Con la pandemia Covid-19, le casse aziendali sono spesso paragonabili ad un secchio bucato, dal quale la finanza continua a defluire ma non più ad entrare per mancanza di fatturato ed incassi.

Se il secchio si vuoterà del tutto l’impresa rischierà di non poter più ripartire e con questa consapevolezza imprese e consulenti sono lanciati in una corsa contro il tempo per richiedere finanziamenti alle banche.

Arriveranno in tempo e con adeguato importo per salvare le imprese?

Riscontriamo l’ennesima dimostrazione pratica di un principio di buona gestione aziendale a me professionalmente caro: le imprese che avevano ben curato pianificazione finanziaria e rating bancario sono le ultime ad avere bisogno di finanziamenti e le prime a cui saranno profusamente resi disponibili. Quelle strategicamente meno organizzate e patrimonialmente più fragili rischiano di subire dolorosamente la differenza tra lo sbandierato bazooka di liquidità e ciò che riceveranno effettivamente e in tempo utile.

E’ giusto riconoscere il notevole sforzo che nella maggioranza dei casi il personale bancario ha profuso nell’assistenza alle imprese. Osserviamo però che, specie oltre i 25.000 euro di finanziamento, la garanzia pubblica non solleva il sistema bancario dalla consueta e sempre più complessa attività istruttoria di valutazione del merito creditizio e concessione del fido; procedure che conformandosi ad obblighi sovranazionali, difficilmente potranno essere stravolte in breve tempo.

Cosa fare allora? Opportuno lo sforzo di imprese e di tutti coloro che le assistono per ben conoscere ed adottare adeguate tecniche professionali nella richiesta di finanziamenti, tenendo debitamente conto dei punti chiave e della documentazione da produrre che possono determinare la concessione o il diniego della richiesta.

Nella valutazione dei finanziamenti occorre poi porre attenzione affinché le garanzie pubbliche di cui le imprese possono usufruire non siano rivolte quasi esclusivamente a ridurre i rischi della banca sui finanziamenti concessi “ante-Covid” (possibilità concessa dalla normativa) piuttosto che dare nuovo ossigeno alle imprese stesse.

Al fine di agevolare le procedure deliberative bancarie è stata inoltre da più parti invocata una salvaguardia dai possibili rischi di natura penale che potrebbero essere innescati nell’ambito di una operazione di finanziamento erogato durante la crisi, sia lato impresa con il rischio, ad esempio, di bancarotta in caso di successiva insolvenza, sia lato banca come concorso nel reato dell’impresa o relativamente all’ipotesi di concessione abusiva di credito.

Da sinistra Giuliano Bianchi dottore commercialista, Laura La Bella dottore commercialista e Giulia Lastra, avvocato

Osserviamo infine che la garanzia pubblica rappresenta paradossalmente una ulteriore complicazione in fase di richiesta di finanziamento a causa della mole di moduli e autocertificazioni letteralmente “scaricati” sulle imprese e, a seguito di un “inoltra”, sui commercialisti. Moduli corposi, complessi, da compilare senza molte certezze e con l’ansia di commettere un errore compromettendo o ritardando l’esito della richiesta.

Benvenute sarebbero quindi maggiore chiarezza e snellezza di compilazione di tale documentazione, e perché no, l’affiancamento di specifici  e semplici “tutorial” emanati da fonti ufficiali agevolmente fruibili da banche, professionisti ed imprese. “Conquistato” il finanziamento si ottiene una entrata finanziaria ben diversa rispetto ai (mancati) ricavi; in pratica si “compra a debito” il tempo necessario per superare la prima emergenza.

Il “bazooka di liquidità” si rivelerà presto nella propria altra faccia di “bazooka di debiti” puntato, ahimè, sull’impresa.

Per tale ragione considero quindi molto utili specifici set up per “ritarare” impresa, incentrati in analisi in chiave “forward looking”, nella virtuosa applicazione delle agevolazioni di legge e delle tecniche finanziarie evolute al fine di ottimizzare strategie aziendali e struttura del debito in funzione della capacità prospettica di generare ricavi e reddito, ed in definitiva della effettiva capacità di rimborso.

Diversamente l’iniezione di finanza bancaria rischia di fare “strascicare” l’impresa per un tempo più o meno lungo, differendone, e non evitandone, la crisi e la successiva insolvenza.

Domani tutti i soggetti economici si troveranno ad operare in un campo di gioco nuovo; il virus avrà infatti “riprogrammato” le logiche operative del mercato, dei fornitori e dei competitors.

Solo un adeguato contributo da parte di tutti gli attori volto ad una razionale e scientifica gestione di impresa e al virtuoso utilizzo di strumenti finanziari tradizionali e innovativi potranno assecondare al meglio gli imprenditori che, data la nuova situazione, si ritroveranno in molti casi a rivestire il ruolo di “startuppers involontari”, che trasformandosi e reinventandosi, con creatività, intuito e “pensiero divergente” dovranno fondare nuovamente le basi del successo della loro impresa.

