“PILLOLE” UMBRIA-MARCHE #04_2020

Mag 02, 2020 by gef in  Uncategorized
Umbria sempre piu’ lontana dalle Marche e dalle altre regioni del Nord

L’analisi evidenzia ritardi di circa 10 anni rispetto alle migliori regioni italiane e ancor peggio delle regioni del Sud: se non si prendono subito seri provvedimenti, la situazione è destinata a peggiorare.

Il 2018 ha avuto una crescita pari allo 0 (+0,07%), ponendosi agli ultimi posti del paese e dell’Europa, accrescendo il distacco con le aree piu’ sviluppate.

La cosa che piu’ colpisce è l’enorme distacco che abbiamo con la nostra “vicina di casa” regione Marche, molto simili culturalmente, economicamente e paesaggisticamente, che ha avuto una crescita di oltre il 3% (la piu’ alta d’italia).
“Questi dati confermano e dimostrano la mancanza di un sostegno economico finalizzato alla crescita della regione che abbiamo piu’ volte chiesto senza avere riscontro” commenta Vincenzo Sgalla, segretario generale della CGIL Umbria, che continua “siamo indietro di 10 anni e ce ne vorranno altri 10 per recuperare, sempre che si inizi a fare qualcosa da ora, altrimenti i ritardi potrebbero aggravarsi ancora di piu’, con gravi ripercussioni anche a livello sociale, oltre che economico”.

 

Settore motori: la concessionaria Rossi premiata come migliore rivenditore Mercedes d’Italia

Una buona notizia per la nostra regione che viene proprio dal mondo automobilistico: la ROSSI MERCEDES BENZ si è classificata al primo posto in Italia  al contest 2019.
Nello splendido golfo di Napoli si è tenuta l’annuale convention dei Dealer Mercedes-Benz di tutta la penisola e, davanti alla presenza delle piu’ importanti figure della stella tedesca, la Concessionaria Rossi è stata premiata “miglior rivenditore Mercedes Benz”.

Il premio è stato ritirato da Silvio Pascolini (CEO) e Roberto Rossi (GM).
Gli indicatori utilizzati per la classifica sono stati molteplici, e vanno dall’ innovazione alla gestione economica, volumi di vendita, alla visione e all’orientamento al cliente.

Piu’ in particolare, fattore molto importante è stato l’incremento percentuale del 2019 sul 2018, il tasso di conversione, l’investimento nella formazione e la soddisfazione del cliente.
“Questo premio è il riconoscimento ufficiale di tutto il nostro impegno quotidiano: il cliente è per noi la vera fonte di successo e tutto ruota intorno a questo. E’ stata la dimostrazione che questa è la giusta strada da seguire…Infatti i nostri punti di forza sono proprio quelli di essere un’azienda sana, di fiducia e responsabile” commenta Silvio Pascolini.

 

Faist: Chiude in abruzzo e si sposta in umbria, proteste

L’importante azienda, che produce sensori per le turbine delle auto e veicoli commerciali, ha chiuso il suo stabilimento a Lanciano per spostarsi a Montone, in umbria.
16 lavoratori abruzzesi hanno protestato per la decisione e hanno chiuso cancelli, impedendo le entrate ed uscite dei camion, che si stavano spostando per il trasferimento delle linee di produzione.
La multinazionale dà in totale lavoro ad oltre 4000 persone in 32 sedi del mondo.

 

Un piano da 345 esuberi su 595 lavoratori per la ex-Merloni

I sindacati non ci stanno

Previsto un piano di ristrutturazione per la ex Merloni di Fabriano e Colle Nocera, calcolando 345 esuberi su 595 lavoratori. E’ quanto annunciato dal presidente Jp, Giovanni Porcarelli, durante la riunioni sindacali avvenuta a Fabriano nei giorni scorsi.

“E’ inaccettabile, è un piano che rispediamo al mittente! E’ ormai da troppo tempo che va avanti la situazione” ribattono i sindacati.
Complice della situazione è stato inizialmente lo stallo delle banche e, in seguito, la mancanza di credito necessaria a J.p. per riprendere l’attività produttiva..Inoltre,l’accordo preso tra le regioni Umbria e Marche che prevedeva importanti risorse finanziarie per ribaltare la situazione non è mai partito.

