Industria 4.0: le eccellenze del territorio si raccontano

Set 08, 2019 by gef in  Uncategorized

ESG89, in collaborazione con il comune di Fabriano presenzierà all’appuntamento con Industria 4.0, in programma il 6 settembre alle ore 9.30 presso il Cinema Montini di Fabriano.

Le eccellenze del territorio si raccontano; la giornata si aprirà con un incontro insieme alle migliori aziende nate sul territorio, pronte a raccontare e condividere le loro esperienze di crescita.

Storie di innovazione che partono dalle nostre colline e montagne, e si affacciano sul mondo: un incontro con grandi aziende marchigiane e umbre, che hanno sfruttato le tecnologie di Industria 4.0 per affermarsi sui mercati.

Tra gli importanti partecipanti abbiamo Massimo Fileni (socio e consigliere Fileni Alimentare Spa), Filippetti (Amministratore delegato Gruppo Filippetti), Alvaro Cesaroni (Presidente Sigma Spa), Mauro Parrini (C.O.O. e C.T.O. di Nuova Simonelli Spa), Luca Tomassini (Presidente e Amministratore Delegato Vetrya Spa) e Riccardo Stefanelli (Amministratore Delegato della Brunello Cucinelli).

Modera Giovanni Giorgetti, – CEO ESG89.

Il 6 settembre sarà quindi una giornata con grandi opportunità e possibilità di conoscere la storia di importanti personaggi che rendono grandi le nostre 2 regioni a livello internazionale.

Dettagli del programma: https://www.remakefestival.it/2019/08/08/industria-4-0-le-eccellenze-del-territorio-si-raccontano-6-settembre/

L’articolo Industria 4.0: le eccellenze del territorio si raccontano proviene da CUORECONOMICO.

Source: MEDIAPRESS CE
Industria 4.0: le eccellenze del territorio si raccontano

The Best Economic Forum ESG89, a Fabriano gettate le basi per una stretta sinergia fra Umbria e Marche

Gen 01, 1970

Nella foto da sinistra Mauro Parrini, Giovanni Giorgetti e Manuel Romagnoli

Al Resort Marchese del Grillo il 10 maggio è andata in scena la seconda puntata del progetto Bilaterale Umbria-Marche che ESG89 Group sta costruendo insieme a tanti stakeholder delle due regioni. La prima tappa si era svolta in ottobre 2018 al Decò Hotel quando nella tre giorni di dibattiti e workshop (Glocal Economic Forum) si era palesata l’esigenza di fare ‘squadra’ fra le due regioni.

Per vedere tutti i relatori ed il programma completo

I temi toccati durante l’assise di Fabriano alla presenza di un pubblico di altissimo spessore, hanno delineato i confini del progetto perseguito. Dopo i saluti del Sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli, è iniziato il confronto su infrastrutture materiali e immateriali. Tema molto caldo che ha visto un dibattito acceso ma costruttivo fra il rappresentante della Quadrilatero Spa, Guido Perosino e Corrado Bocci in rappresentanza dei creditori di Astaldi sul futuro della Perugia-Ancona.
A corollario le opinioni di Sauro Rossi di Cisl Marche e di Flavio Cecchetti patron di Susa Spa.
Il professore Mariano Sartore dell’Università di Perugia nel suo intervento ha infine lanciato la provocazione sul futuro degli scali aeroportuali di Umbria e Marche.

Intervento di Corrado Bocci

Nel secondo Forum della mattina, dedicato al tema della Sub-fornitura della Meccanica, si sono susseguiti interventi di manager, imprenditori e docenti.

Massimo Marotta ha delineato il panorama del comparto affermando “Le imprese di subfornitura più dinamiche ed attive nella ricerca di nuove opportunità sono quelle aggregate in reti d’impresa e, in particolare, in reti nate su iniziativa dei subfornitori e non dietro le richieste delle aziende committenti. Attraverso le reti d’impresa possono più efficacemente ampliare i mercati geografici di sbocco e differenziare i settori di destinazione dei prodotti lavorati”.
Nel forum si sono poi susseguiti gli interventi di Letizia Urbani di Meccano, Gianluigi Angelantoni dell’omonima società, di Giuseppe Rivetti dell’Università di Macerata e di Paolo Spacchetti, dello studio Spacchetti. Due manager, inoltre, si sono invece soffermati sulle strategie vincenti dei gruppi industriali rappresentati: Mauro Parrini di Nuova Simonelli Group e Manuel Romagnoli di Ariston Thermo Group.

