“Pillole” Umbria-Marche #21_2019

Gen 01, 1970 by gef in  Uncategorized

Umbria al bivio: o si cambia o si sprofonda… I segnali negativi iniziati 10 anni fa
Povertà, disoccupazione e demografia: I punti deboli di una regione che, per ora, non è stata in grado di rinnovarsi.

La crisi del 2008 si è sentita e molto e la Regione non è mai riuscita a risalire ai livelli pre 2008.
Umbria Ricerche, con i dati alla mano, dimostra che il modello di sviluppo proposto dalla regione Umbria non ha dato alcun risultato significativo e che è necessario crearne uno totalmente nuovo.
“A partire dal 2008 c’è stato un acuirsi dei problemi dell’Umbria. I dati negativi emersi da analisi e ricerche sono stati spesso minimizzati, mentre quelli positivi sono stati esaltati. Il tutto molto probabilmente nella convinzione bonaria che tanto prima o poi la situazione sarebbe tornata a posto da sé” commenta Giuseppe Coco, direttore responsabile Umbria Ricerche.
La differenza di PIL tra Umbria e la media italiana è di oltre 4.000 euro ed inoltre, altro dato che fa paura, è la perdita continua e significativa di abitanti: entro pochi decenni potremmo perderne oltre 100 mila!
Con la crisi molti valori sono diventati negativi, altri molto negativi..Il tutto colpendo soprattutto i giovani e la classe media.
E’ quindi necessaria un’inversione di rotta per far sopravvivere la nostra regione e per farla adeguare al veloce cambiamento che caratterizza la società moderna.

Vuoi conoscere i dati aggiornati delle aziende umbre?

L’azienda che batte la crisi: un altro nuovo record per Cucinelli
La nota azienda umbra non solo non conosce crisi, ma anzi aggiunge sempre nuovi record!
E’ appena terminata la raccolta ordini per la collezione Uomo-Donna e Bambino primavera-estate 2020.
In particolar modo, la moda Under12 sta dando ottimi risultati.
Il C.d.a. ha da poco approvato la Relazione Finanziaria Semestrale 2019 e  i ricavi netti sono saliti dell’ 8,1%, toccando i 291,40 milioni di euro.

Marche: Fronte comune Regione, porto e aereoporto per lo sviluppo strategico della regione
L’incontro tra il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il Presidente dell’Autorità Portuale Rodolfo Giampieri e l’amministratore delegato di Aerdorica, Carmine Bassetti.
Tutti e 3 con un solo obiettivo: migliorare il trasporto marchigiano per lo sviluppo della regione.
“La Regione Marche ha sempre messo al centro dei suoi investimenti le infrastrutture”, spiega Ceriscioli, che aggiunge: “proprio per questo è fondamentale mettere a sistema l’aereoporto, il porto e l’interporto che sono i 3 assi portanti per lo sviluppo dell’economia marchigiana con ricadute positive per l’imprenditoria locale e per i cittadini. Bisogna favorire tutte le connessioni possibili per permettere alle Marche di essere competitiva nel contesto internazionale”.

Marche: Export agroalimentare, ancora in salita! +9% nei primi 6 mesi del 2019
Nei mesi scorsi già si parlava dell’ottimo andamento dell’export ma ora i dati sono assolutamente confermati e, addirittura migliorati.
Il valore ha superato i 189 milioni di euro, +9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con in testa la provincia di Ancona (oltre 60 milioni), Pesaro (50 milioni), Ascoli (38 milioni), Macerata (36 milioni) e Fermo (4 milioni).
I prodotti più di punta sono la pasta a grano duro e l’ortofrutta.
Un settore che fa da traino alla regione e che non sembra risentire nemmeno delle incertezze dei principali mercati: +3,5% nella Germania a rischio recessione, +53% nel Regno Unito della Brexit, +26% negli Stati Uniti nonostante i dubbi legati ai dazi minacciati dal presidente Trump.
“L’agroalimentare italiano ha sempre dimostrato, e dimostra oggi più che mai, di resistere alle problematiche del mercato e crescere anche nei periodi di crisi” commenta Maria Letizia Gardoni, presidente Coldiretti Marche.
“La cosa più importante è continuare ad insistere riguardo alla regolamentazione dei mercati ed il controllo delle importazioni” conclude la Gardoni.

(Fonte: IoConosco.it, IoValuto.it)

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Source: MEDIAPRESS CE
“Pillole” Umbria-Marche #21_2019

Il 2016, l’annata eccezionale del Sagrantino Montefalco

Gen 01, 1970

Già durante i due giorni di “Anteprima Sagrantino 2016” era evidente l’ottima annata, tanto che la Docg ha premiato questo vino con di 5 stelle e un punteggio di 95/100.

“E’ una rinascita del Sagrantino, è l’inizio di una nuova era” commenta Thomas Hyland.

