Le esportazioni degli ultimi 10 anni sono raddoppiate, mentre le imprese artigiane hanno perso 1000 lavoratori.
E’ proprio questo il quadro che emerge dai dati della Camera di Commercio, dove turismo ed export vanno alla grande, mentre la situazione dell’occupazione giovanile resta critica.
La provincia di Terni, che conta circa 225 mila abitanti, è caratterizzata da una bassa attitudine al lavoro imprenditoriale; c’è infatti una media di 9,9 imprese ogni 100 abitanti (per fare un paragone, la media di Perugia è di 11,1, Viterbo 12).

IL SETTORE EXPORT

Per quanto ci siano in media poche aziende, si è evidenziato il buon grado di apertura ai mercati esteri: Terni è infatti una delle province italiani con i migliori dati export; il dato è confermato anche sul lungo periodo: infatti, negli ultimi 10 anni, il valore dell’export è raddoppiato. Se vogliamo parlare di cifre, nel 2019 l’export aveva un valore pari a 430 milioni di euro, mentre nel 2019 è salito ad oltre 716 milioni. Da questi valori c’è comunque da tenere conto della crisi subita dal settore export nel biennio 2007-2009 dovuta al crollo delle esportazioni dei metalli  (nel 2007 si registrava un valore di oltre 690 milioni di euro). L’andamento è comunque da considerarsi estremamente positivo, superando quindi il valore del 2007.

TURISMO

E’ un settore che sembra promettere davvero bene quello turistico! I dati sono ovviamente molto inferiori rispetto ad altre zone della regione, da sempre considerate punti turistici, ma gli ultimi dati fanno sperare in un futuro roseo per la provincia ternana. Nel 2017 il post sisma ha penalizzato molto il settore turistico in tutta la regione ed in generale in tutte le zone colpite, ma nel 2018 (ultimi valori disponibili) c’è stata una buona ripresa, con 398.870 arrivi e 863.47 (il 9% in piu’ rispetto al 2017).

I primi mesi del 2019 sembrano confermare questo trend positivo e lo svilupparsi ulteriormente porterebbe alla creazione di nuovi posti di lavoro per i giovani, che da sempre qui si scontrano con un mercato molto stagnante.

LAVORO

Il settore del lavoro, soprattutto quello giovanile, risulta infatti particolarmente critico in tutta la provincia.
Facendo un raffronto con il 2009, la disoccupazione era pari al 7,3% e quella giovanile al 21,3%, mentre nel 2018 il tasso è stato pari al 9,8% e quello giovanile al 28,7%.

Il problema principale è il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro.
Le figure più richieste sono cuochi, camerieri, conduttori di mezzi di trasporto, e personale nei servizi di pulizia. Per quanto riguarda le imprese femminili, i dati rispetto a 10 anni fa sono rimasti piu’ o meno costanti (5.892 contro 5.806 del 2019, su un numero totale di imprese registrate in provincia di 27.007).

Il 50% delle impresi femminili lavorano nel settore del commercio e dell’agricoltura.
Infine, le imprese straniere in provincia sono pari a 2.583, contro 1.811 di dieci anni fa.

Il presidente dell’Ente Camerale Giuseppe Flamini commenta così i valori: «Il nostro osservatorio registra  che in dieci anni il numero complessivo delle imprese non si è modificato. Ciò che si è modificata è la struttura del sistema economico locale, a partire dal valore aggiunto prodotto dalle imprese, per continuare con forme di imprenditoria diverse rispetto a dieci anni fa. Oggi credo che la salvaguardia della territorialità e dei suoi valori specifici debba essere la nuova chiave di sviluppo per il sostegno dell’economia locale.».

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Source: MEDIAPRESS CE
Economia Terni: bene export e turismo, male l’occupazione giovanile

Attrattività per il business globale: Italia 40esima nella classifica BDO Italia

Gen 01, 1970

La classifica stilata per l’ International Business Compass 2018 vede il nostro Paese retrocedere di cinque posizioni rispetto al precedente studio.

La classifica stilata per l’ International Business Compass 2018 vede il nostro Paese retrocedere di cinque posizioni rispetto al precedente anno.

