L’imprenditore contemporaneo e la leadership

Nov 07, 2019 by gef in  Uncategorized

Cristina Colaiacovo, Gruppo Financo

In azienda decidere significa generare un cambiamento. Anche non decidere è una scelta. Decidere è una capacità, ma soprattutto un’assunzione di responsabilità.
Lanciare nuovi prodotti, essere innovativi rispetto alla concorrenza, aumentare marginalità, acquisire rami di azienda, aprirsi a nuovi mercati ed opportunità sono esempi di “grandi” scelte strategiche a cui si affiancano anche “piccole” decisioni quotidiane che comportano comunque un processo decisionale strutturato.
E’ importante informare i collaboratori del processo decisionale che si è seguito e prepararli a quanto ci sia da fare e al come questo dovrà essere fatto, perché il coinvolgimento è fattore necessario per raggiungere l’obiettivo che come manager ci si pone. Tanto più se si opera in un ambiente in grande trasformazione.
Quasi tutti sono capaci di vedere il problema quando esso si manifesta. Pochissimi invece percepiscono il problema prima che si manifesti. Questa è la discriminante tra il plus-valore e il minus-valore di chi dirige.

La parola “leader” non a caso è entrata oramai nel linguaggio comune e connota chi è in grado di guidare, condurre e dirigere un gruppo di persone e portarle al raggiungimento di un obiettivo con successo. Le “doti di leadership” però sono caratteristiche particolari che non appartengono a tutti, anche se si rivestono ruoli di responsabilità all’interno di un’azienda.
Il vero leader è colui che sa prendere decisioni tempestive usando lo stile di leadership più opportuno, coinvolgendo il proprio gruppo di lavoro ma con la lungimiranza e la capacità di guardare oltre.

Pensiero di Cristina Colaiacovo

L’articolo L’imprenditore contemporaneo e la leadership proviene da CUORECONOMICO.

Source: MEDIAPRESS CE
L’imprenditore contemporaneo e la leadership

Turchia, altri settori a rischio per gli scambi commerciali

Gen 01, 1970

Terza e ultima parte della disamina sulla Turchia sulla base dei dati di Atradius

Nei precedenti articoli abbiamo trattato gli aspetti del deprezzamento della lira turca, l’import/export, l’inflazione, la confusa situazione politica e gli effetti di questa situazione sui settori automotive, chimico e farmaceutico; continuiamo con gli ultimi comparti presi in considerazione da Atradius.

Edilizia

Il settore delle costruzioni in Turchia soffre della forte concorrenza, della saturazione del mercato e della bassa fiducia delle famiglie; i margini di ricavo rimangono quindi bassi, situazione peggiorata dal 2017 a causa degli alti tassi di interesse e della crescita dei prezzi dei beni indifferenziati (commodity), specialmente dei tondini.

Le insolvenze sono aumentate tra il 2017 e il 2018, anche per mancanza di liquidità e alto livello di indebitamento; la media dei termini di pagamento è di 120-180 giorni.

Questa situazione è comune anche ai gruppi più grandi del settore che stanno affrontando problemi di rifinanziamento.

Vendita di beni durevoli

Dal 2006 al 2017 le vendite al dettaglio in Turchia sono aumentate con una media del 7% annuo, spinte dalla crescita economica e dall’accrescimento del potere d’acquisto delle famiglie; nel 2017 la crescita annuale è stata del 6% e le previsioni per il 2018 stimano un rallentamento fino a circa il 3,5%.

Questa decelerazione avrà un impatto sulla vendita dei beni durevoli non alimentari, anche considerando l’aumento dei prezzi dei beni di importazione e dei tassi di interesse.

Il basso margine di guadagno del settore è dovuto alla forte competizione unita alle alte spese logistiche; molte imprese sono altamente esposte, mentre le banche sono più riluttanti a concedere credito e quando lo fanno gli interessi restano alti.

Maggiormente a rischio fallimento sono quelle aziende indebitate in valuta estera, a causa dell’attuale volatilità monetaria; i ritardi nei pagamenti e le insolvenze si stimano in crescita nel 2018.

Il rischio per chi rivende prodotti tecnologici ed elettronica di consumo è più alto rispetto alla media, sempre a causa della debolezza della lira turca.

Meccanica

Nel 2017 il settore della meccanica è stato in crescita del 9,6%, al di sopra della crescita totale del manifatturiero; nella seconda metà dell’anno ha beneficiato dei maggiori investimenti e dell’export (13,6%) soprattutto dall’Unione Europea e dalla Russia.

La saturazione è salita al 79,2% lo scorso anno e la richiesta della meccanica turca rimarrà consistente nel 2018, con un ulteriore incremento delle esportazioni; questo a causa del costo del lavoro che rimane basso e di un’esenzione Iva prevista anche per il 2019.

