“Pillole” Umbria-Marche #19_2019

Lug 08, 2019 by gef in  Uncategorized

Ancora problemi per i lavori Perugia-Ancona: apertura slittata?
Ancora i cittadini umbri e marchigiani sono in attesa della promessa apertura del tratto Fossato di Vico-Cancelli, ma i lavori subiscono ancora dei problemi.
L’apertura del tratto umbro-marchigiano, infatti, potrebbe slittare ad ottobre ed il completamento potrebbe, di conseguenza, arrivare non prima della prossima estate.
Il motivo dei ritardi sembrerebbe dovuto a dei problemi economici non ancora risulti della Astaldi (la cui crisi ha messo in ginocchio gli appaltatori).
Nel frattempo Anas ha pubblicato il bando di gara d’appalto per i lavori di raddoppio del tratto a 4 corsie Valfabbrica-Casa Castalda, che prevendono un investimento totale di 135 milioni di euro e consistono nella creazione di una doppia carreggiata in aggiunta a quella già esistente. La durata complessiva stimata è di 3 anni e 6 mesi.

Bandiera Blu per le spiagge, spighe verdi per i borghi da sogno: in Umbria un solo vincitore, Marche in testa
In totale le spighe verdi sono state assegnate a 13 regioni d’Italia, in base alla qualità della vita, ambiente e sostenibilità.
L’Umbria, nonostante sia conosciuta per essere il “cuore verde d’Italia” quest’anno ha ricevuto una sola spiga, assegnata al comune di Montefalco.
Su delega del Comune di Montefalco, la certificazione è stata ritirata dal senatore e presidente della Commissione Difesa Donatella Tesei, che ha ricoperto il ruolo di sindaco di Montefalco per dieci anni, contribuendo ad ottenere questo importante riconoscimento per il quarto anno consecutivo.“
Tra i parametri utilizzati per l’assegnazione del premio ricordiamo la partecipazione pubblica, l’educazione ad uno sviluppo sostenibile, un corretto uso del suolo, la sostenibilità, biodiversità e prodotti tipici coltivati nel territorio.Importante anche la gestione dei rifiuti e delle aree naturalistiche.
Le regioni con il maggior numero di riconoscimenti sono state le Marche, Toscana e Piemonte con 6 spighe verdi; seguono poi la Campania con 5 e la Puglia con 4.

Depositi in conto corrente: in Umbria crescono del 4,4%
E’ quanto emerso dai dati di Banca d’Italia, con depositi nei conti correnti pari ad oltre 7 miliardi di euro nel 2018, il 4,4% in più rispetto al 2017.
Questi dati mostrano l’atteggiamento prudente degli investitori in seguito all’attuale momento di crisi e di instabilità.
Dati che non riguardano solo l’Umbria ma un pò tutta la penisola, in quanto nel 2018 più di 1 terzo delle ricchezze è rimasto depositato nei conti correnti e non investito, dato più alto di sempre tra quelli conosciuti.

“Il clima di incertezza che caratterizza la nostra società attuale, le tensioni geopolitiche e commerciali internazionali hanno reso i risparmiatori e gli investitori più prudenti. In un contesto come questo è necessario proteggere i portafogli e ricercare una diversificazione del rischio, considerando i pro ed i contro della liquidità nei conti correnti” commenta Ermes Biagiotti, Area Manager di Banca Generale Private in Umbria, Marche e Abruzzo, che continua “Tenere i propri risparmi fermi sul conto corrente significa infatti fare i conti con l’inflazione e rischiare di perdere interessanti opportunità di mercato, per una popolazione – quella umbra – che gode di una ricchezza finanziaria pari a 2,4 volte il reddito disponibile, raggiungendo i 58,7 mila euro pro capite.”
Lo stesso trend è seguito dalle famiglie private, che nel 2018 hanno aumentato di oltre 5 punti percentuali la quota di asset liquidi detenuti nei portafogli.“

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“Pillole” Umbria-Marche #19_2019

NSG Group, 100 anni all’avanguardia nella produzione del vetro

Feb 07, 2018

NSG Group taglia il traguardo del suo primo secolo di attività

Il 22 novembre 1918 viene formalmente costituita ad Osaka la America Japan Sheet Glass Company.

