Chi sono i più ricchi di Umbria e Marche? Due imprenditori del fashion, una delle ‘F’ che fa grande il made in Italy nel mondo (fonte Forbes). E’ chiaro che si tratta di una ricchezza ‘virtuale e finanziaria’ perché basata perlopiù sulla capitalizzazione attuale di Borsa.
Cucinelli (5° nella classifica per fatturato in Umbria) e Della Valle (2° nella classifica per fatturato nelle Marche) risultano essere sempre più ricchi e sempre più in alto tra i ricchi del pianeta e anche in Italia. Il patrimonio personale di Brunello Cucinelli viene valutato quest’anno in 1,6 miliardi di dollari piazzandosi 24 esimo. Della Valle con 1,4 miliardi è invece 29esimo in Italia. In vetta si conferma la dinastia Ferrero (non quotata in Borsa) con Giovanni Ferrero a 22,4 miliardi!

La domanda viene spontanea: cosa fare con tutta questa massa di valore?
L’imprenditore ‘umanista’ Cucinelli e l’imprenditore che crede nella ‘Italian atmosphere’ Della Valle hanno le proprie aziende nel cuore di 2 regioni amabili e al contempo tutte da scoprire.
L’Umbria e le Marche sono la concreta testimonianza imprenditoriale del saper fare, della tempra caratteriale e della capacità di valorizzare il territorio. ESG89 Group ha da qualche anno intrapreso il percorso dell’analisi economica dei due territori per facilitarne la contaminazione interna ed esterna con gli operatori economici ed istituzionali italiani e internazionali. E vedere che nelle top 30 d’Italia insistono due imprenditori così rilevanti significa che è possibile creare i presupposti per un rinnovato sviluppo fondato anche sul ‘valore del territorio’.
A tal proposito da citare il The Best Economic Forum ESG89, prestigioso appuntamento ideato da ESG89 Group giunto alla nona edizione che presenterà, come di consueto, le analisi e gli approfondimenti sulle migliori performance imprenditoriali delle regioni di Umbria e Marche. Il 10 maggio 2019 sarà, infatti, il giorno dedicato alla conoscenza delle società più performanti invitate a confrontarsi in un contesto partecipativo aperto a tutti gli attori del panorama economico nazionale e internazionale. Il Forum si terrà a Fabriano presso il Resort Il Marchese del Grillo e si concentrerà su tre temi strategici:

1) Infrastrutture materiali e immateriali;
2) Importanza della sub-fornitura della meccanica e le strategie per offrire i propri talenti a livello globale;
3) Start-up e Best Companies, a confronto i nuovi imprenditori con quelli di successo per superare gli ostacoli dei primi anni di vita dell’impresa.

Ed inoltre, come asse portante della kermesse, il tema centrale del ‘territorio’ come asset vincente per gli imprenditori contemporanei.
Tradotto in numeri, ESG89 Group sta predisponendo una esclusiva giornata di lavori e dibattiti con 2 forum plenari (mattina e pomeriggio) e 4 workshop di approfondimento.

 

 

The Best Umbria e Marche in programma il 10 maggio 2019

(Fonte: IoConosco.it, IoValuto.it)___________________________________________________________________________________________________

Maggiori informazioni sull’ Annuario Economico Umbria-Marche 2019-2020

Programma 2019 Forum ESG89

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Cucinelli e Della Valle, ricche bandiere di due regioni ancora da scoprire

Turchia, analisi di un mercato a rischio

Giu 07, 2018

La situazione turca

Con il continuo deprezzamento della lira turca aumenta il rischio commerciale

Il deprezzamento della lira turca, unito alla situazione politica molto critica della Turchia sia a livello interno che internazionale, ha diminuito le importazioni e aumentato il rischio per i pagamenti.

Atradius, tra i leader mondiali nel settore dell’assicurazione dei crediti commerciali, cauzioni e recupero crediti in Italia ed all’estero, fornisce dati e analisi per meglio comprendere la congiuntura economica turca.

Dopo la breve crisi economica del 2016 dovuta al tentativo di colpo di stato, si è verificata un’impennata spinta da riduzione della tassazione, incentivi economici per l’impiego e misure di supporto al credito il cui esito è stato un incremento del PIL reale del 7,4% nel 2017 (media mondiale 3,8%).