Anche in questo settore l’altra faccia della medaglia del deprezzamento della lira è il più alto costo di importazione per parti ricambio e metalli.

Ovviamente i tassi di interesse elevati impattano negativamente, così come la debolezza di alcuni settori di riferimento (per esempio il tessile).

I termini di pagamento nel settore meccanico/ingegneristico è di norma tra 90 e 120 giorni, il livello delle dilazioni è nella media.

Metallurgica

Le esportazioni del settore metallurgico nel 2017 sono cresciute del 9,4% per un totale di 7,4 miliardi di dollari, le importazioni sono diminuite del 5,8% per un valore di 4,8 miliardi di dollari.

Benché siano aumentate le opportunità di esportazione verso Iraq e Qatar per il comparto dei materiali da costruzione, il mercato interno risente fortemente del rallentamento dell’attività edilizia; l’incremento degli investimenti in infrastrutture potrebbe alleviare la situazione.

I gravi problemi strutturali del settore metallurgico sono la sovrapproduzione, la forte competizione cinese, la grave dipendenza da prestiti bancari e l’esposizione alla volatilità della moneta.

Nell’ultimo biennio sono aumentati ritardi nei pagamenti e insolvenze a causa della diminuzione dei margini di profitto e dell’alto indebitamento.

Tessile

L’industria tessile turca negli ultimi anni ha una tendenza negativa dovuta alla combinazione di sovrapproduzione, scarsità di produzioni di marca, bassa capitalizzazione, diminuzione della domanda interna e delle esportazioni e forte competizione dall’Asia.
Molte imprese sono affette da pesante indebitamento e poca liquidità, più del 6% dei prestiti bancari sono deteriorati.

Singoli attori economici

Queste le tendenze macroeconomiche, ma per valutare le singole opportunità è fondamentale utilizzare strumenti di indagine e studio precisi ed affidabili.

Un valido strumento per stime economiche di potenziali partner, clienti o fornitori è rappresentato da IoValuto, che consente anche precise valutazioni in vista di fusioni e acquisizioni.

IoValuto offre dalla ricerca anagrafica delle aziende estere fino agli E R-Report Plus più completi che includono intestazione, recapiti, dati identificativi, valutazione, indicatori di rischio, valore di affidamento consigliato, sintesi del bilancio, principali dati economici e finanziari, attività svolta, collegamenti , partecipazioni, management societario, struttura e numero dipendenti.

L’articolo Turchia, altri settori a rischio per gli scambi commerciali proviene da CUORECONOMICO.

Source: MEDIAPRESS CE
Turchia, altri settori a rischio per gli scambi commerciali

Rispetto, passione e responsabilità: ecco i valori su cui si basa il successo di ART S.p.A.

Gen 01, 1970

Nel settore dell’automotive ultimamente si sta assistendo ad un fenomeno di convergenza
tecnologica senza eguali che sta radicalmente cambiando il modo di concepire la mobilità privata.

Il futuro dell’automotive per ART S.p.A. si declina in infotainment, inteso non come mero
intrattenimento ma come elemento principale per il confort in vettura grazie allo sviluppo
di sistemi altamente tecnologici in grado di facilitare la guida del conducente e il coinvolgimento del passeggero.
L’abitacolo diventa, in questo modo, sempre più ufficio di lusso grazie anche ad interni di
pregio, ben curati e perfettamente integrati con tutti i dispositivi elettronici ergonomici e
all’avanguardia che enfatizzano l’esperienza del viaggio.

Per conoscere le altre TOP aziende di Umbria e Marche prenota ora la tua copia dell’ annuario

Negli ultimi anni l’azienda umbra si è imposta, con tenacia e autorevolezza, come driver per
l’integrazione tecnologica all’interno della vettura fornendo sistemi elettronici innovativi,
integrati e affidabili con particolare attenzione all’esperienza end to end,
chiave principale per prodotti utilizzabili e apprezzati dagli utenti.
L’azienda ricerca, sviluppa e produce sistemi che hanno al centro il guidatore e i passeggeri,
mettendo sopra a tutto l’esperienza utente.

ART S.p.A. conta 150 dipendenti e punta ad arrivare a 200 entro fine anno.
Un’azienda con una forte verticalizzazione dei processi che le permettono di essere flessibile e
veloce; da non trascurare quanto tale organizzazione consenta di avere un controllo totale sul
prodotto e permette di intensificare
il rapporto con il cliente che si sente guidato a 360 gradi,
dalla progettazione fino alla
produzione dell’autovettura.

