Economie emergenti, la crisi turco-argentina penalizza tutti

Lug 09, 2018 by gef in  Uncategorized

Sui mercati finanziari spira un vento di pessimismo e paura, innescato dalle gravissime situazioni di Turchia e Argentina. Questo vento negativo però si sta propagando a tutte le economie emergenti, anche quelle che in realtà dal punto di vista economico non sarebbero da considerare in crisi.

Il momento difficile delle economie emergenti

Un esempio riguarda l‘India, la terza più grande economia asiatica, dove la rupia ha toccato il suo minimo storico contro il dollaro. Oltre al dramma turco-argentino che sta spingendo giù tutte le valute delle economie emergenti, ci sono altri due fattori che stanno incidendo in modo negativo: il forte aumento del prezzo del petrolio e la forte domanda di dollari di fine mese.

Ricordiamo che l’India è un grosso importatore netto di petrolio. Ogni 10 dollari di aumento del prezzo al barile va a incidere in modo pesante sul deficit delle partite correnti e in definitiva sulla crescita del Paese. Siccome il prezzo del petrolio è salito di oltre il 7% da metà agosto, ecco spiegato il contraccolpo. La valuta indiana ha così segnato quota 70.8100 contro il dollaro, nuovo minimo storico (-10,97% dall’inizio dell’anno). Una semplice strategia breakout pullback trading evidenzia la persistenza di un forte trend al ribasso.

Nel frattempo il governo ha ridotto i requisiti sugli investimenti esteri nei suoi mercati dei capitali. Tuttavia questo non è bastato ad arginare il sell-off. Al momento la situazione non è ancora grave, ed è probabile che le autorità monetarie siano in attesa di ulteriori sviluppi sul fronte argentino-turco, che potrebbero richiedere l’intervento immediato della banca centrale.

Per approfondire le opportunità ed i rischi legati all’economia turca è possibile consultare gli articoli di Cuore Economico; per analizzare le singole realtà imprenditoriali al fine di valutare investimenti, collaborazioni, acquisizioni e fusioni si raccomandano strumenti  di indagine microeconomica affidabili e puntuali come IoValuto, disponibile sia per indagini sul mercato italiano che su quello estero.

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Economie emergenti, la crisi turco-argentina penalizza tutti

SPORT & ECONOMY, AL GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 COME A MILANO SI TRATTA DELL’IMPORTANZA DEL FENOMENO

Mag 11, 2019

Sicuramente lo sport è uno dei migliori mezzi per raccontare il mondo e, dunque, i cambiamenti e le evoluzioni in atto possono essere ben comprese se raccontate attraverso le evoluzioni dello sport.
Proprio a tal riguardo a Milano è stata organizzata la IV edizione del “Sport & Business summit”. Tale manifestazione ha confermato il crescente interesse della società verso lo sport e la rilevanza economica del settore ed ha visto protagonisti oltre 300 professionisti ed addetti ai lavori. Il tema principale era la “discontinuità e l’innovazione”, partendo dal focus “Sports Market overview: news trends” a cura di Marco Nazzari.

Da Milano…a Milano-Cortina
La prima tavola rotonda è stata quella che ha interessato Alessandro Araimo (Ad Discovery Italia), Diana Bianchedi (Coordinatrice dossier di candidatura Milano Cortina 2026), Thierry Borra (Founder & Ceo Sport Matters Consulting, Ioc Advisor) e Valerio Giacobbi (Ad Cortina 2021), dove si è parlato dei grandi ed importanti eventi che attendono l’Italia dai mondiali di Sci Alpino (Cortina 8-21 febbraio) ai giochi olimpici invernale (Milano-Cortina 2026).
Importante anche lo sport come riqualificazione urbana, di cui se ne è parlato con Alessandro Ercoli (HPE Aruba System Engineer Manager), introducendo la tavola rotonda «Sport Arenas & Real estate» e a cui hanno testimoniato anche Angelo Giannuzzi (Project development officer del Fulham football club) che ha mostrato i dettagli innovativi dell’iniziativa del club inglese, Giuseppe Rizzello (Project manager Italy Asm Global), Paolo Scaroni (Presidente Ac Milan) e Joe Barone, consigliere delegato della Fiorentina.

Infine gli interventi di Michele Uva (vicepresidente della Uefa), Guy-Laurent Epstein (Direttore marketing Uefa) con il tema dal titolo “Challenges for european football in a changing media landscape”.
L’ultima tavola rotonda è stata moderata dal conduttore di Radio24 Giovanni Capuano e sono intervenuti Luigi De Siervo (Ad Lega Serie A), Giuliano Giorgetti (Senior content & digital advisor Fifa), Ludovica Mantovani (Presidente Divisione calcio femminile Figc), Andrea Cimbrico Responsabile Area Comunicazione FIR e Marzio Perrelli Executive Vice President Sport Sky Italia per dare il loro contributo all’argomento “Sports & New Consumption trends”.