Nel 2018 la situazione è però cambiata: l’inflazione complessiva a maggio è del 12,15%, decisamente più alta dell’obiettivo della banca centrale del 5%, le previsioni per il 2018 di Oxford Economics relative al PIL reale della Turchia sono del 4%, quasi la metà rispetto all’anno precedente e difficilmente – data la situazione socioeconomica e le relazioni internazionali –  si registrerà una crescita reale più alta.

La graduale sistemazione di un’economia nazionale così instabile richiede politiche monetarie e fiscali coordinate e bilanciate, ma fino ad ora si è visto un pericoloso mix di politiche monetarie aggressive della banca centrale che rincorrono gli eccessivi incentivi fiscali del governo cercando di compensare.

L’economia della Turchia dipende molto dai flussi di capitale in entrata a causa del suo basso indice di risparmio; questi flussi sono principalmente a breve termine e volatili.

Essendo la Turchia un forte importatore di petrolio, l’aumento dei prezzi aumenterà ulteriormente il deficit di bilancio che si stima crescere fino al 7,1% del PIL nel 2018.

Scambi commerciali

L’Unione Europea ha la più grossa fetta delle importazioni turche (circa 37%) e per questo potrebbe essere la più danneggiata dalla situazione attuale.
La Turchia potrebbe infatti spostare la sua domanda verso mercati più convenienti come Cina, Russia e Medio Oriente; questa previsione è avvalorata dagli sviluppo della diplomazia turca che sta guardando verso oriente, anche considerando che le trattative per un sempre più improbabile ingresso della Turchia nell’Unione Europea sono bloccate.

Rischio del credito in aumento

Oltre al previsto calo dell’import dall’Unione Europea preoccupa anche l’affidabilità delle imprese turche: il debito estero, seppur alto, è considerato sostenibile dal Fondo Monetario Internazionale ed è principalmente verso il settore privato.

Il debito estero è di oltre il 200% delle esportazioni di beni e servizi, suscettibile di interessi, rollover e rischi del tasso di cambio; il Fondo Monetario Internazionale stima che, in caso di deprezzamento reale della lira turca del 30%, il debito supererebbe l’80% del PIL nel 2023.

Nel prossimo articolo del Mediapress Cuore Economico verranno trattati i singoli settori produttivi.

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Turchia, analisi di un mercato a rischio

Al Maker Faire di Roma il meglio delle Startup Umbre

Gen 01, 1970
ANCHE ESG89 AL MAKER FAIRE DI ROMA
INNOVAZIONE E TECNOLOGIA COME VOLANO PER LO SVILUPPO ECONOMICO DEL PAESE

Si è conclusa domenica la settima edizione di Maker Faire Rome – The European Edition, che ha trasformato Roma in un vero e proprio parco per l’innovazione.
Maker Faire è la più grande fiera internazionale incentrata sul mondo dell’innovazione tecnologica, invenzioni, creatività ed inventiva.
Ogni anno maker e appassionati di ogni età e background si incontrano per presentare i propri progetti e condividere le proprie conoscenze e scoperte.
Tutto è nato in California, a San Mateo nel 2006, neanche un anno dopo la pubblicazione del primo numero di “Make: Magazine”, la rivista di riferimento per tutti i #makers.

MAKER FAIRE ROME – THE EUROPEAN EDITION è stata organizzata dalla Camera di Commercio di Roma con l’obiettivo di favorire la diffusione della cultura dell’innovazione ed è la più grande Maker Faire al di fuori degli Stati Uniti.
ESG89 ha partecipato come portavoce del mondo imprenditoriale umbro scoprendo molte realtà che spaziano dalla circular economy alla robotica. Abbiamo incontrato il team di Weedea che ha sviluppato il sistema Secure Shelter, per il monitoraggio statico dei beni storici e applicabile anche alle infrastrutture, basato su sensori di accelerazione e l’elaborazione dei dati attraverso l’Intelligenza artificiale.
C’era anche Albicchiere, che nel 2018 ha vinto il premio come startup più innovativa del mondo nella categoria Home & Lifestyle, rivoluzionando il modo di bere vino. I fondatori Massimo Mearini e Diego Pepini hanno scelto di fare innovazione in un settore tradizionale come quello del vino riuscendo ad offrire un prodotto che consentisse di migliorare l’esperienza degli utenti durante l’acquisto e il consumo di vino.