Nel pomeriggio, alla ripresa dei lavori, dopo il saluto convinto e appassionato all’iniziativa dell’assessore alle attività produttive del comune di Fabriano, Barbara Pagnoncelli e il video di saluti e contributi del professor Franco Cotana dell’Ateneo perugino, è iniziato il terzo Forum dedicato ai Fondi Europei per un nuovo modello di sviluppo economico dei territori con i contributi tecnici dei funzionari delle due regioni.

Il quarto Forum, quello centrale del pomeriggio, ha visto protagonista il tema del confronto fra le BEST COMPANIES di Umbria e Marche accanto alle startup invitate.

La presentazione del forum è stata affidata al manager e docente Fabio Menghini che nel suo intervento ha sottolineato “Umbria e Marche hanno un PIL manifatturiero superiore a quello della media europea e nel caso marchigiano addirittura di quello cinese. La salute delle nostre industrie significa quindi benessere per la popolazione e crescita economica. Per riprendere una traiettoria di sviluppo, però, le imprese di Umbria e Marche devono percorrere nuovi sentieri: ad esempio investire nelle start up (Corporate Venture Capital) per accelerare l’innovazione. Nelle nostre due regioni esistono in complesso circa cinquecento startup: se ognuna di queste fosse adottata da un’impresa,  il passaggio a Industria 4.0 sarebbe assai più rapido.
Suggerisco inoltre di aprire il capitale agli investitori finanziari, si stimano in Italia oltre 70 miliardi di liquidità alla ricerca di essere impiegata. Maggior capitale potrà consentire alle aziende di puntare con più decisione all’estero, realizzare acquisizioni, gestire con maggiore efficacia i passaggi generazionali. Questo insieme di interventi potrebbe ricollocare con successo Umbria e Marche all’interno delle regioni del NEC – Nord Est Centro”.

Programma completo dei forum targati esg89

A seguire il dibattito fra gli stakeholder e relatori invitati. Federico Malizia patron della società umbra Ciam Spa, Marco Graziano Ciurlanti Cfo del Gruppo Fileni Simar, Gerardo Pizzirusso, vice presidente della Bcc di Recanati e Colmurano, Luca Tomassini Ceo di Vetrya Spa, Andrea Cardoni docente dell’Università di Perugia e Giancarlo Luigetti imprenditore e fondatore della Art Spa di Passignano sul Trasimeno.

Protagoniste infine le startup presenti: Ceb, Omica, Emoj e Luce che hanno entusiasmato la platea con la presentazione delle proprie nuove sfide imprenditoriali.

Intervento di Paolo Petrinca, Omica

Intervento di Luca Ceccarelli, Luce

Il forum organizzato a Fabriano ha ancora una volta sottolineato – chiosa Giovanni Giorgetti Ceo di ESG89 e coordinatore dei lavori – l’importanza di organizzare momenti condivisi di riflessione fra gli stakeholder economici e istituzionali di Umbria e Marche. I due territori sono in grado di sviluppare sinergie positive e soprattutto di affrontare insieme le sfide di un’economia in cambiamento’.

Per tutti gli altri interventi:

Cinzia Biagini

Flavio Cecchetti

Edoardo Pompo

Sauro Rossi

 

L’articolo The Best Economic Forum ESG89, a Fabriano gettate le basi per una stretta sinergia fra Umbria e Marche proviene da CUORECONOMICO.

Source: MEDIAPRESS CE
The Best Economic Forum ESG89, a Fabriano gettate le basi per una stretta sinergia fra Umbria e Marche

Acciai Speciali Terni: il Gruppo Marcegaglia come possibile acquirente

Gen 01, 1970

«Abbiamo un grande consumo di acciaio inossidabile, Terni è il nostro principale fornitore e noi siamo di gran lunga il loro più importante cliente».

Così Antonio Marcegaglia, presidente dell’omonimo gruppo industriale, sul caso AST

L’interesso dimostrato dall’ AD del Gruppo Mercegaglia ha sollevato la domanda sulla possibilità che ThyssenKrupp passi il testimone al suo più grande cliente.

Il Gruppo acquista, di fatto, il 20% della produzione del sito ternano. Sebbene non siano ancora state formulate proposte di acquisto formali, il Gruppo è intenzionato a non cessare la collaborazione.

