Umbria e Marche, un sostanziale contributo alla Food Industry

Feb 02, 2019 by gef in  Uncategorized

Nell’ultimo biennio la produzione alimentare italiana è ritornata a crescere, dopo 4 anni di incertezza, raggiungendo i 137 miliardi di euro nell’anno 2017, con un aumento del 2,6% sull’anno precedente: ciò è dovuto essenzialmente a due motivi riconducibili all’incremento dei prezzi alla produzione e alla positiva performance delle esportazioni. I ricavi complessivi dell’export sfiorano i 41 miliardi di euro se si considera anche il comparto primario che, da solo, ha fatto registrare un fatturato pari a 8,5 miliardi. L’Italia si dimostra quindi molto vicina all’obiettivo dei 50 miliardi di euro annunciato dal governo durante l’Expo di Milano (2015).

ESG89 Group, avvalendosi dei bilanci delle società di capitali del comparto Food Industry, si impegna a fornire una panoramica istantanea dell’andamento di questo settore sul territorio umbro-marchigiano, con l’obiettivo non solo di esaltare le differenze tra le due regioni, ma anche di inserirle in un’ottica nazionale. I risultati sono pubblicati nell’ANNUARIO ECONOMICO UMBRIA-MARCHE 2019-2020. Nel dettaglio, i criteri di ESG89 hanno esaminato 374 società rilevanti in grado di garantire un valore della produzione superiore al milione di euro.

Nelle Marche, tra le 214 aziende visionate, sono tre le società, tutte con sede a Jesi (AN), che presentano un fatturato compreso tra 100 e 500 milioni di euro: Fileni Simar S.r.l., Gruppo che costituisce il terzo produttore italiano nel settore avicunicolo e primo in Europa per le carni avicole biologiche, Carnj Società Cooperativa Agricola, azienda specializzata nella lavorazione delle carni sempre appartenente al Gruppo Fileni e Cooperlat Società Cooperativa Agricola che si colloca tra i primi gruppi lattiero-caseari italiani, rispettivamente con 336.631.443, 300.469.803 e 214.314.598 euro di fatturato. Tra le 160 realtà del territorio umbro, le società che superano i 100 milioni di fatturato risultano essere sei: Monini S.p.A., Costa D’Oro S.p.A., Pietro Coricelli S.p.A., oleifici dello spoletino con fatturati di 151.309.416, 142.247.629 e 115.779.471; Farchioni Olii S.p.A. di Giano dell’Umbria (PG) che registra 141.429.056 euro, Eskigel S.r.l., azienda di Terni produttrice di gelati con un fatturato di 127.956.248 euro e Mignini & Petrini S.p.A. di Assisi (PG), produttore di mangime con ricavi che ammontano a 105.956.724 euro.

Il fatturato aggregato delle compagini umbro-marchigiane non riflette sostanziali differenze e sfiora, in entrambi i casi, i 2,5 miliardi di euro: in Umbria la provincia di Perugia annovera 2.009.727.336 euro mentre quella di Terni 351.039.202 euro; nelle Marche Ancona raggiunge 1.395.221.366 euro, Ascoli Piceno 420.947.947 euro, Pesaro-Urbino 302.180.137 euro, Macerata 298.142.875 euro precede Fermo con 78.683.362 euro.

Particolarmente interessanti sono le statistiche relative ai settori nelle due regioni: nel territorio marchigiano il 75,7% del fatturato regionale fa riferimento al settore alimentare, il 23% al settore agricolo e soltanto l’1,3% riguarda la produzione di prodotti per l’alimentazione degli animali; in Umbria prevale ancora, naturalmente, il settore alimentare con una percentuale seppur ridotta pari al 63% del fatturato regionale aggregato, il 34% è riconducibile al settore agricolo e, infine, circa il 3% dei ricavi riguarda la produzione di cibo per animali.

Experiencing FOOD & PET in programma il 18 aprile 2019

(Fonte: IoConosco.it, IoValuto.it)

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Umbria e Marche, un sostanziale contributo alla Food Industry

Fabriano, in 10 anni stravolto il volto del tessuto economico

Feb 14, 2019

La Città di Fabriano (AN), un tempo considerata strategico polo industriale grazie alla produzione di carta e di elettrodomestici, dal 2013 è inserita, insieme a Bologna e Torino, nella lista delle Città creative dell’UNESCO, più precisamente nella categoria “Artigianato, arti e tradizioni popolari”.

Con la crisi del 2008, la città ha però cambiato volto.