L’indice di BDO Italia sull’ attrattività imprenditoriale a livello globale ha lo scopo di fotografare la situazione di sviluppo della società e del business analizzando i dati di Stato in Stato.

Il risultato del recente studio mostra l’Italia in discesa, superata da Lituania, Bahrain, Lettonia, Ungheria e Slovacchia.

In particolare il dato di attrattività generale, che si attesta a 62,36, è quello che ha determinato lo svantaggio italiano rispetto agli Stati sopracitati, mentre si attesta positivo il singolo indicatore delle condizioni economiche che permette all’Italia di balzare dal 51° al 45° posto nella relativa classifica con 56,35.

Male invece per il settore socio-culturale, in cui il nostro Paese perde ben sei posizioni rispetto allo scorso anno, sebbene il punteggio si discosti di poco dal precedente, con 59,43 punti.

Tuttavia, anche se gli altri Stati hanno fatto meglio di noi in queste categorie, è bene segnalare che l’Italia è 25^ nella classifica per attrattività come luogo di produzione e 19^ come mercato finale all’interno dei Paesi OCSE.

Simone Del Bianco, Managing Partner di BDO Italia, ha commentato così la situazione della penisola:

«La situazione del nostro Paese non peggiora, ma purtroppo neppure migliora.  Nell’ambito dei paesi OCSE, Spagna e Turchia fanno meglio di noi a livello economico, pur essendo tra i pochi piazzati peggio di noi nella classifica assoluta. È segno che ancora molto c’è da fare per rendere l’Italia una meta attrattiva per il business internazionale, sia a livello politico-normativo, sia a livello economico. Il lato positivo della medaglia è che ci sono per il Belpaese ampi margini di miglioramento e grandi opportunità da cogliere». 

Guardiana del primato per la produttività è ancora l’Olanda, mentre il primo posto sul mercato commerciale è stato conquistato dalla Svizzera.

L’Europa, comunque, si prende ben sei delle dieci posizioni in classifica, pur considerando la perdita di terreno da parte della Germania, 12^, e del Belgio, 17°. A sorpresa anche il salto dell’Irlanda, che dal 7° va al 5° posto, in virtù della recente diminuzione del tasso di disoccupazione e di un favorevole rapporto deficit-PIL.

Restando in tema di crescita economica, di rilevante impatto sarà il Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018, del quale programma segnaliamo di seguito.

11 ottobre, ore 09.30 – 13.00

Forum Inaugurale: La società, l’economia, il valore dei territori

11 ottobre, ore 14.30 – 18.00

Forum Economia: L’Umbria dei territori, le Marche, l’Italia

12 ottobre, ore 09.30 – 13.00

Forum Approfondimento: ANNUARIO ECONOMICO Umbria e Marche (a cura di ESG89 Group)

12 ottobre, ore 14.30 – 18.00

Forum Economia: Umbria e Marche, opportunità per lo sviluppo del territorio

13 ottobre, ore 09.30 – 13.00

Forum Turismo, Arte e Cultura: il territorio come vero brand – infrastrutture e strategie di marketing

 

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Attrattività per il business globale: Italia 40esima nella classifica BDO Italia

Marche, la redditività delle imprese cresce ma gli investimenti sono in stallo

Gen 01, 1970

Daniela Barbaresi: «Preoccupante il dato che emerge dal rapporto annuale di Banca d’Italia sull’economia delle Marche»

Daniela Barbaresi – segretaria generale CGIL Marche – commenta così il dato che vede le imprese marchigiane aumentare la redditività a livelli vicini a quelli pre-crisi, ma mantenere stabili gli investimenti.

Durante l’incontro con Giovanni Giorgetti – CEO e fondatore di ESG89 Group – si è parlato molto di come far ripartire l’economia marchigiana, unica del Centro Italia con segno meno per quanto riguarda la variazione del PIL nel biennio 2015-2016 (Rapporto Annuale Istat 2018).

Alla base delle valutazioni ci sono, come sempre, i dati: occupazione e questione salariale sono argomenti affrontati a partire dalle elaborazioni di IRES Marche sui dati INPS 2016.

Occupazione

Dopo diversi anni cresce di nuovo l’occupazione marchigiana che vede impiegati nel 2016 394 mila lavoratori dipendenti privati con un incremento dell1,5% rispetto all’anno precedente.

