Sicuramente lo sport è uno dei migliori mezzi per raccontare il mondo e, dunque, i cambiamenti e le evoluzioni in atto possono essere ben comprese se raccontate attraverso le evoluzioni dello sport.
Proprio a tal riguardo a Milano è stata organizzata la IV edizione del “Sport & Business summit”. Tale manifestazione ha confermato il crescente interesse della società verso lo sport e la rilevanza economica del settore ed ha visto protagonisti oltre 300 professionisti ed addetti ai lavori. Il tema principale era la “discontinuità e l’innovazione”, partendo dal focus “Sports Market overview: news trends” a cura di Marco Nazzari.

Da Milano…a Milano-Cortina
La prima tavola rotonda è stata quella che ha interessato Alessandro Araimo (Ad Discovery Italia), Diana Bianchedi (Coordinatrice dossier di candidatura Milano Cortina 2026), Thierry Borra (Founder & Ceo Sport Matters Consulting, Ioc Advisor) e Valerio Giacobbi (Ad Cortina 2021), dove si è parlato dei grandi ed importanti eventi che attendono l’Italia dai mondiali di Sci Alpino (Cortina 8-21 febbraio) ai giochi olimpici invernale (Milano-Cortina 2026).
Importante anche lo sport come riqualificazione urbana, di cui se ne è parlato con Alessandro Ercoli (HPE Aruba System Engineer Manager), introducendo la tavola rotonda «Sport Arenas & Real estate» e a cui hanno testimoniato anche Angelo Giannuzzi (Project development officer del Fulham football club) che ha mostrato i dettagli innovativi dell’iniziativa del club inglese, Giuseppe Rizzello (Project manager Italy Asm Global), Paolo Scaroni (Presidente Ac Milan) e Joe Barone, consigliere delegato della Fiorentina.

Infine gli interventi di Michele Uva (vicepresidente della Uefa), Guy-Laurent Epstein (Direttore marketing Uefa) con il tema dal titolo “Challenges for european football in a changing media landscape”.
L’ultima tavola rotonda è stata moderata dal conduttore di Radio24 Giovanni Capuano e sono intervenuti Luigi De Siervo (Ad Lega Serie A), Giuliano Giorgetti (Senior content & digital advisor Fifa), Ludovica Mantovani (Presidente Divisione calcio femminile Figc), Andrea Cimbrico Responsabile Area Comunicazione FIR e Marzio Perrelli Executive Vice President Sport Sky Italia per dare il loro contributo all’argomento “Sports & New Consumption trends”.

Un prossimo importante appuntamento su questo tema ci sarà in occasione del Glocal Economic Forum ESG89 con il forum “Sport&Economy”. Relatori Adriano Galliani (Amministratore delegato Associazione Calcio Monza), Alessandra Gallone (Componente Commissione Vigilanza RAI), Domenico Ignozza (Presidente CONI Umbria) e Luigi Repace (Presidente del Comitato regionale umbro della FIGC). Per il programma completo e tutti i relatori invitati: www.esg89forum.it/glocal-2019/

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SPORT & ECONOMY, AL GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 COME A MILANO SI TRATTA DELL’IMPORTANZA DEL FENOMENO

iGuzzini: con Fagerhult la proprietà passa dalle Marche alla Svezia

Gen 01, 1970

Il colosso svedese ha firmato una lettera d’intenti per l’acquisto del gruppo marchigiano

L’acquisizione dovrebbe realizzarsi entro fine 2018

Anche se la iGuzzini, azienda delle Marche leader nel settore dell’illuminazione, non si è ancora espressa in merito, l’intesa sulla vendita al gruppo Fagerhult sembra esserci.

Dalla Svezia dovranno però prima partire le dovute indagini due diligence, da concludersi entro la fine dell’anno. Se i conti torneranno, allora la iGuzzini passerà in mano al gruppo nordico.

L’accordo dovrebbe prevedere una vendita bipartita tra cash e azioni. I cedenti dell’azienda marchigiana riceveranno infatti una porzione significativa delle azioni Fagerhult, quotate alla Borsa di Stoccolma.

La iGuzzini è stata fino ad oggi ripartita all’85% da Fimag, di cui fanno parte il presidente Adolfo Guzzini e l’amministratore delegato Andrea Sasso, e al 15% da Tipo, parte della società Tamburi Investiment.

Guzzini e Sasso rimarranno alle corrispettive posizioni nel nuovo assetto e acquisiranno dei ruoli nel top management del gruppo acquirente.

Il gruppo che si andrà a costituire avrà un valore di quasi 800 milioni di euro.