Resta aggiornato anche sul programma del Glocal Economic Forum ESG89 che farà da ponte tra le Start-up e le aziende senior di Umbria e Marche

Secondo il Ministro all’Istruzione Lorenzo Fioramonti, in visita a Maker Faire 2019, «Stiamo scoprendo nuovi modi di produrre ad alto contenuto tecnologico,lì dove ce n’è bisogno, in modo sostenibile, intelligente e creativo. L’obiettivo è anche un rilancio di un artigianato di nuova generazione per il quale qui in Italia possiamo essere pionieri nel mondo», spiega.

È forse questa la chiave di volta dal quale far ripartire l’economia del nostro paese?

I recenti dati del Ministero dello Sviluppo Economico parlano chiaro del resto: al termine del terzo trimestre 2019 si è registrata una ulteriore crescita delle startup innovative rispetto al trimestre precedente (+1.8%).
La crescita delle startup innovative genera un indotto positivo anche sotto il profilo occupazionale impiegando a fine giugno 14.584 persone – 213 persone in più rispetto a fine marzo 2019. Inoltre, rispetto alle altre nuove società di capitali, le startup innovative si contraddistinguono per compagini societarie più ampie – in media ogni startup ha 4.6 soci contro i 2.1 riscontrati tra le altre nuove imprese.
Analizzando gli indicatori economici e finanziari delle startup relativi al 2018 si registra un valore della produzione medio crescente rispetto all’anno precedente pari a 187.000 euro – questo dato rappresenta quello che l’impresa ha materialmente prodotto durante l’esercizio.
Un altro parametro da tenere in considerazione è la percentuale delle immobilizzazioni espresse in percentuale sull’attivo patrimoniale netto – anche qui le startup italiane presentano valori positivi a confronto con le nuove società di capitali. In questo trimestre il rapporto è pari al 23.8%, circa più di 6 volte superiore rispetto al rapporto medio registrato per le altre nuove società, pari al 3.6%. Infine, considerando indicatori di redditività come ROI e ROE in riferimento alle startup con utile, si registrano indici sensibilmente migliori rispetto a quelli fatti riportare dalle altre società di capitali. Oltre al ROE e al ROI, tra gli indici di redditività troviamo anche il valore aggiunto che di fatto esprime l’impatto di ogni startup sull’economia – per ogni euro di produzione le startup innovative in utile riescono a generare in media 38 centesimi di valore aggiunto rispetto ai 29 delle altre società.
Facendo una classifica per distribuzione e densità regionale sul numero di startup innovative nel terzo trimestre vediamo in vetta Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna e solo al sedicesimo posto l’Umbria con 196 startup pari all’1.85% sul totale nazionale. Non è un dato rassicurante se comparato alle principali regioni che trainano l’economia nazionale ma rappresenta comunque un segnale di cambiamento.

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Al Maker Faire di Roma il meglio delle Startup Umbre

Turismo a Perugia: il bilancio di Federalberghi

Gen 01, 1970

Finita la stagione turistica, è tempo di bilancio

 

Il 2 ottobre, nella sede di Confcommercio di Perugia, verranno presentati da Federalberghi i dati di bilancio sul Turismo della provincia di Perugia per il 2018.

A dirigere i lavori il presidente di Federalbergi Umbria, Vincenzo Bianconi, e il presidente di Federalbergi di Perugia, Simone Fittuccia.

Durante l’incontro si parlerà anche delle prospettive future del settore, in particolare del lancio di due nuovi bandi di incentivazione per quanto riguarda le proposte dedicate alle famiglie e alll’organizzazione dei matrimoni in Umbria.

Nella terza giornata del Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018 si farà leva proprio sul tema del turismo e del territorio come brand, affrontandolo sempre nell’ottica di un confronto bilaterale di Umbria e Marche.

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Turismo a Perugia: il bilancio di Federalberghi

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