Nicola Ambruosi (Ambruosi&Viscardi) : Pochi prodotti ma buoni

Mar 06, 2019 by gef in  Uncategorized

La AMBRUOSI E VISCARDI, nata come piccola azienda familiare nel 1992 , è cresciuta in maniera esponenziale nel giro di un paio di decenni, diventando oggi leader di quarta gamma per tutta la grande distribuzione.
Abbiamo incontrato l’AD Nicola Ambruosi nel suo stabilimento marchigiano di Sant’Elpidio a Mare dove ogni giorno si producono e confezionano oltre 150.000 buste di insalata e verdure varie.

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“Il segreto di tale successo – spiega Nicola Ambruosi, AD della Ambruosi e Viscardi – dipende principalmente dal prodotto. Preserviamo infatti una qualità elevata, un ottimo rapporto qualità-prezzo e non utilizziamo alcun tipo di conservante. La nostra è inoltre una filiera chiusa, dove tutto viene prodotto da noi tramite un processo molto veloce: il prodotto infatti viene raccolto, lavorato, imbustato e trasportato ed in massimo 24 ore è disponibile sul banco frigo dei maggiori supermercati italiani ed esteri”.

Il futuro? “Quello dell’azienda è roseo, abbiamo buone prospettive e obiettivi per il prossimo futuro – continua Nicola Ambruosi – Per noi i valori fondamentali sono la freschezza del prodotto e la naturalità dello stesso. Teniamo molto alle nostre terre e all’ambiente, disponiamo infatti di un impianto di biogas alimentato dagli scarti vegetali per un bassissimo impatto ambientale ed un riciclo di tutti gli scarti e di una stazione del metano direttamente all’interno dell’azienda. Questo il valore aggiunto della nostra azienda che ci ha permesso di arrivare fin dove siamo arrivati e sono anche i principi che ci ha lasciato nostro padre e che vogliamo continuare a coltivare”.

Per quanto riguarda i giovani di oggi, invece, c’è molto meno ottimismo in casa Ambruosi.
“Credo che nella società attuale manchino i valori di sacrificio, di forza di volontà e di passione. La maggior parte dei giovani non è più disposta a sacrificarsi per il proprio futuro e non crede più che l’Italia sia un luogo dove poterlo costruire. E questo rappresenta un vero problema per il futuro economico della nostra Italia!”

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Nicola Ambruosi (Ambruosi&Viscardi) : Pochi prodotti ma buoni

Per affrontare la quarta rivoluzione industriale, o industria 4.0, sono necessarie competenze digitali

Gen 01, 1970

Secondo l’Osservatorio delle competenze digitali 2017, il loro peso cresce in tutte le aree aziendali di tutti i settori, con un’incidenza del 13,8% e con punte fino al 63% per le competenze digitali specialistiche e fino al 41% per i servizi.

Se l’innovazione digitale implica un rinnovamento delle competenze ed una successiva introduzione di nuove professioni, in Italia, ad oggi, è difficile reperire risorse umane con conoscenze sufficenti.

L’offerta formativa è disallineata con la domanda, le scuole non sanno fornire competenze giuste per affrontare il mondo del lavoro che sta cambiando rapidamente e le aziende stesse dovrebbero fare un reskilling, ossia formare dipendenti con nuove competenze, far apprendere nuove modalità di lavoro e professionalità diverse dalle precedenti.
Queste competenze non sono solo richieste nelle aziende molto tecnologiche, ma si dimostrano indispensabili e necessarie in ogni settore industriale, tra cui ad esempio l’automotive  in particolare nel self driving dove le auto sono connesse e per questo vi è esigenza di digitalizzazione.

Fonti consultate:

https://www.economyup.it/lavoro/competenze-digitali-che-cosa-sono-e-perche-servono-alle-aziende-e-a-chi-lavora/

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Per affrontare la quarta rivoluzione industriale, o industria 4.0, sono necessarie competenze digitali

Commercial ITALIAN REPORT, to have not surprises click on www.iovaluto.it !

Gen 01, 1970

Reports on Italian companies permits to check the economic reliability, solvency, the degree of involvement in companies and companies of natural and legal persons having residence or registered office in Italy.

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Person report: It is a document in which one you can find the main information to value the reliability of a person.

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Report provide all the information in real-time and this permit to rebuilt the economic, financial and company’s situation.
In these reports are mentioned: business name, complete master data, position in the business register, negative events (protests, prejudicial, insolvency proceedings), list of members, balance sheet data, a rating of the company.

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GDO, sempre più supercentrali di acquisto europee

Gen 01, 1970

Un excursus sulla GDO di ieri, di oggi e di domani

Gli inizi

Sul finire degli anni Ottanta, preso atto della frammentazione della GDO italiana, le catene decidono di allearsi per aumentare il proprio potere contrattuale nei confronti dei fornitori attraverso la negoziazione collettiva.

La struttura è semplice: le supercentrali d’acquisto stabiliscono le condizioni generali tramite accordi quadro, le centrali d’acquisto delle singole catene distributive procedono poi alla compravendita vera e propria.

Le supercentrali d’acquisto garantiscono maggiore trasparenza nella trattativa, prezzi migliori, certezza nei pagamenti, costanza delle forniture, prevenzione di frodi fiscali.

Nel corso della trattativa per il prezzo di acquisto vengono determinati anche altri fattori in cui esso si scompone, ovvero i cosiddetti sconti extra-fattura legati a raggiungimento soglie di vendita, attività promozionali, posizionamento ed altre prestazioni che portino un vantaggio per i produttori.

L’evoluzione

Molti assetti sono cambiati dalle origini che videro la nascita nel 1989 di Intermedia 1990, fino ad arrivare allo scossone dell’autoscioglimento di Centrale Italiana (2005-2015) al centro di una fondata procedura d’inchiesta dell’Autorità di Garanzia della Concorrrenza sui Mercati per abuso di posizione dominante.

Esselunga e Bennet, che facevano parte di Intermedia 1990,  non hanno più partecipato ad alcuna centrale d’acquisto; Esselunga, forte della sua quota di mercato superiore al 10% ed uscita anche dalla supercentrale europea AMS Sourcing B.V., affronta da sola le negoziazioni con i fornitori evitando così di far conoscere ai soci le proprie politiche commerciali di approvvigionamento.

Le supercentrali d’acquisto nel 2014 erano le seguenti (dati elaborati da Distribuzione Moderna):

  • Coop Italia-Sigma: Coop Italia e Sigma; 20,4% del mercato.
  • Esd Italia: Selex G.C., Agorà Network, Gruppo Sun, Aspiag; 17,8% del mercato.
  • Conad-Finiper: Conad e Finiper; 14,3% del mercato.
  • Centrale Auchan: Auchan, Sisa, Crai, Coralis; 13,5% del mercato.
  • Centrale Carrefour: 7,3% del mercato.
  • Aicube: Gruppo Pam, Gruppo VéGé, Despar; 5,6% del mercato.

Il già menzionato autoscioglimento di Centrale Italiana, divenuto esecutivo il 1° gennaio 2015, ha portato Sigma e Disco Verde ad associarsi nella supercentrale con Coop Italia; Il Gigante è entrato in Selex G.C. e quindi fa parte di Esd Italia.

Nel prossimo articolo di Cuore Economico affronteremo i mutamenti nelle supercentrali d’acquisto e l’accentramento sia a livello nazionale che europeo.

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GDO, sempre più supercentrali di acquisto europee

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