Seguendo un po’ la falsa riga di Steve Jobs con la Apple, l’idea è stata quella di avere
un controllo verticalizzato e completo della tecnologia, che porta a massimizzare l’utilizzo
delle risorse e l’esperienza dell’utente.
Ma la sfida più grande vinta in questi ultimi anni è stata quella di realizzare prodotti per
mercati internazionali, giapponese, arabo e cinese in particolare, nei quali vigono sistemi
normativi fortemente complessi e differenti da quelli europei.

Negli ultimi tre anni gli azionisti hanno rinunciato agli utili reinvestendoli in azienda
per consentire ad ART S.p.A. di continuare il suo processo di crescita e rendere lo sviluppo
sostenibile.
Basti pensare ai numerosi investimenti in innovazione e nel benessere della persona con
un piano wealfare che cresce di anno in anno.
L’azienda viene quotidianamente mossa e sostenuta anche dalla motivazione dei tanti
brillanti giovani collaboratori che condividono tre valori fondamentali: rispetto, passione e
responsabilità.

ART S.p.A. vanta un bassissimo turnover e questo facilita in primis la fiducia tra azienda e
dipendenti ed in secondo luogo, ma non meno importante, tra l’azienda stessa ed i propri
clienti creando rapporti durevoli e di successo per tutti
Il borgo del Pischiello, ove risiede la ART S.p.A, offre alle persone che ci lavorano, spazi
e luoghi che favoriscono creatività e quella visione necessaria per sostenere e garantire
elevati standard, in termini di qualità degli ambienti, indispensabili per vincere, con
impegno e creatività, le sfide quotidiane contro i colossi multinazionali.

Il borgo è rappresentazione perfetta della “regola benedettina”, come spiegò lo stesso
Giancarlo Luigetti in un’intervista al Financial Times.
La giusta sinergia tra una serie di ingredienti diversi: la bellezza del territorio, la qualità
della vita, la presenza di una facoltà di ingegneria d’eccellenza, l’attenzione
dei governi locali per un potente volano di sviluppo altamente competitivo,
la diffusione di una rete umbra di imprese di settore di alto livello.

L’articolo Rispetto, passione e responsabilità: ecco i valori su cui si basa il successo di ART S.p.A. proviene da CUORECONOMICO.

Source: MEDIAPRESS CE
Rispetto, passione e responsabilità: ecco i valori su cui si basa il successo di ART S.p.A.

Terziario e turismo in Umbria: report sull’occupazione

Gen 01, 1970

L’Osservatorio del Terziario e del Turismo ha analizzato la trasformazione dei fabbisogni occupazionali delle imprese umbre dal 2006 al 2016

Il 30% del campione ha difficoltà a reperire risorse professionali qualificate

L’analisi condotta sul mercato del lavoro nelle aziende della regione Umbria di terziario e turismo ha prodotto i suoi risultati.

Da quanto emerge dal report effettuato dall’Osservatorio del Terziario e Del Turismo sulle province di Perugia e Terni, il 48% delle assunzioni del 2017 hanno riguardato il commercio e il turismo.

Lo studio ha evidenziato un disallineamento tra preparazione professionale e inserimento nel mondo del lavoro nel 30% delle imprese umbre.

Soluzione per ovviare al problema sarebbe quella di basare la propria scelta su quattro distinti criteri: il livello di innovazione delle imprese; la demografia (in Umbria nel 2017 la popolazione over 65 costituiva il 25% del totale); i livelli di formazione e istruzione del territorio e infine l’attrattività dello stesso nel mercato del lavoro.

Nel II trimestre 2018 l’aumento occupazionale in Umbria si è attestato principalmente nel settore dei servizi e, con riferimento all’occupazione nel commercio, alberghi e ristoranti si registrano +5.000 unità rispetto allo stesso trimestre del 2017. Sempre per lo stesso periodo, la crescita occupazionale ha interessato sia gli uomini (+1,4%), sia le donne (+0,6%).

Per quanto riguarda il numero di imprese registrate, secondo i dati Istat, il tasso di crescita tra il 2006 e il 2017 è dello 0,3% a livello regionale. Migliore la performance della Provincia di Perugia (0,6%) rispetto a quella di Terni (0,1%). Al 31 dicembre 2017 era invece il commercio il segmento produttivo con un numero più consistente di imprese registrate, con il 23,4%; (-2,3% rispetto al 2016). Segue l’agricoltura con il 18% (in crescita dello 0,2% rispetto all’anno precedente).

 

 

L’articolo Terziario e turismo in Umbria: report sull’occupazione proviene da CUORECONOMICO.

Source: MEDIAPRESS CE
Terziario e turismo in Umbria: report sull’occupazione

Leave a Comment