Il Centro Studi Economico e Finanziario ESG89, ha analizzato i bilanci delle maggiori aziende della città marchigiana evidenziando l’andamento delle top 15 compagini per fatturato rispettivamente nel 2007 (pre-crisi) e nel 2017 (post-crisi), con l’obiettivo di confrontare le due situazioni e riflettere sui significativi cambiamenti.

Dall’analisi effettuata emerge che nel periodo pre-crisi il gradino più alto era occupato dalla società Indesit Company s.p.a. con un fatturato di 3.248.600.000 euro, seguita da Elica s.p.a. con 405.366.000 euro, Merloni Termosanitari s.p.a. 373.343.434 euro, Faber s.p.a. 152.710.000 euro e Best s.p.a. 123.613.000 euro (consulta IoConosco per avere maggiori approfondimenti degli Smart Report).

La situazione a distanza di dieci anni è profondamente cambiata: seppur il settore dell’elettronica continui a rappresentare la spina dorsale della città marchigiana, si sono registrati notevoli cambiamenti a livello industriale.

In base agli indicatori di ESG89 Group, attualmente svetta il colosso Ariston Thermo s.p.a. con un fatturato di 1.569.739.000 euro. Seguono nell’ordine Elica s.p.a. che si mantiene al secondo posto con 371.677.000 euro di fatturato, la Faber s.p.a. con 126.859.630 euro, Ecoflam Bruciatori s.p.a., appartenente al Gruppo Ariston Thermo dal 2008 con un fatturato di 56.516.673 euro e Agenziapiù s.p.a., agenzia per il lavoro con sedi diffuse in diverse regioni italiane che rileva un fatturato pari a 54.353.975 euro.

Nel comparto meccanico-metallurgico figurano: TR VIC s.p.a., incorporata dal 2014 nel Gruppo Trifast plc leader globale nella produzione e distribuzione di fasteners e sistemi di fissaggio, Metaldesi s.r.l. e BS Service s.r.l. con fatturati rispettivamente di 33.223.641, 17.913.648 e 11.400.112 euro; mentre nell’ambito elettronico si rileva JPIndustries s.p.a. e AIR Force s.p.a. (presente anche nella classifica 2007 stilata da ESG89) con fatturati di 28.954.174 e 24.218.381 euro.

Tra le prime quindici aziende del territorio spiccano anche Antonietti Leonello s.r.l. che rileva un fatturato di 22.566.646 euro, Co.Me.Tra s.r.l con 20.756.233 euro di fatturato ed Elco Italia s.p.a., l’unica tra le aziende presenti in classifica attiva nel settore dell’edilizia e riconducibile al Gruppo Ariston, con 20.630.285 euro. Da notare, infine, anche l’azienda informatica fornitrice di soluzioni e servizi a supporto dei processi di business Metisoft s.p.a. che sfiora i 14 milioni di fatturato e Arma s.r.l., guidata da Fabrizio Salari, specializzata nella produzione di filtri metallici per cappe, maniglie per elettrodomestici e accessori in estrusi di alluminio con 12.237.944 euro di fatturato.

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Economia, infrastrutture e imprese: le ultime da Umbria e Marche

Gen 01, 1970

Un quadro su economia, infrastrutture e imprese delle due regioni, tra la lenta ma appurata ripresa del tessuto economico dell’Umbria da un lato e la vertenza sulla Quadrilatero che oscura il futuro delle imprese umbre e marchigiane addette ai lavori.

Aggiornamento congiunturale sull’economia dell’Umbria: Banca d’Italia conferma la lieve ripresa

Secondo quanto emerge dal report sull’economia regionale umbra di Banca d’Italia, i primi mesi del 2018 hanno visto miglioramenti significativi, a partire dal comparto industriale. Qui le imprese del nostro territorio con almeno 20 addetti hanno registrato un incremento del fatturato del 40%.  Tra queste, le performance migliori sono state raggiunte nelle esportazioni, specie nel meccanico e nel chimico. Andamento opposto per le imprese delle costruzioni edili, che vedono flessione negativa specie nell’edilizia residenziale. Il motivo si riscontra nel calo delle quotazioni (dati OMI e Istat). Il calo si è registrato anche nel commercio, mentre il turismo in Umbria si attesta in ripresa: tra gennaio ed agosto gli arrivi sono aumentati del 18,4% rispetto allo stesso periodo del 2017. In generale, le esportazioni regionali a prezzi correnti registrano il +5,6% nel primo semestre 2018, grazie soprattutto alla vendita di macchinari e abbigliamento di lusso. Miglioramenti anche nelle importazioni (+11,6%), mentre l’80% delle imprese industriali e dei servizi ha in previsione di chiudere l’anno in utile. Stabile l’occupazione con un ulteriore +20% nelle assunzioni a tempo indeterminato. La disoccupazione è scesa del 9,9%, dato riconducibile però al minor numero di persone in cerca di lavoro.

