“Pillole” Umbria-Marche #10_2019

Dic 03, 2019 by gef in  Uncategorized

Rimborso dei costi, volo per Roma e marketing
Enrico Paolini
, presidente dell’aeroporto di Pescara, ha presentato al Governo tre proposte insieme a Perugia e Ancona.
Un piano in tre mosse per far decollare gli aeroporti di Perugia, Pescara e Ancona, intesi come strumenti di rilancio per tre economie che devono fare i conti con il post terremoto. Nei giorni scorsi è stato inviato sulla scrivania del sottosegretario ai Trasporti, il leghista Armando Siri, il dossier preparato dai tre aeroporti che, da dicembre, hanno deciso di unire le forze. Fra gli scali delle tre regioni è infatti nato un coordinamento per iniziativa di Enrico Paolini, presidente di Saga (la società aeroportuale abruzzese) ed ex vicepresidente della Regione tra il 2004 e il 2009; lo scopo è quello di fare massa critica e parlare con una voce unica nei confronti del governo, al quale le tre realtà hanno fatto delle proposte, volte essenzialmente all’incremento del numero dei passeggeri.

Decisi i vincitori Oro Verde dell’Umbria
L’olio dell’Azienda agraria Marfuga di Campello sul Clitunno (Dop Colli Assisi Spoleto) è il primo classificato nella Categoria Dop nella ventesima edizione del concorso l’Oro Verde dell’Umbria.
Secondo premio per la stessa Categoria Dop all’Azienda agraria Viola di Foligno (Dop Colli Assisi Spoleto); al terzo posto l’Azienda agraria Eugenio Ranchino di Orvieto.
Il Premio Qualità e Immagine è stato assegnato all’Azienda agraria Mannelli Giulio di Bettona.
Menzione Speciale Olio Biologico all’Azienda agraria Bacci Noemio di Gualdo Cattaneo.
Il “Diploma Gran Menzione” riservato agli oli extravergine, è andato alla Società agraria Decimi di Bettona.
Il panel dei giurati del concorso, composto da 16 membri, è stato presieduto da Giulio Scatolini.

Al via lavori dragaggio Porto S.Giorgio. Servono almeno tre giorni, ripristino navigabilità canale accesso
Sono iniziati i lavori di “spostamento di sedimenti in ambito portuale” necessari per ripristinare la navigabilità del canale di accesso e uscita a Porto San Giorgio. Le operazioni, autorizzate dalla Regione Marche su richiesta del Comune di Porto San Giorgio, sono state disciplinate dall’Ufficio circondariale marittimo per garantire il regolare svolgimento delle attività di movimentazione per gli aspetti relativi alla sicurezza della navigazione e portuale, salvaguardando le esigenze del traffico marittimo. Fino al termine dei lavori – previste almeno tre giornate lavorative – la società Carmar sub srl, per conto del concessionario, eseguirà i lavori di “spostamento in ambito portuale” con l’impiego del moto-pontone “Artiglio”. Il materiale dragato, come da progetto tecnico, sarà spostato su altro fondale marino portuale.

Turismo, Umbria punta al mercato tedesco. Fino al 10 marzo Regione allo stand Enit della Fiera di Berlino
“L’Umbria del turismo e delle opportunità di viaggio continua a puntare sul mercato tedesco con un’azione integrata nell’ambito del sistema Italia e promossa e sostenuta dalla Regione Umbria, con il supporto di Sviluppumbria, all’interno dell’International Travel Trade Show di Berlino che rappresenta la maggiore fiera e mercato d’affari dell’industria del turismo tedesco, con oltre 180mila visitatori, tra cui 108mila operatori dal mondo e 10mila espositori da 180 Paesi”: lo rende noto il vice presidente della Giunta regionale ed assessore con delega al Turismo, Fabio Paparelli.

Salute Mentale, ripartiti i fondi per il 2019
La giunta regionale ha approvato oggi un piano di riparto di fondi regionali per complessivi 1 milione e 200 mila euro destinati ai progetti chiamati “Servizi di Sollievo” rivolti a persone con problemi di salute mentale e alle loro famiglie. “Abbiamo aumentato progressivamente, di anno in anno, i fondi regionali, per arrivare dal 2018 ad uno stanziamento in aumento di 100 mila euro rispetto all’anno precedente – ha spiegato il presidente Luca Ceriscioli – ai quali corrisponde altrettanto incremento da parte degli Enti Locali , raggiungendo così per questo Servizio socio-sanitario un plafond complessivo di 2 milioni e 400 mila euro all’anno, fino al 2020.” Il progetto, infatti , prevede la costruzione di una rete di interventi sociali e socio-sanitari intorno ed insieme alla famiglia, attraverso la creazione di una rete di diverse tipologie di servizi territoriali.