Un prossimo importante appuntamento su questo tema ci sarà in occasione del Glocal Economic Forum ESG89 con il forum “Sport&Economy”. Relatori Adriano Galliani (Amministratore delegato Associazione Calcio Monza), Alessandra Gallone (Componente Commissione Vigilanza RAI), Domenico Ignozza (Presidente CONI Umbria) e Luigi Repace (Presidente del Comitato regionale umbro della FIGC). Per il programma completo e tutti i relatori invitati: www.esg89forum.it/glocal-2019/

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Infrastrutture e trasporti: la situazione degli aeroporti di Umbria e Marche

Gen 01, 1970

Aeroporti in crisi e opportunità perse

L’aeroporto San Francesco d’Assisi di Sant’Egidio (Perugia) registra una diminuzione significativa del traffico aereo, perdendo nel primo semestre del 2018 quasi diecimila transiti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (106.463 passeggeri contro 115.844, dati Assaeroporti).

Le criticità dell’aeroporto umbro sono ben note, in più si aggiungono diverse compagnie che hanno ridimensionato o cancellato il proprio nome dai tabelloni: Ryanair, Mistral Air, FlyMarche, FlyVolare, Cobrex, Aliblue Malta, Wizzair.

Secondo Sase i voli superstiti – basandosi sui dati in loro possesso oltre il mese di giugno – hanno contenuto le perdite.

Situazione non felice neppure per l’aeroporto Raffaello Sanzio (Ancona – Falconara): passeggeri in diminuzione del 6,9%  (47.778) nel primo semestre 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017.

Aerdorica, società che gestisce l’aeroporto marchigiano, sta affrontando un momento difficile: prima oggetto di una commissione regionale d’inchiesta che ha terminato i lavori il 25 luglio e che aveva il fine di “verificare l’efficienza, l’efficacia, l’economicità e capacità manageriali delle gestioni succedutesi nella conduzione dell’Aeroporto di Falconara”; poi il susseguirsi di indiscrezioni su nuovi investitori per la società partecipata dalla Regione Marche per rilevare l’80% delle quote.
Si aggiungono le tensioni sindacali per le condizioni di lavoro dei dipendenti.

Umbria e Marche sono quindi intrecciate anche per le non eccezionali gestioni degli aeroporti, veicolo di un turismo che per entrambe le regioni è sempre più vitale.

Il turismo in Umbria

Secondo i dati della Camera di Commercio di Milano il giro d’affari del turismo porta in Umbria 1,3 miliardi di euro, includendo nel computo  ristorazione, alberghi, tempo libero, sport, eventi, musica, shopping; la suddivisione territoriale è sbilanciata in favore della provincia di Perugia, che raccoglie più di un miliardo di introiti contro i 274 del ternano.

Un totale di 13.745 imprese: 7.338 del commercio; 853 strutture alberghiere; 4.646 della ristorazione; 123 di produzione cinematografica, video e televisiva; 256 agenzie di viaggio e 529 nel campo delle attività sportive, di intrattenimento e divertimento.

Il riscontro occupazionale è di 40.011 unità impiegate.

Sinergie

Durante la giornata conclusiva del Glocal Economic Forum Perugia 2018 si tratterà diffusamente del turismo in Umbria e Marche, strettamente legato anche all’arte ed alla cultura.

Il forum principale del 13 ottobre 2018 avrà infatti il titolo “Forum Turismo, Arte e Cultura: il territorio come vero brand – infrastrutture e strategie di marketing”.

Approfondimenti ulteriori saranno svolti nella cornice dell’intero Glocal Economic Forum Perugia 2018 dall’11 al 13 ottobre, il più importante incontro economico del Centro Italia fortemente voluto ed organizzato da ESG89 Group.

Glocal Economic Forum Perugia 2018: la società, l’economia, il valore dei territori
#GlocalForum2018

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Istat, agriturismi italiani in crescita

Gen 01, 1970

Secondo i dati Istat continua il trend di crescita degli agriturismi

Agriturismi in crescita per numero, per presenze e per valore economico: i dati Istat confermano il trend di crescita degli ultimi anni.

I numeri Istat:

  • 23.406 aziende agrituristiche autorizzate presenti nel 2017, 745 in più rispetto al 2016 (+3,3%): 2.121 nuove autorizzazioni, 1.376 cessazioni.
  • I comuni che ospitano le aziende agrituristiche sono aumentati di 27 unità, diventando 4.893 (+0,6%); 12,7 milioni le presenze dei clienti (+5,3%).
  • 1,36 miliardi di euro il valore economico del settore agrituristico nel 2017, in crescita del 6,7% rispetto all’anno precedente.

Differenziare la tipologia dell’agriturismo, questa la tendenza in corso: 225 aziende svolgono sia alloggio sia ristorazione, 10.757 offrono oltre all’alloggio altre attività agrituristiche e 1.987 propongono alloggio, ristorazione, degustazione e altre attività.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, Centro e Sud comprendono il 60,5% degli agriturismi con alloggio, il 56,3% con ristorazione, il 60,4% con degustazione e il 63,9% con altre attività; l’84,2% delle attività si trova in collina o montagna, il 15,8% in pianura.

Crescita più marcata al Centro con +6,3%, seguono Sud a +3,9% e Nord a +0,8%.

 

 

 

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