Burocrazia, crisi, mancanza del credito: tutte queste variabili stanno colpendo soprattutto i 595 lavoratori che dal 2012 aspettano risposte e soluzioni.
I sindacati e alcuni esponenti politici (come ad esempio il deputato PdD Walter Verini) hanno a cuore la situazione e chiedono al governo un interesse primario sulla vicenda, al fine di prendere finalmente dei provvedimenti.
Proprio per questo in questi ultimi giorni è stata contattata Alessia Morani, sottosegretaria al ministero per lo sviluppo economico, che ha concordato sulla necessità di trovare una soluzione definitiva, coinvolgendo istituzioni, Regioni, sindacati e imprenditori.

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“PILLOLE” UMBRIA-MARCHE #04_2020

Imprese e innovazione: solo quelle organizzate arrivano al risultato

Gen 01, 1970

E’ stato elaborato che il 30% dei progetti fallisce per ragioni organizzative interne e che, secondo la Survey Innovation degli Osservatori Startup Intelligence e Digital Trasformation Academy del Polimi, esistono 3 modi per migliorarla.
Per più della metà delle imprese, la prima sfida è sviluppare strutture, ruoli, meccanismi per coordinare-gestire l’innovazione digitale. L’organizzazione in questo senso richiederebbe sempre più collaborazione prevedendo anche risorse dedicate in possesso di competenze ampie per potersi occupare di innovazione dallo sviluppo alla produzione.

La seconda sfida, risiede proprio l’affrontare questa necessità per le imprese di sviluppare competenze digitali nell’organizzazione: secondo le ricerche dell’Osservatorio HR innovation practice, il 35% delle direzioni, che si occupano di risorse umane avrebbe predisposto strategicamente competenze, organizzazione, stili di leadership per cogliere la trasformazione digitale.
La terza riguarda l’esigenza di rivedere anche le collaborazioni con i fornitori e nuovi partner come start up, università o centri di ricerca nell’ottica di creare nuove fonti di innovazione in un’ottica aperta e collaborativa.

start up

accade
https://www.economyup.it/innovazione/innovazione-nelle-imprese-il-30-dei-progetti-fallisce-s
oprattutto-per-ragioni-organizzative/

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Imprese e innovazione: solo quelle organizzate arrivano al risultato

Fertitecnica Colfiorito a sostegno del territorio per l’emergenza Covid-19

Gen 04, 2020

L’emergenza Covid-19 sta mettendo a dura prova il tessuto sociale e manifatturiero italiano.

In questo scenario, l’azienda Fertitecnica Colfiorito si è attivata subito per contribuire alle capacità del proprio territorio di reagire all’emergenza. Quest’azione si è concretizzata nella donazione, da parte della famiglia Mattioni, di macchinari importanti per potenziare i reparti di Pneumologia e Pronto Soccorso dell’Ospedale di Foligno, che sono stati consegnati proprio nei giorni scorsi.

Una volontà, quella di sostenere il nosocomio folignate, condivisa da molti imprenditori locali e declinatasi in un’iniziativa congiunta coordinata da Confindustria Foligno e supervisionata dal primario del reparto di Pneumologia, il Dott. Francesco Merante.

L’iniziativa, però, non si ferma a Foligno: l’azienda sta finalizzando una donazione anche per l’ospedale di Macerata, nel cui territorio si trova il secondo sito produttivo.

“La nostra forza come azienda viene dalle persone e dal territorio – dichiara Ivano Mattioni, presidente – è naturale per noi volerlo sostenere al meglio in un momento come questo, che ci coinvolge tutti. E’ anche un gesto di ringraziamento per tutti gli operatori sanitari che stanno letteralmente dando tutto nel loro lavoro, anche la loro stessa salute, per aiutare ogni singolo paziente.”

Per Luca Mattioni, vice presidente della società: “L’emergenza ha dimostrato ancora una volta che siamo una ‘grande famiglia’. Nel continuare a lavorare mettiamo in campo tanto impegno e responsabilità.

Impegno, perché tutti i dipendenti si sono rimboccati le maniche per dare il massimo, anche senza che nessuno lo abbia chiesto; responsabilità, perché come azienda alimentare oggi è più che mai importante portare il prodotto sugli scaffali per milioni di Italiani, senza però rinunciare in alcun modo alla sicurezza e alla salute dei colleghi e dei nostri familiari.”