L’azienda nasce grazie all’interesse suscitato nel suo fondatore, Yosaburo Sugita, dall’allora nuovo metodo di produzione del vetro piano attraverso il sistema Colburn, inventato da pochi anni negli Stati Uniti e  da lui osservato in uno dei suoi viaggi commerciali in Ohio.

Nel 1931 l’azienda cambia il nome in quello attuale, Nippon Sheet Glass continuando la sua espansione  attraverso numerosi impianti di produzione in Giappone e in altri Paesi asiatici.

Nel 1965 acquisisce da Pilkington la licenza di utilizzo della nuova tecnologia per la produzione del vetro float.

Con il nuovo millennio l’azienda prima entra nel capitale della società Pilkington Plc e dal 2006 ne diventa proprietaria.

Attualmente, il Gruppo NSG, con oltre 27.000 dipendenti e una rete vendite  in oltre 105 Paesi, è uno dei principali produttori di vetro al mondo.

Il fatturato dell’ultimo anno è di circa 5 miliardi di euro.

Le aree di business in cui l’azienda opera sono principalmente tre: Automotive, Architectural e Technical Glass.

La divisione Automotive produce i vetri per il primo equipaggiamento auto e i ricambi originali, nonché  quelli per i trasporti speciali.

La divisione Architectural produce vetro per l’edilizia e per le applicazioni  a energia solare.

La divisione Technical Glass produce e distribuisce vetro ultra sottile per schermi digitali, lenti e guide di luce per stampanti, nonché fibre di vetro utilizzate nei separatori di batterie e nelle cinghie dentate dei motori.

Il gruppo produce il vetro necessario per questo mercato in  30 impianti produttivi dislocati in  differenti Paesi.

Per quanto riguarda l’Europa i principali insediamenti produttivi  si trovano in Germania, Italia, Polonia, Russia e Regno Unito, attraverso i quali vengono serviti quasi tutti i mercati europei e parte  degli altri mercati.

L’Europa è il mercato più importante del Gruppo, rappresentando il 38% del volume d’affari complessivo, seguito dal Giappone con il 25%, dal Nord America con il 20% e dal resto del mondo  con il 17%.

La mission di NSG Group è essere leader mondiali nelle soluzioni innovative in vetro, contribuendo al risparmio e alla produzione di energia e focalizzando l’attenzione  sugli aspetti di sicurezza  e sulla responsabilità ambientale verso l’ecosistema.

Foto: © Bertrand Delapierre

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NSG Group, 100 anni all’avanguardia nella produzione del vetro

Il turismo dei borghi, un trend in continua crescita: coglierne le opportunità

Gen 01, 1970

Una delle vie di Spello, in Umbria, inserito tra i”Borghi più’ belli d’Italia”

Il nostro paese è ricco di borghi, dall’ estremo nord all’ estremo sud: basti pensare che solo tra Umbria e Marche oltre il 50% dei comuni sono piccoli borghi sotto i 5.000 abitanti.
Lo spopolamento è il problema principale, evidente soprattutto nell’ Appennino centrale, dove ci sono centri che hanno registrato un tasso di spopolamento che supera il 60% e tanti paesi hanno perso più della metà dei propri abitanti. Le conseguenze possono essere pesanti. Per questo motivo, nell’ ultimo decennio, abbiamo assistito a numerose, quanto singolari, iniziative dei Sindaci per combattere questo fenomeno, come gli affitti delle case a partire da 1€ oppure un vitalizio mensile di € 300,00 a chiunque si trasferisca in questi borghi con l’intento di mettere radici stabili.

Da molti sono ormai visti come paesi in costante declino, destinati ormai a “morire”, se non addirittura sconosciuti agli italiani stessi.
Il settore del turismo però non è dello stesso avviso: i piccoli borghi stanno infatti diventando oggetto di interesse sempre maggiore da parte di turisti italiani e, soprattutto, stranieri.

I DATI

Il turismo delle aree rurali è in crescita di oltre il 3% annuo, rappresentando ad oggi un 36% delle presenze totali. Proprio per questo i maggiori tour-operator internazionali, tra cui Airbnb porgono sempre più attenzione a queste aree.

