La Esg89 ospite dell’ambasciata degli Emirati Arabi a Roma

Nov 09, 2019 by gef in  Uncategorized

Nella giornata di martedì 10 settembre Giovanni Giorgetti, Ceo di Esg89 ha incontrato presso l’ambasciata degli Emirati Arabi il vice ambasciatore Ahmed Al Mulla ed il Consigliere per gli Affari Economici Ali AlNuaimi.  Dopo la presentazione del Forum economico “Blue Green Region” tenutosi a giugno a Civitanova Marche continuano gli incontri per definire una serie di iniziative con al centro i territori di Marche ed Umbria e le relazioni economiche con Dubai e gli Emirati in generale.

A novembre è previsto il Forum che vedrà la partecipazione della delegazione emiratina e l’incontro con realtà importanti del tessuto economico delle due regioni.
La Esg89, nella persona del suo CEO Giorgetti ha sottolineato come sia di vitale importanza, anche in vista dell’Expo di Dubai del 2020, allacciare rapporti con gli stakeholder degli Emirati affinché le nostre aziende possano conoscere le tante opportunità che possono essere colte nel Paese Arabo.

Continua così il lavoro incessante di Esg89 che ormai da 30 anni rappresenta un punto di riferimento per le relazioni economiche e commerciali per le tante realtà imprenditoriali italiane.

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La Esg89 ospite dell’ambasciata degli Emirati Arabi a Roma

Tra i 25 nominati CAVALIERI DEL LAVORO, c’è Carlo Giulietti della Isa Spa

Mag 06, 2019

Il titolo è infatti stato conferito direttamente dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Carlo Giulietti, che è da 34 anni al vertice della nota azienda ISA Spa di Bastia Umbra.

L’azienda è leader nell’arredamento e conta attualmente circa 760 dipendenti, è molto presente anche nel mercato estero con un export pari al 40% del fatturato e presente in oltre 100 paesi.
Quando Giulietti entrò in azienda, questa era ancora una piccola realtà territoriale ed il suo ruolo iniziale, negli anni 60, era quello di addetto alle vendite per il Centro Italia. Già allora fu evidente la sua capacità e spiccata dote di leadership e fu così che, scalando continue vette, arrivò a diventare presidente di quella che oggi è la ISA Spa e che è cresciuta in maniera esponenziale soprattutto grazie, appunto, al Giulietti.

Un esempio imprenditoriale da seguire anche per le nuove generazioni.

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Tra i 25 nominati CAVALIERI DEL LAVORO, c’è Carlo Giulietti della Isa Spa

“Pillole” Umbria-Marche #21_2019

Gen 01, 1970

Umbria al bivio: o si cambia o si sprofonda… I segnali negativi iniziati 10 anni fa
Povertà, disoccupazione e demografia: I punti deboli di una regione che, per ora, non è stata in grado di rinnovarsi.

La crisi del 2008 si è sentita e molto e la Regione non è mai riuscita a risalire ai livelli pre 2008.
Umbria Ricerche, con i dati alla mano, dimostra che il modello di sviluppo proposto dalla regione Umbria non ha dato alcun risultato significativo e che è necessario crearne uno totalmente nuovo.
“A partire dal 2008 c’è stato un acuirsi dei problemi dell’Umbria. I dati negativi emersi da analisi e ricerche sono stati spesso minimizzati, mentre quelli positivi sono stati esaltati. Il tutto molto probabilmente nella convinzione bonaria che tanto prima o poi la situazione sarebbe tornata a posto da sé” commenta Giuseppe Coco, direttore responsabile Umbria Ricerche.
La differenza di PIL tra Umbria e la media italiana è di oltre 4.000 euro ed inoltre, altro dato che fa paura, è la perdita continua e significativa di abitanti: entro pochi decenni potremmo perderne oltre 100 mila!
Con la crisi molti valori sono diventati negativi, altri molto negativi..Il tutto colpendo soprattutto i giovani e la classe media.
E’ quindi necessaria un’inversione di rotta per far sopravvivere la nostra regione e per farla adeguare al veloce cambiamento che caratterizza la società moderna.

Vuoi conoscere i dati aggiornati delle aziende umbre?

L’azienda che batte la crisi: un altro nuovo record per Cucinelli
La nota azienda umbra non solo non conosce crisi, ma anzi aggiunge sempre nuovi record!
E’ appena terminata la raccolta ordini per la collezione Uomo-Donna e Bambino primavera-estate 2020.
In particolar modo, la moda Under12 sta dando ottimi risultati.
Il C.d.a. ha da poco approvato la Relazione Finanziaria Semestrale 2019 e  i ricavi netti sono saliti dell’ 8,1%, toccando i 291,40 milioni di euro.