“Anteprima Sagrantino 2016”, organizzato da Consorzio Tutela Vini Montefalco in collaborazione con Anna7Poste Eventi & Comunicazione ha visto la partecipazione di 40 cantine che hanno esposto centinata di etichette, a dimostrazione della qualità del prodotto.
La commissione, composta da Daniele Cernilli e Matteo Zappile,  l’ha classificata “un’annata eccezionale”, con  viti ricchi di materiale colorante, una buona componente acida e un’ottima struttura: le sue caratteristiche sono perfette per essere un vino elegante, destinato ad un lungo invecchiamento.

Il vino “Montefalco” nasce proprio dal borgo di Montefalco in cui viene prodotto, a dimostrazione di come i nostri piccoli borghi spesso hanno delle potenzialità esponenziali. Ma come “sfrutarli”? Scopri di più

E’ un periodo decisamente buono per il Sagrantino: negli ultimi 28 anni ha infatti visto un incremento significativo del numero di ettari coltivati (dai 66 del 1992 ai 760 del 2018), mentre la produzione è triplicata (dalle 660 mila bottiglie del 2000 al milione e mezzo negli ultimi anni).

Anche a livello globale, considerando tutta la filiera Docg, il Sagrantino di Montefalco rappresenta oltre il 7% della totale produzione, con il 90% rosso ed un 10% bianco (Montefalco Grechetto con l’8% e il Montefalco Bianco Doc con il 2%) e il valore dell’export è di oltre il 35%, dove spiccano Stati Uniti, Germania, Giappone, Inghilterra, Svizzera e Cina come principali acquirenti.

L’evento “Anteprima Sagrantino 2016” è dunque stato un successo, programmato nei minimi dettagli e con all’interno tantissime attività ed iniziative, come ad esempio il tasting tecnico per stampa ed operatori, eventi e visite in cantina, degustazioni tematiche e momenti riservati a stampa (proveniente da varie parti del mondo) ed aziende.

In particolare modo la Russia ha apprezzato la qualità del nostro Sagrantino e, tutti i giornalisti presenti, hanno dato un’ottima valutazione, sicuri delle grandi potenzialità del prodotto e sicuri che ne seguirà un sempre maggiore export proprio per la Russia.
Si prospetta quindi un futuro sempre più roseo per uno dei nostri prodotti di punta della Regione Umbria.

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Il 2016, l’annata eccezionale del Sagrantino Montefalco

CLAL, dati e stime sul mercato caseario

Giu 07, 2018

Un colpo d’occhio sulle previsioni per il mercato caseario grazie ai dati raccolti da CLAL

La Nuova Zelanda ha visto l’annata agraria conclusasi il 31 maggio 2018 con una produzione casearia complessiva simile a quella precedente (+0,15%), a causa della forte umidità dell’inizio della stagione che ha rallentato la crescita dei foraggi.

Da luglio 2017 a maggio 2018 l’Australia ha avuto una costante crescita nella produzione di latte, sempre superiore al periodo di riferimento precedente e complessivamente del 3,7%; l’ultima rilevazione registra maggio 2018 a +6,5%.

Crescita di produzione in linea con l’aumento della domanda asiatica, per la quale si stima una forte richiesta di SMP (skimmed mild powder – latte scremato in polvere) e WMP (whole milk powder – latte intero in polvere) dalla Cina, di formaggi e burro dal Giappone. L’autunno caldo e secco sta allarmando i produttori di latte a causa dell’aumento dei prezzi del fieno.

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CLAL, dati e stime sul mercato caseario

Istat, export extra-UE in calo a settembre 2018

Gen 01, 1970

L’Istat stima un forte calo dell’export extra-UE italiano nel mese di settembre 2018, surplus commerciale in diminuzione

Export extra-UE a -3,7% rispetto all’ultimo rilevamento, calo di quasi tutti i raggruppamenti principali di industrie, fanno eccezione i beni durevoli di consumo che registrano un aumento dell’1,15%; energia a -13,9%, beni intermedi a -4,3%.

In negativo anche l’andamento congiunturale dell’ultimo trimestre, che segna -0,6% dell’export extra-UE; sempre su base trimestrale i beni strumentali soffrono un -3,8%.

Export extra-UE in diminuizione anche su base annua per il mese di settembre 2018: -7,3%, considerando la correzione per i giorni di calendario -3,1%. Male i beni strumentali (-13,2%) ed i beni di consumo durevoli  (-7,1%).

La stima del surplus commerciale a settembre 2018 è di +79 milioni di euro, drastica diminuzione rispetto a +3.521 milioni di settembre 2017.

Le stime delle esportazioni a settembre 2018: Turchia (-31,1%), Russia (-24,9%), Medio Oriente (-18,6%), Paesi MERCOSUR (-18,3%), Giappone (-17,5%), Cina (-17,3%).

Aumentano soltanto le vendite di beni verso i Paesi ASEAN (+4,5%)..

 

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Istat, export extra-UE in calo a settembre 2018

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