 

 

Experiencing FOOD & PET in programma il 18 aprile 2019

(Fonte: IoConosco.it, IoValuto.it)___________________________________________________________________________________________________

Maggiori informazioni sull’ Annuario Economico Umbria-Marche 2019-2020

Programma 2019 Forum ESG89

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“Pillole” Umbria-Marche #10_2019

Terziario e turismo in Umbria: report sull’occupazione

Gen 01, 1970

L’Osservatorio del Terziario e del Turismo ha analizzato la trasformazione dei fabbisogni occupazionali delle imprese umbre dal 2006 al 2016

Il 30% del campione ha difficoltà a reperire risorse professionali qualificate

L’analisi condotta sul mercato del lavoro nelle aziende della regione Umbria di terziario e turismo ha prodotto i suoi risultati.

Da quanto emerge dal report effettuato dall’Osservatorio del Terziario e Del Turismo sulle province di Perugia e Terni, il 48% delle assunzioni del 2017 hanno riguardato il commercio e il turismo.

Lo studio ha evidenziato un disallineamento tra preparazione professionale e inserimento nel mondo del lavoro nel 30% delle imprese umbre.

Soluzione per ovviare al problema sarebbe quella di basare la propria scelta su quattro distinti criteri: il livello di innovazione delle imprese; la demografia (in Umbria nel 2017 la popolazione over 65 costituiva il 25% del totale); i livelli di formazione e istruzione del territorio e infine l’attrattività dello stesso nel mercato del lavoro.

Nel II trimestre 2018 l’aumento occupazionale in Umbria si è attestato principalmente nel settore dei servizi e, con riferimento all’occupazione nel commercio, alberghi e ristoranti si registrano +5.000 unità rispetto allo stesso trimestre del 2017. Sempre per lo stesso periodo, la crescita occupazionale ha interessato sia gli uomini (+1,4%), sia le donne (+0,6%).

Per quanto riguarda il numero di imprese registrate, secondo i dati Istat, il tasso di crescita tra il 2006 e il 2017 è dello 0,3% a livello regionale. Migliore la performance della Provincia di Perugia (0,6%) rispetto a quella di Terni (0,1%). Al 31 dicembre 2017 era invece il commercio il segmento produttivo con un numero più consistente di imprese registrate, con il 23,4%; (-2,3% rispetto al 2016). Segue l’agricoltura con il 18% (in crescita dello 0,2% rispetto all’anno precedente).

 

 

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Terziario e turismo in Umbria: report sull’occupazione

Povertà relativa, Umbria maglia nera nel Centro di un’Italia in sofferenza

Gen 01, 1970

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Dal rapporto Istat sul 2017 emerge una preoccupante crescita della povertà relativa in Umbria

 

I dati Istat

I dati Istat sul 2017 parlano chiaro: il 12,6% delle famiglie residenti in Umbria è in situazione di povertà relativa, in crescita rispetto all’11,8% dell’anno precedente.

La media italiana è del 12,3%, quella del Centro 7,9%: Toscana 5,9% (+2,3%), Marche 8,8% (stabile), Lazio 8,2% (-1,5%).

Quando si parla di povertà relativa ci si riferisce al parametro correlato alle difficoltà economiche nella fruizione di beni e servizi in rapporto al livello economico medio; la soglia convenzionalmente adottata a livello internazionale è quella per cui si considera povera una famiglia di due persone con un consumo inferiore a quello medio pro-capite nazionale.

La povertà assoluta – definita anche povertà estrema – è la condizione in cui si dispone, o si dispone con grande difficoltà o non continuativamente, delle risorse primarie per il sostentamento umano.
Non sono disponibili dati regionali sulla povertà assoluta, quelli nazionali vedono più di 5 milioni di persone in tale condizione, in crescita rispetto al 2016.

Un sistema economico in difficoltà

Anche da questi dati, come da quelli emersi sul PIL regionale, si desume una situazione di forte difficoltà per la maggior parte dei soggetti del sistema economico nazionale.

Il PIL nazionale cresce ed è un’opportunità, ma ci sono parti del territorio che faticano a ripartire anche a causa di esternalità funeste quali il sisma che ha interessato il Centro Italia nel 2016.

A questo si aggiungono le tendenze riguardanti il mondo del lavoro che vedono un tasso di occupazione del primo trimestre 2018 fermo al 58,2% ed una dibattito pubblico incentrato su realtà marginali come la gig economy.

I cosiddetti “lavoretti” impiegano solo lo 0,04% della forza lavoro del Paese e, pur restando necessaria una tutela dei gig worker, non si può ignorare un dato ben più allarmante: in Italia il 25,7% dei giovani non studia e non lavora (dati Eurostat).