Notizia non completamente positiva, dato che la crescita è inferiore sia rispetto alla media nazionale (+1,6%) che a quella delle regioni del Centro (+1,8%); se si confrontano i numeri dell’occupazione 2016 con quella del 2008 il saldo è ancora negativo: -41 mila unità, corrispondente ad una flessione percentuale del 9,5% (media nazionale -1,1%, media Centro +1,5%).

Pesa anche il dato sulle tipologie di contratto di lavoro, che vede un incremento annuale dei precari del 17,4% ed una diminuzione dell’1,6% dei lavoratori a tempo indeterminato; nello specifico si rileva un -2,2% di contatti a tempo pieno e indeterminato rispetto al 2016 , che diventa -20% se rapportato al 2008 (-55 mila unità).

In una regione in cui la componente manifatturiera è sempre stata forte si nota quindi un deterioramento di qualità e quantità del lavoro.

Questione Salariale

Nel 2016 le retribuzioni lorde annue nominali nelle Marche sono di 19.422 euro, con un incremento del 2,1% rispetto al 2015 ed in linea con la media nazionale, ma inferiore a quella del Centro (+2,5%); nel 2017 scendono a circa 18.800 euro lordi.

Dati regionali inferiori sia rispetto alla media nazionale (-2.368 euro) che a quella del Centro Italia (-1.767 euro), situazione che si ripete anche per le medie provinciali.

Grande la disparità salariale tra i generi: 7.129 euro in meno per le donne (-31,6%), dovuta solo in parte alla più forte incidenza dei contratti precari e a tempo parziale per le lavoratrici.

I giovani al di sotto dei 29 anni percepiscono 11.690 euro lordi annui che scendono a 7.297 euro lordi annui per i part-time e 7.300 euro lordi annui per i precari.

Livelli salariali molto bassi e diseguali che testimoniano come avere un lavoro non mette più al riparo dal rischio poverà, soprattutto quando si tratta di famiglie monoreddito o con figli minori.

La questione salariale è importante sia a breve termine per incentivare il consumo interno, sia a medio e lungo termine per garantire pensioni adeguate ed una maggior tenuta del sistema statale di welfare.

Discontinuità lavorativa e part time involontario non valorizzano il lavoro, non consentono la crescita né del dipendente, né dell’impresa che lo assume. E di conseguenza neanche della società.

«Per ripartire serve il Sistema Paese»

Queste le parole di Daniela Barbaresi, prima donna a ricoprire la carica di segretario generale CGIL nelle Marche.

Il sistema è composto dalle sigle dei sindacati dei lavoratori, dalle associazioni di categoria datoriali, dalle istituzioni e serve una visione strategica che non miri solo al breve termine, ma che possa dare una prospettiva di lungo periodo alla ripartenza economica.

«La crisi economica ha determinato un calo di rappresentatività delle associazioni datoriali – continua Barbaresi – mentre l’approccio orientato a soddisfare le necessità della persona a 360 gradi anche al di fuori del rapporto di lavoro ha dato un riscontro positivo  a CGIL Marche. Gli utenti dei CAAF sono arrivati a 200 mila, secondi solo all’Emilia Romagna; cresciuti anche gli iscritti al sindacato».

È necessario quindi un maggiore dialogo, sia tra i protagonisti della vita economica del territorio che tra essi e le istituzioni che non possono restare sorde a proposte e sinergie.

Prospettive

Daniela Barbaresi  afferma che per una ripresa economica, soprattutto in zone colpite da eventi catastrofici come il sisma, sono importanti le Aree Interne del Paese con una razionale organizzazione di trasporti, servizi e poli formativi.
Ripartire dall’esistente senza però fossilizzarsi su localismi anacronistici.

Giovanni Giorgetti, in chiusura, auspica una collaborazione tra Umbria e Marche che serva a fare massa critica portando il peso economico e politico di circa tre milioni di abitanti e 60 miliardi di PIL; la sinergia non si deve ridurre alla collaborazione economica tra imprese, ma coinvolgere anche le università per offrire percorsi formativi coordinati  e di eccellenza.