Marche: Fronte comune Regione, porto e aereoporto per lo sviluppo strategico della regione
L’incontro tra il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il Presidente dell’Autorità Portuale Rodolfo Giampieri e l’amministratore delegato di Aerdorica, Carmine Bassetti.
Tutti e 3 con un solo obiettivo: migliorare il trasporto marchigiano per lo sviluppo della regione.
“La Regione Marche ha sempre messo al centro dei suoi investimenti le infrastrutture”, spiega Ceriscioli, che aggiunge: “proprio per questo è fondamentale mettere a sistema l’aereoporto, il porto e l’interporto che sono i 3 assi portanti per lo sviluppo dell’economia marchigiana con ricadute positive per l’imprenditoria locale e per i cittadini. Bisogna favorire tutte le connessioni possibili per permettere alle Marche di essere competitiva nel contesto internazionale”.

Marche: Export agroalimentare, ancora in salita! +9% nei primi 6 mesi del 2019
Nei mesi scorsi già si parlava dell’ottimo andamento dell’export ma ora i dati sono assolutamente confermati e, addirittura migliorati.
Il valore ha superato i 189 milioni di euro, +9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con in testa la provincia di Ancona (oltre 60 milioni), Pesaro (50 milioni), Ascoli (38 milioni), Macerata (36 milioni) e Fermo (4 milioni).
I prodotti più di punta sono la pasta a grano duro e l’ortofrutta.
Un settore che fa da traino alla regione e che non sembra risentire nemmeno delle incertezze dei principali mercati: +3,5% nella Germania a rischio recessione, +53% nel Regno Unito della Brexit, +26% negli Stati Uniti nonostante i dubbi legati ai dazi minacciati dal presidente Trump.
“L’agroalimentare italiano ha sempre dimostrato, e dimostra oggi più che mai, di resistere alle problematiche del mercato e crescere anche nei periodi di crisi” commenta Maria Letizia Gardoni, presidente Coldiretti Marche.
“La cosa più importante è continuare ad insistere riguardo alla regolamentazione dei mercati ed il controllo delle importazioni” conclude la Gardoni.

(Fonte: IoConosco.it, IoValuto.it)

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“Pillole” Umbria-Marche #21_2019

Venezuela, l’era del “Bolivar sovrano” comincia già tra le polemiche

Gen 01, 1970

Venezuela, riforme e valuta

Speranza o utopia? Il presidente del Venezuela ha lanciato da poco il suo nuovo “Bolivar sovrano” per arginare il tracollo della valuta e la spinta della iperinflazione, che secondo il Fondo monetario internazionale (Fmi) potrebbe raggiungere a dicembre l’astronomica cifra del 1’000’000%.

Una situazione che fa venire i brividi se si pensa che nel 1970 il Venezuela era il Paese più ricco dell’America Latina. Ma adesso la produzione di petrolio è ai minimi di 30 anni, l’inflazione ha raggiunto il milione per cento e un venezuelano su tre è sottopeso. Un dollaro scambia oggi a 248.409,00 bolívar venezuelani.

La nuova moneta sostituirà gradualmente quella in corso (uguale al Bolivar Forte ma con 5 zeri in meno), ed è garantito dalla criptomoneta venezuelana Petro, a sua volta ancorata alle riserve petrolifere. Una manovra disperata, sulla quel molti illustri economisti hanno già espresso molto scetticismo. L’opposizione al presidente dal canto suo ha già reagito con uno sciopero generale. Assieme a questa mossa, il governo venezuelano ha varato una serie di riforme che spinge il salario minimo di oltre 35 volte: a partire dall’1 settembre avrà il valore di 1’800 bolívar sovrani. La manovra economica ha incrementato anche l’IVA dal 12 al 16%.

Il legame con il petrolio

Il lancio della nuova valuta è stato accompagnato dal deserto per le strade. Stop alle attività commerciali, traffico quasi azzerato e transazioni bancarie sospese in occasione della giornata «non lavorativa» disposta per facilitare l’entrata in circolazione della nuova valuta e procedere al ricalcolo di tutti i conti correnti dei cittadini.

La valuta virtuale che garantisce il Bolivar ha come riferimento il prezzo del barile di petrolio a 60 dollari, e vale 3.600 ‘bolívar sovrani’. Le nuove monete sono da 0,50 ed un bolívar, mentre le banconote avranno il valore di 2, 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 bolívar, sostituendo le vecchie da 1’000 e fino a 100’000 bolívar introdotte nel 2016-17.

Al momento del lancio della nuova moneta, Maduro ha dichiarato che sarebbero stati emessi circa 100 milioni di token Petro, ciascuno dei quali sarebbe stato sostenuto da un barile di petrolio. Tuttavia molti osservatori hanno avvertito che lo schema potrebbe essere una truffa, tanto che Donald Trump ha firmato rapidamente un ordine esecutivo che vieta agli americani di investire nella criptovaluta. Niente acquisti quindi, niente investimenti azzardati, niente adx indicatore trading forex e niente posizioni long o short: divieto assoluto.

Gli USA hanno inoltre avvertito al comunità internazionale che nel paese è in atto una “catastrofe umanitaria”. Dal canto suo Maduro dice che il suo governo è vittima di una “guerra economica” guidata dai suoi avversari politici, con l’aiuto di Washington.

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Venezuela, l’era del “Bolivar sovrano” comincia già tra le polemiche

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