(Nella foto: da sinistra Barbara Pagnoncelli, Gabriele Santarelli, Giovanni Giorgetti)

Fabriano – Venerdì 10 maggio, dalle 9,30 alle 19,30, al Resort Marchese del Grillo spazio al convegno, aperto a tutti, “The Best Economic Forum ESG89 – Umbria e Marche”, il prestigioso appuntamento ideato da ESG89 Group giunto alla decima edizione. Nella città della carta analisi e approfondimenti sulle migliori performance imprenditoriali delle regioni di Umbria e Marche. “Il 10 maggio – riferisce Giovanni Giorgetti, Presidente Esg89 group – sarà il giorno dedicato alla conoscenza delle società più performanti, invitate a confrontarsi in un contesto parecipativo aperto a tutti gli attori del panorama economico nazionale e internazionale”. Il Forum si terrà a Fabriano presso il Resort Il Marchese del Grillo e si concentrerà su alcuni temi strategici che verranno approfonditi in quattro forum, due la mattina, due nel pomeriggio: Infrastrutture materiali e immateriali; Importanza della sub-fornitura della meccanica e le strategie per offrire i propri talenti a livello globale; I Fondi Europei per un nuovo modello di sviluppo economico; Start-up e Best Companies, a confronto i nuovi imprenditori con quelli di successo per superare gli ostacoli dei primi anni di vita dell’impresa.

L’evento, voluto a Fabriano dall’assessore Barbara Pagnoncelli, è aperto a tutti. “Invito la cittadinanza – ha detto questa mattina, 7 maggio, in conferenza stampa – a partecipare. Il nostro obiettivo è quello di lavorare sempre più in sinergia tra Marche e Umbria”. Il sindaco, Gabriele Santarelli, ha invitato anche le scuole ad intervenire venerdì al Marchese del Grillo per i quattro forum dalle 9,30 alle 19,30.

Protagonisti
Nelle sessioni della mattina a partire dalle ore 9.30 si discuterà di “infrastrutture materiali e immateriali” con un focus particolare sulla questione della Quadrilatero e sui collegamenti fra Umbria e Marche. Interverrà, tra gli altri, Guido Perosino, amministratore unico Quadrilatero. A seguire verrà trattato il tema molto sentito nel territorio della Sub-fornitura della meccanica e delle strategie per offrire i propri talenti a livello globale. Ospiti: Letizia Urbani, Meccano e Manuel Romagnoli, Ariston Thermo Group.

Nel pomeriggio la sessione dei lavori riprenderà alle 15,00 con i temi: “I Fondi Europei per un nuovo modello di sviluppo economico” e “Start-up e Best Companies, a confronto i nuovi imprenditori con quelli di successo” per superare gli ostacoli dei primi anni di vita dell’impresa. Presenti, per la Regione Marche, l’Amministratore Unico dell’Agenzia di Sviluppo delle Marche, Gianluca Carrabs SVIM SpA e alcuni top manager e imprenditori di Umbria e Marche che si confronteranno con i giovani talenti.

Giovanni Giorgetti
“Siamo oramai tutti consapevoli – afferma Giovanni Giorgetti Ceo di ESG89 Group e coordinatore dei lavori – che i territori sono il motore di sviluppo per l’economia e, partendo proprio da questa premessa, che bisogna investire e premiare quegli imprenditori che continuano ad investire in Umbria e Marche. Sono ancora, però, troppo poche le imprese che lo fanno e questa sarà la grande sfida del futuro anche in queste aree. E’ necessario difendere l’interesse nazionale e non l’italianità. E’ necessario contrastare gli investimenti predatori di aziende estere che puntano a sottrarre i nostri asset, i nostri brevetti, per poi tornarsene all’estero. Difendere l’interesse nazionale però non dovrà significare contrastare gli investimenti esteri in Italia. Ma stabilire e far rispettare le regole. Un altro tema caldo che sarà affrontato durante il Forum da alcuni docenti universitari sarà quello del credito alle PMI di Umbria e Marche. Si sta assistendo, infatti, ad una sempre più forte concentrazione fra gli istituti di credito ed a una difficoltà quasi insormontabile da parte delle Pmi ad accedere a finanziamenti per la propria attività”.