Il primato europeo per quanto riguarda i Neet, acronimo di not (engaged) in education, employment or training”, non può lasciare indifferenti se inserito del contesto economico in cui si trova l’Italia.

Consapevolezza per una crescita comune

La conoscenza e la piena consapevolezza dei dati economici e delle tendenze non può prescindere da una prospettiva comune: senza fare sistema non è possibile alcun progresso.

Una crescita economica costante ed importante, non limitata all’1,4% del PIL, è alla portata dell’Italia solo se perseguita coinvolgendo i territori di riferimento delle realtà produttive nazionali.

Fare rete valorizzando i territori, includendo la società e sfruttando le innovazioni che – senza una precisa visione economica alle spalle – sono meri strumenti privi di scopo.

Blockchain, smart work, smart contract sono solo vuoti anglicismi se non si rapportano alla concreta realtà economica del Paese; ESG89 Group ne è consapevole e per questo sta organizzando il Glocal Economic Forum Perugia 2018 nel cuore di un’Italia in difficoltà ma non sconfitta, portando a Perugia dall’11 al 13 ottobre i protagonisti dell’economia nazionale legata ai territori.

La società, l’economia, il valore dei territori: questo il tema della tre giorni di convegni, dibattiti, approfondimenti, confronti e incontri tra più di 5 mila tra imprenditori, professionisti, stakeholder e istituzioni. Quest’anno le  Marche, regione ospite, saranno oggetto di approfondimenti e studi dedicati alle opportunità di crescita dando l’opportunità agli imprenditori marchigiani di creare sinergie con le migliori imprese nazionali.

Segui gli aggiornamenti del Glocal Economic Forum Perugia 2018 sui social media seguendo l’hashtag: #GlocalForum2018

Per essere parte del più grande forum economico del Centro Italia richiedi maggiori informazioni alla segreteria organizzativa di ESG89 Group

Glocal Economic Forum Perugia 2018: l’economia reale fa rete e diventa protagonista

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Source: MEDIAPRESS CE
Povertà relativa, Umbria maglia nera nel Centro di un’Italia in sofferenza

L’Umbria al bivio sopravvivenza

Gen 01, 1970

Alla vigilia delle prossime elezioni regionali ESG89 mette al centro
del dibattito politico il fenomeno drammatico della crisi delle nascite
Per Angelantoni, Cotana, Busco, Frascarelli e Marotta esistono
soluzioni differenti ma all’unisono dicono di fare in fretta!

Perugia 23 settembre – I dati sulle nascite risultano drammatici anche in Umbria. <La regione dal ‘Cuore Verde’ perde colpi – sostiene Giovanni Giorgetti Ceo di ESG89 Group – sia dal punto di vista dei bebè, sia dal punto di vista demografico in generale e quindi, di conseguenza, dal punto di vista delle prospettive economiche. Su questo fenomeno abbiamo chiesto i pareri di alcuni opinionisti ed esperti al fine di provare a suggerire delle, seppur complesse, soluzioni. Una regione che continua ad invecchiare rappresenterà in futuro una palla al piede per ogni politica di sviluppo. La desertificazione di molti piccoli comuni dell’Umbria, inoltre, è sotto gli occhi di tutti. I giovani laureati e/o diplomati spesso sono costretti a lasciare la regione per trovare soddisfazioni professionali.
Ci siamo chiesti, dunque, se questa grave situazione possa essere invertita anche con misure regionali e perché no entrare a pieno titolo nel dibattito politico che in queste settimane si svilupperà intorno alle elezioni del prossimo governatore>.

Per l’imprenditrice Federica Angelantoni <Il crollo demografico rappresenta uno scenario molto preoccupante: non solo i nuovi nati sono sempre di meno, ma dovranno in futuro sopportare il peso di una popolazione che sarà sempre più anziana. L’assenza di politiche adeguate rappresenta un segno evidente della mancanza di capacità di pianificazione del futuro, dell’incapacità di lavorare in prospettiva. I rimedi sono per lo più noti. È necessario varare politiche fiscali e sociali per favorire la conciliazione della maternità con il lavoro, fornire supporto economico alle giovani coppie, aumentare il tasso di occupazione dei giovani e delle donne e, in generale, incoraggiare tutte quelle politiche industriali volte a far crescere la produttività e competitività delle nostre imprese. Strategie complesse, costose e di lungo periodo ma capaci di invertire la rotta. E per invertire la rotta un altro elemento imprescindibile è puntare sull’integrazione, sull’inclusione e sull’equità sociale. Il declino demografico dell’Italia oggi è rallentato solamente dalla crescita dei cittadini stranieri e questo è un dato incontrovertibile che, se ben gestito, rappresenta una grande potenzialità di sviluppo e una ricchezza da valorizzare per favorire la crescita>.