 

CHI SONO I TURISTI?

Contrariamente a quanto si possa credere, il turismo è molto diversificato: dai giovani, alla ricerca di siti archeologici e culturali da scoprire, agli appassionati di enogastronomia, o più semplicemente ai viaggiatori con budget ridotto, chi fugge dalla routine e, percentuale molto importante, gli stranieri. Tutte queste motivazioni hanno dato via al cosiddetto  “turismo esperienziale”, che si contrappone a quello di massa. Per il turismo esperienziale ciò che conta non è la destinazione , se è conosciuta o meno, ma vivere un’esperienza intima ed essere protagonista della propria vacanza.

 

COSA E’ POSSIBILE FARE PER INCENTIVARE QUESTO FENOMENO GIÀ’ IN CRESCITA?

La cooperazione tra territori è senza dubbio fondamentale, riprendendo il concetto base del “cross marketing”, perfetta per chi abbia già o voglia aprire una casa vacanza. E’ un’operazione a basso rischio, che prevede collaborazione e promozione reciproca tra proprietari, istituzioni, ristoranti ed attività commerciali.

In un periodo di ancora forte crisi per il nostro paese, quindi, bisogna cogliere le occasioni e cavalcare l’onda delle possibilità accolte dal mercato.

 

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Contrastare lo spopolamento dei piccoli borghi?

Gen 01, 1970

Un aiuto viene dal mondo del vino

Lo spopolamento è un problema di colpisce tutta la Penisola e riguarda principalmente i piccoli borghi, che costituiscono a loro volta il 70% del totale comuni italiani.
Questo processo è dovuto dall’aumento dell’età demografica, dalla mancanza di opportunità e servizi e dalla difficoltà nel trovare un lavoro dignitoso; questa situazione dirige i giovani verso le grandi città ed è un processo difficile da invertire. Ci sono, tuttavia, delle iniziative che potrebbero andare in controtendenza e far quindi ripopolare i nostri borghi, che sono tra l’altro il centro artistico e culturale dove sono fondate le nostre origini.

Una di queste iniziative è stata proposta dalle 480 città che fanno parte dell’Associazione nazionale delle città del vino (CdV). La proposta è stata infatti quella di detassare le pensioni ed offrire delle agevolazioni fiscali per chi decide di trasferisci in uno di questi piccoli borghi, principalmente nel Molise, in Sardegna, Basilicata, Sicilia e Calabria, ma anche le regioni nelle regioni del centro e del nord.

Giovanni Antonio Sechi, vicesindaco di Usini (Sassari) commenta: “Ci sono tante case abbandonate che non vengono apprezzate, ma che potrebbero interessare nuovi residenti italiani e stranieri.” “I nostri territori, s’impegnano per rivalorizzare il nostro centro storico, anche creando delle agevolazioni fiscali per giovani ed anziani. Questo può essere una grande opportunità per loro, ma anche per noi e per il nostro territorio” aggiunge Giuseppe Morghen, coordinatore delle Città del Vino della Sardegna.

Floriano Zambon, presidente dell’Associazione nazionale delle Città del Vino pone l’attenzione sull’importanza del vino e vigneti in questi territori “Gli strumenti urbanistici sono indispensabili per la riscoperta e la valorizzazione dei territori in cui è presente l’enoturismo. E’ importante insistere su questo campo per far tornare i giovani, in quanto in vino è un naturale aggregatore e un elemento distintivo del nostro paese… tuttavia, il vino da solo non basta ed è necessario allearsi con altri prodotti agroalimentari”.

Proprio così ha fatto il comune di Guardia Sanframondi, in Campania, che è stata “Città del vino europea 2019”: all’inizio qualche sporadico straniero affascinato dal borgo, seguito poi dal passaparola, ha visto un incremento di oltre 350 residenti, per lo più’ stranieri.
I punti di forza? Tutti quelli che i nostri bellissimi borghi possono offrirci… una vita tranquilla, un panorama mozzafiato, un ottimo cibo, buon vino, il clima temperato e i bellissimi centri storici. Ed è proprio lì che dobbiamo puntare.

 

 

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