Programma completo del THE BEST ECONOMIC FORUM

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Source: MEDIAPRESS CE
“The Best Economic Forum ESG89” a Fabriano: quattro tavole rotonde per nuove vie di sviluppo

Raspadori, Rivetti, Searle-Barnes e Giacalone ad Assisi per dibattere di Europa

Gen 01, 1970

Nella sala della Conciliazione del Comune di Assisi è andato in scena, riscontrando grande successo e partecipazione, il forum incentrato sull’Europa “Europa tra crescita e concordia”.
I temi trattati durante il forum sono di grandissimo spessore e vanno proprio a darci un quadro su quella che è la reale situazione italiana a livello Europeo. Tra le varie idee e pensieri contrastanti, alcuni punti  sono in comune: uno dei grandi problemi che affliggono l’Italia è senza dubbio il peso del debito pubblico.

Tra gli importanti relatori del forum ricordiamo Fabio Raspadori dell’Università di Perugia, Giuseppe Rivetti dell’Università di Macerata, Richard Searle-Barnes, docente in business sostenibile ed economia internazionale di Oxford e per ultimo, non certo per importanza, lo scrittore, economista e giornalista Davide Giacalone.
Il corporate organizzato da ESG89 Group ha permesso di ascoltare le diverse opinioni degli stakeholder istituzionali, economici ed accademici lasciando spazio ad un dibattito aperto, partecipato e condiviso come da tradizione ESG89.
Dopo il saluto appassionato e partecipato del Sindaco di Assisi, Stefania Proietti che ha voluto annunciare il prossimo forum economico internazionale in programma nella primavera del 2020 che riunirà oltre mille economisti e giovani imprenditori provenienti da tutto il mondo proprio ad Assisi alla presenza del Santo Padre, il dibattito è stato animato da illustri esperti accademici.
Fabio Raspadori commenta così “I trattati europei sono di fondamentale importanza ed incidono molto sulle decisioni dei governi nazionali…E’ di estrema importanza che le rappresentanze dei governi nazionali siano presenti nei consessi europei”.

“L’Italia ha molto da guardare ed imparare dagli altri stati: basti pensare che siamo il paese con più debito pubblico, siamo tra i primi paesi come pressione fiscale e questo è alla base dei bassi investimenti nel nostro paese e nella scarsissima competività lavorativa. Guardando la situazione di Umbria e Marche, sono passate da essere regioni ricche a “regioni in transizione”, insieme all’Abruzzo, Calabria e Campania..Questo, se da un lato è negativo, dall’altro potrebbe essere sfruttato molto di più utilizzando i fondi europei messi a disposizione delle regioni in transizione e povere…Inoltre, siamo anche regioni ZES – zone economiche speciali e come tali meritano più attenzione e può essere una grande opportunità” commenta Giuseppe Rivetti.

Situazione ben diversa quella commentata da Richard Searle-Barnes, che spiega i problemi legati alla Brexit. “Il nostro paese sta avendo molti problemi, stiamo perdendo quote di mercato, stiamo perdendo aziende importanti come Nissan e anche Samsung che si stanno muovendo altrove…tutto questo non può non riflettersi nella nostra economia ed in generale anche in quella dell’Unione Europea”