Il primo passo

La prima occasione per concretizzare la necessità di far ripartire l’economia e la società di Umbria e Marche è offerta da ESG89 Group dall’11 al 13 ottobre: il Glocal Economic Forum Perugia 2018 è il primo passo per rimettere al centro la società, l’economia e il valore dei territori.

#GlocalForum2018

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Marche, la redditività delle imprese cresce ma gli investimenti sono in stallo

Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018: a Foligno, a un mese dal via, i nomi e i numeri del più grande incontro economico del Centro Italia

Dic 09, 2018

Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018 : la presentazione del programma nella conferenza stampa a Palazzo Trinci a Foligno

«Foligno cerniera tra Umbria e Marche per cogliere insieme le opportunità che verranno messe in luce dal Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018»

Le parole di Paolo Bazzica (Presidente della Sezione Territoriale di Foligno di Confindustria Umbria) individuano per Foligno un ruolo chiave per il Bilaterale Umbria – Marche del Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018.

Il 12 settembre alle ore 17.30, nella cornice di Palazzo Trinci nel centro di Foligno, Giovanni Giorgetti – CEO di ESG89 Group e ideatore della kermesse – discuterà dell’imminente Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018 e della sua unicità nel panorama degli incontri economici del Centro Italia con Paolo Bazzica (Bazzica Group), Gianluca Pesarini (Presidente Confindustria Macerata) e Nando Mismetti (Sindaco di Foligno e Presidente della Provincia di Perugia).

La società, l’economia, il valore dei territori: questo il tema della tre giorni perugina in programma dall’11 al 13 ottobre prossimi.

Durante la conferenza stampa si parlerà anche del ruolo di Foligno che, come afferma il Sindaco Nando Mismetti, si trova «in posizione privilegiata sulla scia delle nuove infrastrutture che aprono opportunità di sinergie ». Per Mismetti è necessario guardare avanti, insieme alle Marche, per quanto riguarda turismo e sviluppo economico.

«Forte è l’impegno per rilanciare le aree del cratere, per andare oltre la ricostruzione e per portare sviluppo economico. Bisogna sì pensare a ricostruire – afferma il Presidente di Confindustria Macerata Gianluca Pesarini – ma anche a creare lavoro e opportunità; pensiero coerente con il tema del Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018».

Andrea Cardoni, docente presso l’Università di Perugia, invita le due regioni all’integrazione delle conoscenze tra le imprese dei nostri territori. «La forza imprenditoriale delle nostre imprese – ha dichiarato Cardoni –  si sta affievolendo senza una adeguata managerialità. Integrare cultura imprenditoriale e manageriale, tuttavia, non è affatto facile. Il  tema strategico da affrontare non riguarda il se, ma il come realizzare questa integrazione».

Fondamentale per la realizzazione di tale scopo è sviluppare delle connessioni efficaci: questo il pensiero di Luca Ferrucci (Università di Perugia) secondo il quale «Umbria e Marche sono geograficamente e storicamente realtà “vicine”, ma soprattutto possono costituire un’area di grandi potenzialità, in termini sociali, culturali ed economici, grazie al potenziamento di connessioni non solo di infrastrutture fisiche, ma anche di altra natura, quali le connessioni, economiche e turistiche».

Cos’è il Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018?

Nella cornice di un’economia nazionale che – unico caso tra i Paesi del G7 – vede rallentare la crescita del PIL (+0,2% nel secondo trimestre 2018, dati OCSE), operano imprenditori e manager che fanno la differenza in condizioni estremamente svantaggiose.
Loro sono i protagonisti del Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018, organizzato da ESG89 Group, che si terrà a Perugia dall’11 al 13 ottobre presso il Deco Hotel.

I nomi dell’industria che conta si alterneranno a professionisti, giornalisti, accademici, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria.
La grande attenzione sulle sinergie tra protagonisti della realtà economica del Paese si concretizza in tre giorni di incontri, confronti, approfondimenti e momenti formativi il cui tema sarà la società, l’economia, il valore dei territori.

Hashtag di riferimento #GlocalForum2018

Programma completo GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 : www.cuoreeconomico.it

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Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018: a Foligno, a un mese dal via, i nomi e i numeri del più grande incontro economico del Centro Italia

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