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Source: MEDIAPRESS CE
Fertitecnica Colfiorito a sostegno del territorio per l’emergenza Covid-19

Umbria e Marche, un sostanziale contributo alla Food Industry

Feb 02, 2019

Nell’ultimo biennio la produzione alimentare italiana è ritornata a crescere, dopo 4 anni di incertezza, raggiungendo i 137 miliardi di euro nell’anno 2017, con un aumento del 2,6% sull’anno precedente: ciò è dovuto essenzialmente a due motivi riconducibili all’incremento dei prezzi alla produzione e alla positiva performance delle esportazioni. I ricavi complessivi dell’export sfiorano i 41 miliardi di euro se si considera anche il comparto primario che, da solo, ha fatto registrare un fatturato pari a 8,5 miliardi. L’Italia si dimostra quindi molto vicina all’obiettivo dei 50 miliardi di euro annunciato dal governo durante l’Expo di Milano (2015).

ESG89 Group, avvalendosi dei bilanci delle società di capitali del comparto Food Industry, si impegna a fornire una panoramica istantanea dell’andamento di questo settore sul territorio umbro-marchigiano, con l’obiettivo non solo di esaltare le differenze tra le due regioni, ma anche di inserirle in un’ottica nazionale. I risultati sono pubblicati nell’ANNUARIO ECONOMICO UMBRIA-MARCHE 2019-2020. Nel dettaglio, i criteri di ESG89 hanno esaminato 374 società rilevanti in grado di garantire un valore della produzione superiore al milione di euro.

Nelle Marche, tra le 214 aziende visionate, sono tre le società, tutte con sede a Jesi (AN), che presentano un fatturato compreso tra 100 e 500 milioni di euro: Fileni Simar S.r.l., Gruppo che costituisce il terzo produttore italiano nel settore avicunicolo e primo in Europa per le carni avicole biologiche, Carnj Società Cooperativa Agricola, azienda specializzata nella lavorazione delle carni sempre appartenente al Gruppo Fileni e Cooperlat Società Cooperativa Agricola che si colloca tra i primi gruppi lattiero-caseari italiani, rispettivamente con 336.631.443, 300.469.803 e 214.314.598 euro di fatturato. Tra le 160 realtà del territorio umbro, le società che superano i 100 milioni di fatturato risultano essere sei: Monini S.p.A., Costa D’Oro S.p.A., Pietro Coricelli S.p.A., oleifici dello spoletino con fatturati di 151.309.416, 142.247.629 e 115.779.471; Farchioni Olii S.p.A. di Giano dell’Umbria (PG) che registra 141.429.056 euro, Eskigel S.r.l., azienda di Terni produttrice di gelati con un fatturato di 127.956.248 euro e Mignini & Petrini S.p.A. di Assisi (PG), produttore di mangime con ricavi che ammontano a 105.956.724 euro.

Il fatturato aggregato delle compagini umbro-marchigiane non riflette sostanziali differenze e sfiora, in entrambi i casi, i 2,5 miliardi di euro: in Umbria la provincia di Perugia annovera 2.009.727.336 euro mentre quella di Terni 351.039.202 euro; nelle Marche Ancona raggiunge 1.395.221.366 euro, Ascoli Piceno 420.947.947 euro, Pesaro-Urbino 302.180.137 euro, Macerata 298.142.875 euro precede Fermo con 78.683.362 euro.

Particolarmente interessanti sono le statistiche relative ai settori nelle due regioni: nel territorio marchigiano il 75,7% del fatturato regionale fa riferimento al settore alimentare, il 23% al settore agricolo e soltanto l’1,3% riguarda la produzione di prodotti per l’alimentazione degli animali; in Umbria prevale ancora, naturalmente, il settore alimentare con una percentuale seppur ridotta pari al 63% del fatturato regionale aggregato, il 34% è riconducibile al settore agricolo e, infine, circa il 3% dei ricavi riguarda la produzione di cibo per animali.

Experiencing FOOD & PET in programma il 18 aprile 2019

(Fonte: IoConosco.it, IoValuto.it)

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Maggiori informazioni sull’ Annuario Economico Umbria-Marche 2019-2020

Programma 2019 Forum ESG89

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Umbria e Marche, un sostanziale contributo alla Food Industry

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