Lavori Perugia-Ancona: ancora crisi in attesa del Tavolo Nazionale

Un danno fra i 30 e i 40 milioni quello subìto dalle imprese medio-grandi dell’Umbria e delle Marche coinvolte nella vicenda Quadrilatero, senza contare quelle di dimensioni minori. L’incontro tra associazioni sindacali e di categoria e istituzioni politiche dello scorso lunedì  ha acceso ancora di più il dibattito sulla crisi Astaldi e sollevato ulteriori preoccupazioni sul futuro dei lavoratori. La difficoltà si estende anche nei confronti dei fornitori, ai quali le imprese vorrebbero chiedere credito attraverso un piano da concordare con la finanziaria regionale dell’Umbria, Gepafin. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha assicurato l’istituzione di un tavolo nazionale per discutere della vertenza. In attesa di ulteriori sviluppi in merito, si profila invece positivo il proseguo dei lavori sulla variante 6 della SS76 Marche-Umbria e del Maxilotto 2 della Quadrilatero, grazie ai fondi stanziati dal Cipe.

AST e Thyssenkrupp: confermata la crescita delle due aziende dal report annuale 2017/2018

Acciai Speciali Terni e Thyssenkrupp scoprono le carte, pubblicando i dati sul fatturato relativo al 2017/2018. AST si conferma in crescita, con 1 miliardo e 813 milioni di euro, con un aumento della produzione per l’acciaio liquido pari a 59 mila tonnellate e per la vendita, con +50mila tonnellate. L’azienda di Viale Brin ha inoltre investito un capitale pari a 35,1 milioni di euro, nonostante le criticità emerse durante l’anno in  tutto il comparto siderurgico. Un buon risultato anche quello di ThyssenKrupp, che ha chiuso l’anno fiscale con un utile di 60 milioni (271 nell’anno precedente): qui gli ordini sono aumentati del 2%, mentre le vendite hanno toccato i 42,7 miliardi di euro.

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Marche declassate dall’UE a regione in transizione

Gen 01, 1970

Istituto Adriano Olivetti: Marche declassate dall’UE a regione in transizione, arriveranno più fondi

Lo annuncia Pietro Marcolini (Istao) nel corso della presentazione della terza edizione di “#Marcheuropa”, sottolineando l’opportunità di ricevere più fondi europei considerando che siamo alla vigilia della predisposizione dei bilanci dell’Ue per la programmazione 2021/2027.

Le motivazioni

Il declassamento da regione ordinaria a regione in transizione è dovuto al calo del PIL pro capite dei marchigiani che ora si attesta tra il 75% ed il 100% della media europea.

Il calo, oltre alle motivazioni dell’Unione Europea, riguarda anche il PIL delle Marche, unica regione in negativo del Centro Italia.

Le opportunità

Le opportunità non sono solo legate ai contributi europei, che per le Marche aumenteranno indicativamente dal 10% al 20% (per l’Italia circa il 6%).

Sta aumentando la consapevolezza dei protagonisti dell’economia reale delle Marche, sempre più consci della necessità di creare sinergie per uscire da una crisi superabile solo con strategie e strumenti adeguati.

Anche di questo si parlerà al Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018, il bilaterale Umbria-Marche che si terrà dall’11 al 13 ottobre.

Per maggiori informazioni sul Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018 è possibile contattare la segreteria organizzativa e seguire l’hashtag #GlocalForum2018 sui social media.

 

Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018

11 ottobre, ore 09.30 – 13.00

Forum Inaugurale: La società, l’economia, il valore dei territori

11 ottobre, ore 14.30 – 18.00

Forum Economia: L’Umbria dei territori, le Marche, l’Italia

12 ottobre, ore 09.30 – 13.00

Forum Approfondimento: ANNUARIO ECONOMICO Umbria e Marche (a cura di ESG89 Group)

12 ottobre, ore 14.30 – 18.00

Forum Economia: Umbria e Marche, opportunità per lo sviluppo del territorio

13 ottobre, ore 09.30 – 13.00

Forum Turismo, Arte e Cultura: il territorio come vero brand – infrastrutture e strategie di marketing

 

 

 

 

 

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