Le conclusioni affidate all’ospite d’onore Davide Giacalone hanno permesso di avere un quadro generale molto chiaro e al contempo preoccupante per l’Italia. “I numeri parlano chiaro: siamo lo stato che più ci ha guadagnato e sta guadagnando nell’Unione Europea… E’ idea comune che il nostro paese sia poco importante a livello europeo, ma non c’è nulla di più sbagliato: abbiamo il presidente della BCE Draghi ed avevamo Tajani come Presidente del Parlamento Europeo. L’Italia conta, e molto, nonostante tutti i problemi che da sempre ci portiamo dietro. Il nostro problema principale è il debito pubblico, aumentato negli ultimi anni; il nostro paese è infatti passato da essere un paese rurale ad un paese ricco senza aumentare il debito pubblico e senza alcuna inflazione, ma, gli ultimi decenni hanno portato alla situazione attuale. Altro problema è il basso livello delle istituzioni scolastiche e la sfiducia nell’Europa stessa. La cura c’è, ma dobbiamo cambiare prospettiva e vedere la realtà oggettiva dei fatti, non quella che vogliono farci vedere”.

‘Momenti di contaminazione e di analisi come quelli di Assisi sono sempre più necessari. La partecipazione di illustri esperti e relatori – commenta Giovanni Giorgetti Ceo di ESG89 Group – ci ha inoltre permesso di avere un quadro chiaro ed esaustivo sulle prospettive economiche e sociali nella nostra Europa. ‘Nostra’ proprio perché è da considerarsi come la casa di tutti gli italiani e soprattutto l’unica casa sicura in un mare globale tempestoso. La contaminazione delle menti più eccellenti sono linfa vitale per il capitalismo relazionale targato ESG89”.

 

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Raspadori, Rivetti, Searle-Barnes e Giacalone ad Assisi per dibattere di Europa

Wealth Manager pronti a raccogliere la sfida della Financial Data Science

Apr 07, 2018

Assicurazioni, banche e wealth manager si preparano a raccogliere la sfida della Financial Data Science e credono che il FinTech sia più un’opportunità che una minaccia

La conferma è arrivata dall’evento esclusivo organizzato da GFT Italia – parte del gruppo GFT, partner tecnologico globale per la trasformazione digitale del settore finanziario – e Virtual B, azienda FinTech proprietaria della piattaforma di investimento digitale AdviseOnly, dal titolo “Frontiere dell’Intelligenza Artificiale: innovare il Wealth Management con la Financial Data Science”.

All’evento, che si è svolto a Milano mercoledì 27 giugno, hanno preso parte primarie società del comparto bancario, finanziario e assicurativo. Ha aperto l’evento Dante Laudisa, Direttore Marketing e Comunicazione GFT Italia, che ha evidenziato la vision per il futuro attraverso la strategia di exponential banking. L’exponential banking è la naturale evoluzione della sempre più veloce digitalizzazione nel settore dei servizi finanziari ed è esso stesso alimentato dalla crescita esponenziale della tecnologia avvenuta nella seconda parte del secolo scorso. Tra i relatori, si è distinto il prestigioso contributo, in qualità di Keynote speaker, di Roberto FerrariKey influencer e Advisor digital banking & FinTech.

Dati, l’oro delle istituzioni finanziarie

Un’interessante panoramica di Roberto Ferrari intitolata “Dati, l’oro delle istituzioni finanziarie” ha introdotto la sessione di lavori. “Tra 5-7 anni ci saranno 150 miliardi di sensori attivi (IoT) che produrranno raddoppi di dati ogni 12 ore. Anche nel mondo finanziario, per esempio negli USA, è stato archiviato un milione di terabyte di dati e lo scenario in Europa si presenta come bifronte: la Data Economy sta crescendo con una previsione al 2020 di 739 miliardi di euro (rispetto ai 272 miliardi di euro del 2015). Allo stesso tempo, le istituzioni finanziarie perdono di profittabilità. La sfida, quindi, è: come sfruttare questo immenso capitale di informazioni e trasformarlo in valore per il business?”.