Il progetto di crescita dell’azienda redatto negli ultimi anni continuerà a protrarsi, complice la crescita nei ricavi del 26% cumulata nell’ultimo quinquennio.

La presenza dei prodotti made in Italy di iGuzzini è nota attraverso le installazioni all’interno dell’ Eurasia Tunnel, oltre che su quelle dell’ultima Cena di Leonardo da Vinci e presso Cappella degli Scrovegni, per citarne alcune. L’azienda, nata nel 1959 a Recanati, è ad oggi la più grande del comparto illuminazione in Italia.

Nel 2017 il fatturato si attestava a 232,3 milioni di euro, con un margine operativo lordo di 31,5 milioni (+9% sul 2016) e un cash flow di 28 milioni. L’83% dei ricavi nella produzione sono derivati, invece, da investimenti su sistemi innovativi.

A tal proposito, per il triennio 2018-2020 il gruppo ha delineato un percorso di digitalizzazione dell’intera azienda, che costituirà il 50% della spesa capitale.

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Facebook rallenta, il titolo in borsa crolla

Gen 01, 1970

Un piccolo inciampo, speculazione o inizio del ridimensionamento?

È bastato poco per far perdere a Facebook oltre il 24% a Wall Street: gli utenti attivi si sono rivelati inferiori alle stime, fermandosi a 2,23 miliardi contro i 2,25 miliardi previsti.
La velocità di crescita anno su anno per il secondo trimestre 2018 è dell’11% (dal 13% del primo), il risultato più basso dal dal 2011; accentuata la perdita di utenti in Europa: 3 milioni di utenti giornalieri ed un milione di utenti unici mensili in meno.

Questo nonostante ricavi trimestrali in rialzo annuo del 42% (inferiori alle stime) ed utili in aumento del 31% (di poco superiori alle previsioni).

Il CEO Mark Zuckerberg attribuisce il risultato alla nuova normativa europea sulla privacy (GDPR), ma non va dimenticato l’enorme scandalo legato a Cambridge Analytica e l’impegno per contrastare le fake news.

Proprio per queste ultime – che in Italia potremmo definire bufale o propaganda – hanno determinato un investimento tale da far salire i costi del 50% rispetto all’anno precedente, composto da nuove tecnologie e assunzione di moderatori ed analisti.

Date le premesse il rallentamento potrebbe quindi essere fisiologico, oppure il timido inizio di una nuova consapevolezza collettiva.

Community vs Comunità

Con i social network è nata un’idea di relazioni diversa rispetto a quella cui siamo abituati: si passati dalle cerchie di conoscenti ed amici alle community, formalmente con lo stesso significato ma sostanzialmente ben diverse.

Facebook è il social network per antonomasia, un mezzo di comunicazione obbligato per raggiungere il più ampio numero di persone possibile e per creare gruppi con interessi comuni.

Resta però uno strumento che crea relazioni deboli, fatue.

Quello di comunità è invece un concetto su cui si basa la civiltà umana: gruppi di persone che condividono gli stessi bisogni, che poi evolvono in princìpi e che diventano pilastri di complesse strutture sociali in continuo mutamento.

Dalla comunità nascono le imprese, che in essa vivono e prosperano restituendo benessere e progresso.

Questa la visione sana di un tessuto imprenditoriale non predatorio e volto ad uno sviluppo costante e sostenibile, da qui si parte per definire nuovi obiettivi e tracciare le rotte per raggiungerli.

Il primo passo è stato fatto da ESG89 Group con l’organizzazione del Glocal Economic Forum Perugia 2018, il più grande incontro economico del Centro Italia che mira a valorizzare le piccole e medie imprese in un ottica di crescita collaborativa.

Sinergie tra imprese, associazioni, istituzioni e stakeholder che portano ad una ripresa economica stabile e strutturale.

Vengono superati anche i localismi che spesso non sono altro che sterili campanilismi.

Le Marche saranno la regione ospite di questa edizione al fine di unire i pezzi di un puzzle di competenze, eccellenze e potenzialità per portare ad un sistema più forte e completo della somma dei suoi singoli elementi.

Per maggiori informazioni sul Glocal Economic Forum Perugia 2018 è possibile contattare la segreteria organizzativa e seguire l’hashtag #GlocalForum2018 sui social media.

