Distretti in crisi: il calzaturiero delle Marche

Gen 01, 1970 by gef in  Uncategorized

Lo storico distretto calzaturiero delle Marche danneggiato dalla situazione internazionale

Non solo la contrazione del PIL regionale e le conseguenze del sisma del 2016, ad aggravare l’andamento economico del settore calzaturiero marchigiano concorre anche la situazione internazionale.

Tensioni UE-Russia

L’embargo dell’Unione Europea nei confronti della Russia e le rispettive controsanzioni hanno determinato una flessione dell’export italiano; l’Italia è infatti il secondo partner  russo per import-export in Europa, sesto nel mondo.

L’embargo, deciso nel marzo 2014 in seguito alla crisi di Crimea, nel suo contenuto economico ha quindi influito fortemente sulle esportazioni italiane e specificamente ha colpito il settore calzaturiero che vedeva nella Russia un importante sbocco commerciale.

I dati

Nel 2013 l’export verso la Russia era valutato da Eurostat a 10,77 miliardi di euro, nel 2016 – in regime di embargo e in pieno vigore delle ritorsioni economiche russe –  è sceso a 6,69 miliardi di euro.

Nel 2017 si è registrata una ripresa fino a quasi 8 miliardi di euro, ma la causa va cercata all’interno dell’economia russa.

Il Cremlino dipende fortemente dagli idrocarburi per le entrate in valuta pregiata , essendo l’economia russa basata sulle materie prime – soprattutto gas e petroliio – che pesano per circa il 70% sul PIL (stime Carnegie Endowment).

Nel 2017 c’è stata un leggera ripresa dopo due anni di recessione durante i quali il PIL è diminuito del 3%, recessione causata appunto dalla discesa del prezzo del petrolio da cui dipende anche l’andamento del gas.

Il rublo debole resta quindi la causa fondamentale della flessione delle esportazioni.

Prospettive geopolitiche

Oltre alle controsanzioni economiche, la Russia si è attivata anche politicamente per creare un’organizzazione sovranazionale da contrapporre all’Unione Europea: l’Unione Economica Eurasiatica.

Con essa ne fanno parte Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kyrgyzstan e lo scopo va oltre la cooperazione economica: si punta all’enfatizzazione del sentimento nazionalista, contrapponendosi quindi anche ideologicamente all’Unione Europea.

La situazione non sembra di prossima risoluzione.

Tensioni globali, ricadute locali

Questo lo scenario internazionale dietro alla crisi che sta vivendo il distretto calzaturiero delle Marche.

Il mercato russo è fondamentale per molte imprese marchigiane del settore, alcune sono fallite ed altre stanno soffrendo pesantemente anche a causa della stagnazione di domanda interna.

La struttura stessa delle aziende marchigiane le espone di più a questo genere di contrazioni: sono infatti piccole e medie imprese con lavorazioni semiartigianali.
E a cascata ne risente tutta la filiera economica.

In dieci anni le imprese del distretto sono scese da 2.064 a 1.544 e gli occupati da 23 mila a 20 mila; soltanto nel primo semestre 2018 si sono persi 1.255 posti di lavoro in seguito alla chiusura di 91 imprese.

La richiesta dello stato di crisi industriale per il distretto calzaturiero fermano-maceratese è sul tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico, ma si deve andare oltre a misure che – seppur necessarie – non risolvono definitivamente il problema.

Come ha affermato l’assessore Manuela Bora – tra gli speaker invitati al Glocal Economic Forum ESG89 Perugia 2018 – è necessario puntare su innovazione e internazionalizzazione.

ESG89 Group si è assunto il compito di cominciare ad agire concretamente per una ripresa strutturale e ha organizzato un incontro economico unico nel suo genere nel Centro Italia, incentrandolo sul tema: la società, l’economia, il valore dei territori.

Il Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018 è il bilaterale tra i protagonisti di Umbria e Marche che, dall’’11 al 13 ottobre, si incontreranno per creare le sinergie necessarie ad un rinascimento economico, culturale e sociale di due regioni accomunate da valori, interessi e tessuto imprenditoriale.

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Source: MEDIAPRESS CE
Distretti in crisi: il calzaturiero delle Marche

Umbria e Marche unite per risolvere la crisi Ex Merloni

Gen 01, 1970

L’incontro tra le due Regioni tenutosi ad Ancona ha portato all’elaborazione di una proposta da inoltrare al Governo

Le Giunte Regionali di Umbria e Marche hanno formulato una richiesta per trasformare l’ Ex Merloni in area di crisi complessa, al fine di ottenere una flessibilità maggiore nel reperimento e uso delle risorse finanziarie e un’estensione degli ammortizzatori sociali.

Un intervento necessario, se si vuole reindustrializzare il comprensorio appennino umbro-marchigiano e rilanciare le imprese del binomio.