Secondo Roberto Ferrari, Key influencer e Advisor digital banking & FinTech, “avrà successo chi sarà in grado di ottenere valore anche dai dati destrutturati, come quelli comportamentali o derivanti da fonti eterogenee, e di generare di conseguenza revenue. La scelta degli algoritmi performanti è cruciale, ma non è sufficiente: è necessario un cambio di paradigma aziendale, perché quando parliamo di digital transformation parliamo inevitabilmente di business transformation”.

Pronti a investire nel Machine Learning e nell’AI

Ma cosa ne pensano gli addetti ai lavori? Nel corso dell’evento, GFT e Virtual B hanno proposto ai partecipanti un breve questionario. Dalle risposte pervenute, è emerso che l’idea di sfruttare intensivamente i dati, al punto da diventare un’azienda data-driven, è ormai pervasiva ed evidenzia un trend netto dell’industria anche in Italia. Alla domanda “Da 1 a 10 quanto ritieni importante un approccio data-driven all’interno della tua organizzazione?”, il voto più basso è stato il 7, mentre la maggioranza delle risposte è confluita sull’8 (33,3%).

Alla domanda “Dove pensi si concentreranno gli investimenti dell’industria assicurativa/bancaria/finanziaria nei prossimi 5 anni?”, il 40,4% delle risposte si è indirizzato su Machine Learning e Intelligenza Artificiale, staccando di quasi 20 punti percentuali la Cyber Security.

Dunque, in termini di tipi di investimento in tecnologie, Machine Learning e AI (cioè la parte più innovativa e algoritmica del mondo della Data Science) fanno la parte del leone. Quanto poi alle aree aziendali che secondo le attese beneficeranno di questi investimenti, spiccano quelle più vicine al cliente, legate al marketing, all’attività commerciale e alla relazione (supporto alla rete e customer care). Abbastanza sorprendentemente, è opinione diffusa tra i partecipanti alla survey che pochi investimenti in tecnologie innovative si orienteranno verso l’area compliance, investita dalla tempesta normativa.

I quattro pillar dell’Exponential Banking

“Nel settore bancario è iniziata una nuova era. Le tecnologie esponenziali offrono un enorme potenziale attraverso quattro pillar principali che GFT ha identificato in Open Banking, Augmented Banking, Automation Banking e Cognitive Banking, che, se opportunamente interrelati, possono produrre il sistema più a prova di futuro disponibile oggi per qualsiasi banca retail”, spiega Dante Laudisa, Direttore Marketing e Comunicazione GFT Italia.

SideKYC: la soluzione per profilare al meglio il cliente

Proprio per rispondere alle nuove esigenze delle aziende, alle prese con una rivoluzione senza precedenti e con le sfide della Data Science, Virtual B e GFT Italia hanno sottolineato come l’innovativa piattaforma SideKYC – di cui Raffaele Zenti, Partner e co-founder Virtual B, ha fornito un’efficace simulazione – consenta alle aziende finanziarie e assicurative di processare i bisogni dei clienti e di incrociarli con la loro offerta.

La nuova piattaforma, già adottata da un’importante istituzione finanziaria internazionale, è la prova di come un approccio sistemico data-driven, potenziato con l’Intelligenza Artificiale, possa guidare l’intero processo di wealth management. Basata su algoritmi di machine learning integrati con i principi della finanza comportamentale, SideKYC raccoglie, analizza ed elabora i dati del cliente e crea quindi un profilo completo dal punto di vista comportamentale, cognitivo ed emozionale aggregando le informazioni disponibili presso l’istituzione finanziaria o la compagnia assicurativa (di natura transazionale, socio-demografica, regolamentare e digitale) con quelle provenienti da fonti esterne.

