle supercentrali d’acquisto seguito dall’analisi delle dinamiche interne delle supercentrali d’acquisto, affrontiamo un punto cruciale della Grande Distribuzione Organizzata: il rapporto tra GDO e imprese produttrici.

Rapporti tra GDO e produttori

La distribuzione è diventata Grande Distribuzione Organizzata per riequilibrare i rapporti di forza che la vedevano soccombente nei confronti di fornitori e produttori.

Ad oggi lo squilibrio si è ribaltato e continua ad accentuarsi mano a mano che continua il processo di accentramento di centrali e supercentrali di acquisto.

Tale ribaltamento è evidente anche a livello contrattuale con gli sconti imposti e ancor di più con gli sconti extra-fattura.

Questi ultimi sono collegati al raggiungimento di obiettivi di vendita, alle attività promozionali, al posizionamento sugli scaffali e, più in generale, a tutte le prestazioni potenzialmente vantaggiose per i produttori.

Da parte della GDO – come abbiamo visto – sono molte le rassicurazioni, che in alcuni casi trovano riscontro nei dati oggettivi; un esempio è la tutela delle PMI italiane per quanto riguarda la marca del distributore (MDD).
Infatti in Italia i copacker MDD sono al 91,5% nazionali, specialmente PMI.

Questo dato può rassicurare, ma non è riportabile automaticamente al resto d’Europa, considerando anche la concorrenza al ribasso degli altri Paesi.

I rappresentanti della GDO sostengono che le supercentrali d’acquisto europee sono l’unico modo per molte PMI per valicare i confini nazionali, ma un simile fatalismo ignora la capacità di auto organizzazione degli imprenditori.

Prospettive

Tutto ruota su un concetto tanto antico quanto valido: l’unione fa la forza.

Se lo scopo è aumentare il proprio potere contrattuale in fase di negoziazione con la GDO, le sinergie tra imprese devono diventare da occasionali a sistemiche.

Una rete di imprenditori che collabora al fine di migliorare qualità e fatturato, mirando direttamente a quell’export che sempre di più è diventato fattore di crescita delle PMI.

Il primo passo è stato mosso da ESG89 Group, che sta organizzando il più grande incontro economico del Centro Italia: il Glocal Economic Forum Perugia 2018 (11,12,13 ottobre).

Durante la tre giorni perugina si avvicenderanno forum, incontri, momenti formativi e confronti tra i protagonisti dell’economia dell’Italia centrale.

Le Marche saranno la regione ospite di questa edizione, al fine di consolidare nei fatti quel che da sempre si auspica a parole: una collaborazione interregionale che va dalle imprese alle associazioni di categoria e che arriva fino alle istituzioni, partendo concretamente con progetti, casi di successo e obiettivi di medio e lungo termine.

È tempo di ripensare l’economia legata al territorio coinvolgendo tutti gli stakeholder per una crescita che non sia sporadica o settoriale, bensì sistemica ed armonica con la società.

In una parola: progresso.

 

Glocal Economic Forum Perugia 2018 – la società, l’economia, il valore dei territori

#GlocalForum2018

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Source: MEDIAPRESS CE
Rapporti tra GDO e produttori: status quo e prospettive

Simone Sabaini e Oltre Venture insieme, il futuro è in Sicilia

Apr 07, 2018

Simone Sabaini, l’emigrante “al contrario”, sempre più convinto che la Sicilia sia una terra di grandi opportunità imprenditoriali, sta avviando ora una collaborazione con Oltre Venture, il fondo di venture capital finalizzato a imprese che abbiano un impatto grande, e positivo, sulla vita delle persone.

Aveva una carriera ben avviata nel campo della finanza in Veneto ma ha deciso di lasciare il Nord per costruirsi un nuovo futuro in Sicilia. Il 3 febbraio del 2011 a Modica nasce ufficialmente Sabadì, azienda che ben presto è diventata sinonimo del cioccolato di Modica d’eccellenza. Oggi, a qualche anno di distanza, con un brand internazionale che fattura una cifra vicina al milione di euro e un export distribuito in 35 Paesi, Simone Sabaini è sempre più convinto che fare impresa in Sicilia sia possibile e che esistano in Sicilia opportunità che al nord non esistono più. «Nelle filiere della trasformazione dei prodotti della terra e nei prodotti alimentari tipici esiste una ricchezza inestimabile e mal sfruttata da valorizzare – afferma Simone Sabaini. Qui in Sicilia abbiamo uno straordinario patrimonio di biodiversità, cultura e tradizione che aspetta di essere guardato con occhi diversi, valorizzato con competenza e lungimiranza».

E lui stesso lo ha dimostrato con i fatti: non solo ha creato una società di successo ma ha anche investito in proprio nel territorioche lo ha accolto, ristrutturando e poi utilizzando gli spazi che comprendono i giardini di San Giorgio (i giardini lungo la monumentale scalinata che porta all’omonima Chiesa Madre, uno dei simboli della Sicilia sud-orientale, gioiello artistico del barocco) per sviluppare attività culturali ma soprattutto per dare forma e valore a quello che secondo lui è un luogo unico.

Gli “anni modicani di Simone Sabaini” potrebbero essere sintetizzati così: il Sud come scelta, il valore del tempo, il recupero del patrimonio e la valorizzazione della bellezza e non di meno l’innovazione.

Per tutti questi motivi messi insieme «questa attività, questa collaborazione con Oltre Venture si innesta perfettamente, e ne è naturale evoluzione, rispetto a quanto fatto e comunicato fin dalla nascita di Sabadì».

Perché Oltre Venture canalizza risorse finanziarie verso iniziative innovative ed efficienti offrendo agli imprenditori competenze manageriali e finanziarie. Promuove e supporta aziende che operano nei settori sociali, e in particolare nella sanità, nell’educazione, nell’housing sociale, nell’area dei servizi alla persona, nell’inserimento lavorativo e nello sviluppo economico di attività in aree geografiche depresse. L’obiettivo delle aziende in cui investe è quello di sviluppare nuove e migliori soluzioni per affrontare i bisogni sociali e collettivi, creando valore non solo per gli azionisti, ma anche per gli utenti e per l’intera collettività.

Il Sud per Simone Sabaini e Oltre Venture è la risposta positiva.

È al Sud dove la Qualità della Vita è più elevata, perché, come sostiene Simone Sabaini «è al Sud che è possibile coniugare uno stile di vita più affine ai bisogni primari e alla natura sociale dell’essere umano».

Insieme a Oltre Venture vogliono dare aiuti concreti alle imprese apportando capitali finalizzati allo sviluppo, coniugando pragmatismo, competenza e attenzione sociale.

In particolare stanno ricercando progetti imprenditoriali nel Sud su cui poter investire al fine di favorire l’incremento occupazionale.

Il progetto deve avere un modello di business chiaro che dimostri il potenziale per la scalabilità e sostenibilità finanziaria.

Verranno valutati investimenti con un taglio non inferiore a 500.000 euro.

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Source: MEDIAPRESS CE
Simone Sabaini e Oltre Venture insieme, il futuro è in Sicilia

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