Al tavolo hanno preso parte anche le principali associazioni imprenditoriali e i sindacati dei lavoratori di Umbria e Marche, favorevoli al progetto proposto dalle Giunte.

Fabio Paparelli e Manuela Bora,assessori allo sviluppo economico della Regione Umbria, hanno così sintetizzato la natura della proposta: «Il passaggio dall’accordo di programma al riconoscimento di area di crisi complessa significa un cambio di passo radicale per lo sviluppo di questi territori; significa passare da un intervento prima indirizzato al sistema industriale in crisi verso un piano che riguarda la riqualificazione e reindustrializzazione di tutto il territorio interessato».

Sviluppo dei territori auspicato anche in vista del Bilaterale Umbria-Marche dell’11, 12 e 13 ottobre organizzato da ESG89, al quale l’assessore Bora è invitata a partecipare come Speaker.

Programma completo del Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018

 

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Quadrilatero Umbria-Marche: l’ok agli ultimi lavori per la Foligno-Civitanova

Mar 10, 2018

La Giunta Regionale delle Marche ha approvato il progetto per il completamento della direttrice

Si attende ora l’ok dal Ministero Infrastrutture e Trasporti

L’intervento avrà un costo complessivo di 11 milioni di euro, e rientra tra i lavori previsti per ultimare la Quadrilatero Umbria-Marche. In particolare, durante la prossima assemblea decisiva a Roma, si parlerà dell’allaccio tra le Statali 77 e 16 di Civitanova Marche e la relativa conformità urbanistica del progetto, che prevede la realizzazione di due rotatorie.

Come ha tenuto a precisare Anna Casini, assessore all’Urbanistica della Regione Marche, «Il collegamento interregionale è stato realizzato, manca ancora l’adeguamento del tratto finale cittadino per razionalizzare il flusso del traffico generato dalla nuova arteria».

Intanto, verranno trasferiti da Anas alla Regione Umbria quasi 46 chilometri di strada, tre ex statali finora di competenza di Anas: 318 e Nsa 291 di Valfabbrica e 77 della Val di Chienti. Questi tratti fanno parte delle nuove direttrici Perugia-Ancona e Foligno- Civitanova Marche realizzate nell’ambito del progetto Quadrilatero.

«Acquisiamo nuovi tratti stradali da gestire – afferma l’assessore alle Infrastrutture della Regione Umbria, Giuseppe Chianella – mentre una parte rilevante della rete passa sotto l’esercizio di Anas. Ci aspettiamo vantaggi sia in termini di accessibilità e collegamenti sia di miglioramento continuo della qualità dei servizi e della sicurezza delle infrastrutture, con l’auspicio di poter disporre di maggiori risorse per intervenire sulle criticità della rete viaria e che si ponga fine a una situazione che, da anni, vede la Regione lasciata da sola a garantire finanziamenti alle Province per interventi di manutenzione e di urgenza sulle strade regionali».

 

 

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Porto di Ancona premiato con le Stelle Blu per lo sviluppo sostenibile

Gen 01, 1970

Lo scalo dorico è tra i primi cinque a livello nazionale per sviluppo sostenibile

A conferire il titolo, la Leonardo Multimedia in collaborazione con Cobat-Consorzio Nazionale raccolta e riciclo

Il porto di Ancona può vantare due stelle in più sulla bandiera europea issata nello scalo. Si tratta delle “Stelle Blu del Mediterraneo”, riconoscimento per la sostenibilità energetica e ambientale del sistema portuale.

Il monitoraggio, effettuato da Cobat, si basa su diversi parametri di carattere ambientale e sostenibile. Tra questi, il risparmio energetico, la raccolta dei rifiuti (specie la differenziata) e l’accessibilità delle strutture alle persone diversamente abili.

Il premio è stato consegnato in occasione dell’evento “Stelle Blu del Mediterraneo” e ritirato dal presidente dell’Autorità di sistema portuale di Ancona, Rodolfo Giampieri.

«Tante le azioni e i progetti che abbiamo portato a termine – ha dichiarato Giampieri-, ma siamo consapevoli che c’è ancora molto da fare. Un lavoro che stiamo perseguendo insieme a tutto i soggetti istituzionali ed economici che costruiscono ogni giorno il successo del porto di Ancona, nel rispetto della crescente sensibilità al tema da parte della comunità».

Sono ad esempio stati risparmiati ben 11 mila chilometri di percorrenza all’interno delle aree del porto, grazie allo spostamento dei Tir allo scalo Mariotti.

Il porto di Ancona condivide il riconoscimento delle due stelle blu con altri quattro porti: Villasimius (Cagliari), Marina di Loano (Savona),Marina di Ravenna e Marina di Portisco (Olbia-Tempio).

 

 

 

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Porto di Ancona premiato con le Stelle Blu per lo sviluppo sostenibile

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