Dalle difficoltà e dai vincoli possono nascere opportunità. E questo vale anche per le istituzioni finanziarie, strette tra digitalizzazione e regulation. Dopotutto, chi meglio delle banche sa quanti soldi abbiamo, come e quando li spendiamo, in che cosa investiamo? Queste informazioni, con gli strumenti giusti, possono essere trasformate in una enorme opportunità per il settore”, sottolinea Serena Torielli, Presidente e co-founder Virtual B. “La Data Science non è una novità: gli strumenti statistici esistevano anche in passato, ma il mondo non era pronto. Oggi le condizioni sono cambiate: è aumentata la disponibilità dei dati, è sceso il costo della tecnologia e la potenza di calcolo dei computer è cresciuta a dismisura”.

In questo contesto, si è evidenziato durante l’evento, le istituzioni finanziarie sono ben posizionate: godono della fiducia del cliente – almeno per quanto riguarda la sicurezza dei dati – e siedono su una mole enorme di informazioni, che però non utilizzano. “Per questo sono convinta, conclude Serena Torielli, “che la Data Science possa essere la pietra filosofale del wealth management”.

La tecnologia deve essere smart, a basso impatto organizzativo e calata in soluzioni per migliorare progressivamente: in GFT abbiamo due grossi laboratori internazionali per testare le idee, oltre ai modelli di co-innovation messi a punto con i nostri clienti”, aggiunge Umberto Zanchi, Insurance Client Unit Executive Director GFT Italia. “Gli algoritmi sono creati da specialisti ma le tecniche di machine learning ci aiutano ad apprendere potenziando la capacità umana di creare valore”.

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Wealth Manager pronti a raccogliere la sfida della Financial Data Science

I dati Istat sull’import-export di maggio-luglio 2018

Gen 01, 1970

Secondo i dati Istat di import-export per il periodo di riferimento di luglio 2018, si stima un calo congiunturale per le esportazioni con un -2,6% e un aumento per le importazioni del +2,4%.

 

Nel dettaglio, l’export ha subìto una flessione congiunturale a seguito di una diminuzione del -5,5%  delle vendite verso i mercati extra Ue, mentre quella verso l’area Ue è meno intensa, registrando il -0,4%.

Per quanto riguarda il trimestre maggio-luglio 2018, rispetto al precedente, si registrano incrementi per entrambi i flussi: +3,0% per le importazioni e +1,2%  per le esportazioni.

A luglio 2018 l’aumento dell’export su base annua è pari al 6,8% e coinvolge sia l’area Ue, col suo +8,5%, sia i paesi extra Ue, al +4,8%. La correzione per gli effetti di calendario porta la variazione dell’export a +5,1% e quella dell’import a +8,7%.

Per la crescita tendenziale dell’export nel mese di luglio costituiscono maggiore misura i settori: metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, con una crescita tendenziale del +12,4%; macchinari e apparecchi n.c.a. in crescita del +7,0%; prodotti petroliferi raffinati, che totalizzato il +41,6%; mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, in ascesa con il +12,0%.

In diminuzione, su base annua, le esportazioni di autoveicoli, che registrano il -6,0% e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici, con il -2,8%.

Su base annua, i paesi che contribuiscono maggiormente all’incremento delle esportazioni sono Francia, +11,9%, Germania,+9,0%, Svizzera +14,4% e Spagna, +8,7%.

Nel periodo gennaio-luglio 2018, la crescita tendenziale dell’export è pari a +4,2% ed è sospinta da metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,8%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,7%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+11,9%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici e apparecchi elettrici (+5,0% entrambi).

Tenendo sempre in riferimento il periodo da luglio 2017 a luglio 2018, lo studio Istat stima che il surplus commerciale si riduca di 886 milioni di euro, da +6.562 milioni a +5.676 milioni. Nei primi sette mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge +24.734 milioni, di cui +47.623 milioni al netto dei prodotti energetici.

Nel mese di luglio 2018 l’indice dei prezzi all’importazione dovrebbe aumentare dello 0,2% sul mese precedente e del 4,3% su base annua. Al netto dei prodotti energetici l’indice aumenta dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,5% in termini tendenziali.

 

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I dati Istat sull’import-export di maggio-luglio 2018

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