Per Franco Cotana, noto docente dell’Università di Perugia, puntare sull’innovazione sembra essere una possibile soluzione: <l’Umbria ha grandi ricchezze storico culturali e con altissimi standard di qualità della vita ma le sue potenzialità sono inespresse. Occorre creare ricchezza, occupazione e sviluppo economico ridando fiducia e prospettive ai giovani affinché la nostra regione non sia un luogo da cui fuggire. Tutto ciò sarà possibile solo facendo leva sulla ricerca, sull’innovazione e sul trasferimento tecnologico>.

Luca Busco, professionista di lungo corso nella gestione delle risorse umane, sottolinea il ruolo del capitale umano come leva fondamentale: <dal mio punto di vista  il capitale umano è il fulcro su cui lavorare per il rilancio dell’economia e del nostro tessuto sociale. Fare rete sempre fra enti, aziende e lavoratori è il segreto per una rinascita dei territori. Sicuramente una governance efficace deve mettere al centro vari aspetti tutti connessi come ad esempio: il supporto sociale alle madri lavoratrici, vedi l’esempio in Emilia Romagna caso di San Lazzaro Bologna asili nido gratuiti, che possono così pensare a fare figli senza dover abbandonare il lavoro e diminuire il potere economico familiare; la formazione dei giovani strettamente interconnessa con il tessuto produttivo del territorio per favorire il ricambio generazionale nelle aziende con figure preparate e soprattutto pronte alle sfide innovative e portando all’emancipazione più precoce dalla famiglia di origine>.

Per Angelo Frascarelli del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Perugia, invece al centro delle dinamiche demografiche c’è la mancanza di fiducia nel futuro: <in Umbria il problema delle nascite è grave, ma non è un problema di natura economica. Le famiglie con meno figli sono quelle benestanti. I figli nascono in misura maggiore dalle coppie di reddito medio basso.
Cosa manca in Umbria, quindi? Manca desiderio, fiducia e speranza. C’è un “effetto Cernobyl” che, senza accorgersene come una nube tossica, ha assopito il desiderio. Si enfatizzano i problemi, invece che il desiderio di affrontarli, di guardare con positività il futuro, di costruire e lasciare in eredità i propri ideali. Domina il lamento, invece che conoscenza e speranza.
Siamo una società in declino culturale e spirituale, quindi demografico ed economico.
Cosa fare? Scovare e mettere al centro, uomini che vivono di conoscenza e speranza. Operazione difficile, il declino continuerà, ma si riparte dall’esempio di uomini che non si rassegnano. I politici devono essere i primi “testimoni” di speranza, di condivisione, di valorizzazione e di unità; mettere a bando i politici che alimentano polemiche, divisioni, chiusure, paure>.

Per Massimo Marotta, manager e docente all’Università Politecnica delle Marche <Si possono sicuramente ipotizzare delle soluzioni, che comunque non potranno avere effetti tangibili nel breve periodo. Come, ad esempio, lo sviluppo di misure integrate che sostengano e rafforzino: i progetti dei giovani di conquistare una propria autonomia e formare una propria famiglia; i progetti delle donne e delle coppie di conciliare in modo efficace il lavoro con la scelta di avere un figlio. Oltre al contrasto del rischio di impoverimento delle famiglie con figli.
Un esempio virtuoso arriva dalla Svezia, che già negli anni ’80 registrava questo problema. L’adozione di misure di spesa pubblica per natalità, particolarmente efficaci in quanto poche, semplici e universalistiche, permise al paese, già dal decennio successivo, di invertire la tendenza negativa.
In Svezia, le prestazioni sono erogate in forma di sussidi monetari o di agevolazioni nella fruizione di servizi pubblici, per esempio asili nido o trasporto pubblico locale, mentre è da sottolineare la totale assenza di interventi dal lato della tassazione. Infine, sia gli importi sia la durata dei sussidi sono particolarmente generosi. Al contrario, il sistema italiano è frammentato in tante piccole misure di importo e durata limitati, spesso riservate solo ai nuclei familiari in condizioni di disagio economico.
Implementare in Italia, ancor più a livello regionale, politiche del genere, non sarà compito agevole. I vincoli di bilancio e le limitate risorse finanziarie, l’elevata evasione fiscale, la frammentazione normativa, rappresentano ostacoli difficili da superare>.

Per approfondimenti: Tel. +39 075.5994 – www.esg89.it

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L’Umbria al bivio sopravvivenza

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