 

Glocal Economic Forum Perugia 2018: la società, l’economia, il valore dei territori

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Facebook rallenta, il titolo in borsa crolla

Al Maker Faire di Roma il meglio delle Startup Umbre

Gen 01, 1970
ANCHE ESG89 AL MAKER FAIRE DI ROMA
INNOVAZIONE E TECNOLOGIA COME VOLANO PER LO SVILUPPO ECONOMICO DEL PAESE

Si è conclusa domenica la settima edizione di Maker Faire Rome – The European Edition, che ha trasformato Roma in un vero e proprio parco per l’innovazione.
Maker Faire è la più grande fiera internazionale incentrata sul mondo dell’innovazione tecnologica, invenzioni, creatività ed inventiva.
Ogni anno maker e appassionati di ogni età e background si incontrano per presentare i propri progetti e condividere le proprie conoscenze e scoperte.
Tutto è nato in California, a San Mateo nel 2006, neanche un anno dopo la pubblicazione del primo numero di “Make: Magazine”, la rivista di riferimento per tutti i #makers.

MAKER FAIRE ROME – THE EUROPEAN EDITION è stata organizzata dalla Camera di Commercio di Roma con l’obiettivo di favorire la diffusione della cultura dell’innovazione ed è la più grande Maker Faire al di fuori degli Stati Uniti.
ESG89 ha partecipato come portavoce del mondo imprenditoriale umbro scoprendo molte realtà che spaziano dalla circular economy alla robotica. Abbiamo incontrato il team di Weedea che ha sviluppato il sistema Secure Shelter, per il monitoraggio statico dei beni storici e applicabile anche alle infrastrutture, basato su sensori di accelerazione e l’elaborazione dei dati attraverso l’Intelligenza artificiale.
C’era anche Albicchiere, che nel 2018 ha vinto il premio come startup più innovativa del mondo nella categoria Home & Lifestyle, rivoluzionando il modo di bere vino. I fondatori Massimo Mearini e Diego Pepini hanno scelto di fare innovazione in un settore tradizionale come quello del vino riuscendo ad offrire un prodotto che consentisse di migliorare l’esperienza degli utenti durante l’acquisto e il consumo di vino.

Resta aggiornato anche sul programma del Glocal Economic Forum ESG89 che farà da ponte tra le Start-up e le aziende senior di Umbria e Marche

Secondo il Ministro all’Istruzione Lorenzo Fioramonti, in visita a Maker Faire 2019, «Stiamo scoprendo nuovi modi di produrre ad alto contenuto tecnologico,lì dove ce n’è bisogno, in modo sostenibile, intelligente e creativo. L’obiettivo è anche un rilancio di un artigianato di nuova generazione per il quale qui in Italia possiamo essere pionieri nel mondo», spiega.

È forse questa la chiave di volta dal quale far ripartire l’economia del nostro paese?

I recenti dati del Ministero dello Sviluppo Economico parlano chiaro del resto: al termine del terzo trimestre 2019 si è registrata una ulteriore crescita delle startup innovative rispetto al trimestre precedente (+1.8%).
La crescita delle startup innovative genera un indotto positivo anche sotto il profilo occupazionale impiegando a fine giugno 14.584 persone – 213 persone in più rispetto a fine marzo 2019. Inoltre, rispetto alle altre nuove società di capitali, le startup innovative si contraddistinguono per compagini societarie più ampie – in media ogni startup ha 4.6 soci contro i 2.1 riscontrati tra le altre nuove imprese.
Analizzando gli indicatori economici e finanziari delle startup relativi al 2018 si registra un valore della produzione medio crescente rispetto all’anno precedente pari a 187.000 euro – questo dato rappresenta quello che l’impresa ha materialmente prodotto durante l’esercizio.
Un altro parametro da tenere in considerazione è la percentuale delle immobilizzazioni espresse in percentuale sull’attivo patrimoniale netto – anche qui le startup italiane presentano valori positivi a confronto con le nuove società di capitali. In questo trimestre il rapporto è pari al 23.8%, circa più di 6 volte superiore rispetto al rapporto medio registrato per le altre nuove società, pari al 3.6%. Infine, considerando indicatori di redditività come ROI e ROE in riferimento alle startup con utile, si registrano indici sensibilmente migliori rispetto a quelli fatti riportare dalle altre società di capitali. Oltre al ROE e al ROI, tra gli indici di redditività troviamo anche il valore aggiunto che di fatto esprime l’impatto di ogni startup sull’economia – per ogni euro di produzione le startup innovative in utile riescono a generare in media 38 centesimi di valore aggiunto rispetto ai 29 delle altre società.
Facendo una classifica per distribuzione e densità regionale sul numero di startup innovative nel terzo trimestre vediamo in vetta Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna e solo al sedicesimo posto l’Umbria con 196 startup pari all’1.85% sul totale nazionale. Non è un dato rassicurante se comparato alle principali regioni che trainano l’economia nazionale ma rappresenta comunque un segnale di cambiamento.

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Source: MEDIAPRESS CE
Al Maker Faire di Roma il meglio delle Startup Umbre

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