A quanto dichiarato dallo stesso Marcegaglia: «Il tema è aperto, non escludiamo possibili partnership. Certamente vogliamo poter svolgere un ruolo determinante e da protagonista come gruppo».

 

L’articolo Acciai Speciali Terni: il Gruppo Marcegaglia come possibile acquirente proviene da CUORECONOMICO.

Source: MEDIAPRESS CE
Acciai Speciali Terni: il Gruppo Marcegaglia come possibile acquirente

Covid-19, e la lettera aperta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Gen 01, 1970

(Riceviamo e pubblichiamo la lettera appassionata di un imprenditore umbro preoccupato della gravissima situazione economica causata dal Covid-19)

Caro Presidente Giuseppe Conte,
fa un annuncio sabato scorso alle 23:30 e alle 20:00 della domenica successiva ancora non c’è il decreto
e le aziende, come la mia, non sanno se lavoreranno o no. Perché?
E così.. caro primo Ministro Giuseppe Conte ci ordina di restare a casa. Aziende chiuse. E come lo fa?
Lo fa alle 23.30 di un sabato sera in diretta Facebook dal suo profilo. Io già dormivo. Preoccupato. Lo fa senza aver emesso il Decreto prima. Innanzitutto rimango stupito per il modo.

Nessun rispetto per le istituzioni e purtroppo non è il primo che non ne ha, ma in una situazione così particolare, mi aspetto che una decisione così importante venga comunicata a reti unificate in un orario decente.
Se non alle 20:00 di sabato poteva essere fatta alle 13:00 di domenica. In TV a reti unificate e poi se volete anche in diretta facebook.

Con chi ha preso questa decisione? Lo ha fatto, sembra, parlando con i sindacati. E la classe imprenditoriale dove stava?
Poi mi chiedo perché questa urgenza? Per non farci dormire? Per instillare maggiore ansia? Più di quella che già abbiamo? Dove stava l’urgenza? Perché non il giorno dopo?
Quindi ok. Ci dice che dobbiamo chiudere le aziende. Parliamo di tutto o quasi il manifatturiero dopo che avete chiuso per decreto il turismo, la ristorazione e una grande parte delle partite iva. E lo fa il sabato notte. Non ci da il tempo nemmeno di organizzarci. Non le interessa se abbiamo spedizioni programmate. Merci in arrivo da ritirare. Personale da organizzare. Aziende che comunque spenderanno soldi anche da chiuse. Non ci dice quali misure verranno prese per questa chiusura forzata. Dice che ci sarete vicini e che insieme ce la faremo. E io che abito nelle zone vicine ai terremotati penso a loro e mi viene un certo malumore.

L’ultimo aiuto ce lo avete dato per decreto il 16 Marzo quando avete spostato il pagamento delle tasse al 20.
Peccato che il Decreto è uscito quel pomeriggio del 16 marzo rendendosi inefficace. Ma che distratti. Che burloni…

La considerazione per le aziende e le partite Iva è questa? Niente alle aziende e 600 euro al mese (forse) alle partite Iva. Meno del reddito di cittadinanza. La metà di quel che si spende per mantenere un migrante clandestino.
Disprezzo totale o nessuna conoscenza di quali situazioni vive chi lavora in proprio.

Ora vorrei sottolineare l’importanza della piccola e media impresa. Come la nostra azienda.

Ci dice, caro Presidente del Consiglio, di chiudere due settimane, ma già negli ultimi tempi, le aziende hanno avuto difficoltà di approvvigionamento e soprattutto nel reperire vettori per la consegna delle merci nei vari paesi europei ed extra UE.

Noi nella nostra azienda dalla scorsa settimana abbiamo iniziato a scrivere un piano che prevede le strategie da attuare per resistere senza fatturare in aprile e maggio. Mai avremmo pensato di non poter spedire la produzione anche di metà marzo. E perché parlo di altri due mesi? Perché immagino che due semplici settimane non diano alcun risultato tangibile rispetto al contenimento dell’infezione.
Perché questo è quello che la matematica ci dice ma che voi non ci volete dire.
Due mesi e mezzo di fatturato e le ovvie conseguenze alla ripartenza significheranno 25/30% di fatturato in meno. Ha detto, caro Presidente del Consiglio, che non avete fermato l’Italia ma l’avete solo rallentata per un po’.

O non sa di cosa parla oppure dice bugie. Avete fermato completamente il turismo, la ristorazione e il 90% del manifatturiero e parla di rallentamento?Ma conoscete i numeri a Palazzo Chigi? Il paese è FERMO. Non rallentato. E non sappiamo neanche quando ci sarà dato ripartire.

Veniamo, poi, da 10 anni ininterrotti di crisi che hanno eroso i patrimoni di moltissime aziende. Senza misure eccezionali molte aziende si fermeranno durante i prossimi due mesi e molte altre porteranno i libri in tribunali a fine anno.

Senza parlare che nel frattempo sono entrate magicamente in vigore le nuove norme del diritto fallimentare a proposito di indici di bilancio e nuovi controlli. Voglio vedere quante aziende tra due mesi rispetteranno quei parametri. E voglio vedere quante banche in questo periodo ci sosterranno con iniezioni di liquidità. Sono proprio curioso!
Non sono esperto di grandi imprese ma credo che fatte le debite proporzioni, avranno grandi problemi anche loro.

Per tutti coloro che dicono che: eh ma bisogna fare come la Cina…
La Cina ha scoperto il virus a dicembre o presumibilmente anche prima. Lo ha tenuto nascosto fino a quando un povero medico di Wuhan che per primo ha denunciato al resto del mondo la pericolosità del virus è stato incarcerato ed è morto per il virus stesso.
Da subito hanno chiuso i social per non far uscire la notizia ma alla fine qualcuno ha bucato l’apparato di sicurezza e così il Presidente della Cina si è trovato costretto a comunicarlo al mondo.
Forse tardi. Ma che vuoi che sia?
E ma loro hanno chiuso subito tutto. Loro sono una dittatura e possono fare quel che vogliono del popolo.

Se vi piace andate pure a vivere in quel paese. La maggior parte delle aziende sono ancora statali e ci vuole un secondo a chiuderle. Tutta la regione di Hubei conta 60 milioni di abitanti, quasi come l’Italia.
Ma la Cina ne fa 1,4 miliardi. Hubei è il 4% della Cina.

Chiuderla non ha importanza neanche a livello economico. Noi stiamo chiudendo l’intera nazione.
Non sto a dire se il virus sia uscito da un laboratorio o dai pipistrelli, di certo non possiamo prendere esempio dai cinesi. Hanno dovuto costruire ospedali (fatti di container) perché non ne avevano, non perché siano dei fenomeni!

Con questi numeri tra tre giorni in Italia avremo lo stesso numero di positivi di tutta la Cina e un numero doppio di morti. Ma la matematica non vi suggerisce qualche sospetto?
A proposito di sospetti sui numeri: in Italia contiamo un numero di morti per quasi il 10% rispetto ai positivi. In Cina il 4%. In Spagna il 5%. In Francia il 3,6%. In Germania il 0,2%. In Korea il 1,1% (sono tornati a vita normale).
Nessuno nel mondo supera il 5% (forse l’Iran..), noi il 10%. La Germania lo 0,2%.
Come li contiamo noi? Perché nessuno fa dei raffronti statistici?

Protezione Civile e Governo si limitano a fornire dati ma non ci dicono niente sui numeri.
I numeri sono FONDAMENTALI E NON DICONO MAI BUGIE. Ecco perché sono così importanti.
È sulla base di questi numeri che i nostri governanti stanno prendendo queste decisioni.

Il Presidente Conte, alcune settimane fa, ci rassicurava dicendo che eravamo pronti ad affrontare qualsiasi virus.

Poi però sono mancate le mascherine (che ancora mancano), poi i respiratori, poi le terapie intensive, poi gli ospedali, poi i medici e gli infermieri, poi dove mettere i morti. E meno male che eravamo preparati!
E visto che eravamo preparati perché il Governo non ha preparato un piano di azione come stiamo facendo noi imprenditori per le nostre piccole aziende, prevedendo scenari negativi e le eventuali contromisure?

Forse è pretendere troppo dalla classe politica che ci governa?

E tutta questa situazione è molto triste per noi poveri imprenditori italiani!

Andrea Marcantonini – MCT Italy Srl (Pg)

L’articolo Covid-19, e la lettera aperta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte proviene da CUORECONOMICO.

Source: MEDIAPRESS CE
Covid-19, e la lettera aperta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Leave a Comment