Giuliano Bianchi
Dottore commercialista in Arezzo
Intu.it srl – Arezzo

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Con il Covid-19, gli imprenditori come nuovi “startuppers involontari”

Umbria e Marche unite per risolvere la crisi Ex Merloni

Gen 01, 1970

L’incontro tra le due Regioni tenutosi ad Ancona ha portato all’elaborazione di una proposta da inoltrare al Governo

Le Giunte Regionali di Umbria e Marche hanno formulato una richiesta per trasformare l’ Ex Merloni in area di crisi complessa, al fine di ottenere una flessibilità maggiore nel reperimento e uso delle risorse finanziarie e un’estensione degli ammortizzatori sociali.

Un intervento necessario, se si vuole reindustrializzare il comprensorio appennino umbro-marchigiano e rilanciare le imprese del binomio.

Al tavolo hanno preso parte anche le principali associazioni imprenditoriali e i sindacati dei lavoratori di Umbria e Marche, favorevoli al progetto proposto dalle Giunte.

Fabio Paparelli e Manuela Bora,assessori allo sviluppo economico della Regione Umbria, hanno così sintetizzato la natura della proposta: «Il passaggio dall’accordo di programma al riconoscimento di area di crisi complessa significa un cambio di passo radicale per lo sviluppo di questi territori; significa passare da un intervento prima indirizzato al sistema industriale in crisi verso un piano che riguarda la riqualificazione e reindustrializzazione di tutto il territorio interessato».

Sviluppo dei territori auspicato anche in vista del Bilaterale Umbria-Marche dell’11, 12 e 13 ottobre organizzato da ESG89, al quale l’assessore Bora è invitata a partecipare come Speaker.

Programma completo del Glocal Economic Forum ESG89 – Perugia 2018

 

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Umbria e Marche unite per risolvere la crisi Ex Merloni

In occasione della festa nazionale del 2 giugno Breitling rende omaggio alle frecce tricolori

Gen 01, 1970

“In un team l’individualità sparisce” – un concetto, poche parole per dire che Breitling crede nella forza di un gruppo e nella reciproca identificazione di un obiettivo comune, qualità che in ultima analisi portano al successo, all’autenticità, alla credibilità. Questo stesso spirito di squadra e di collaborazione si respira anche tra i piloti delle Frecce Tricolori, la pattuglia acrobatica nazionale, orgoglio italiano in tutto il mondo.

Non è difficile quindi immaginare perché Breitling e la P.A.N, acronimo di Pattuglia Acrobatica Nazionale, facciano squadra da ormai quasi 40 anni. La loro complicità e collaborazione storica ha prodotto numerosi modelli da collezione in edizione limitata, a partire dal primo cronografo Breitling, disegnato nel 1983 insieme agli stessi piloti delle Frecce Tricolori – che l’anno successivo ispirò poi la nascita dell’iconico modello Chronomat per il centenario della marca – fino ad arrivare al 2014, quando fu presentato il Chronomat 44 Frecce Tricolori per celebrare i trent’anni di sodalizio con Breitling. Il 2015 fu la volta della presentazione del Cockpit B50 Frecce Tricolori in occasione del 55esimo anniversario della pattuglia acrobatica nazionale, e infine nel 2016 l’Emergency Frecce Tricolori fu messo al polso dei piloti, che ancora oggi lo sfoggiano nelle loro evoluzioni più audaci.

Nel 2020, in occasione del rilancio dell’intera collezione Chronomat, Breitling presenta anche la nuova, ultimissima edizione limitata dell’iconico orologio simbolo di un’epoca, il Chronomat B01 42 Frecce Tricolori, le cui caratteristiche distintive ricordano l’originario, omonimo modello degli anni ’80 e lo rendono immediatamente riconoscibile.

La nuova collezione Chronomat 2020 si compone di differenti modelli in quattro varianti diverse: acciaio – che ricomprende anche una versione con quadrante verde dedicata a Bentley -, bicolore, acciaio e oro 18k, oro 18k. Tutti i modelli Chronomat montano il celebre e caratteristico bracciale Rouleau.

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In occasione della festa nazionale del 2 giugno Breitling rende omaggio alle frecce tricolori

Istat, export extra-UE in calo a settembre 2018

Gen 01, 1970

L’Istat stima un forte calo dell’export extra-UE italiano nel mese di settembre 2018, surplus commerciale in diminuzione

Export extra-UE a -3,7% rispetto all’ultimo rilevamento, calo di quasi tutti i raggruppamenti principali di industrie, fanno eccezione i beni durevoli di consumo che registrano un aumento dell’1,15%; energia a -13,9%, beni intermedi a -4,3%.

In negativo anche l’andamento congiunturale dell’ultimo trimestre, che segna -0,6% dell’export extra-UE; sempre su base trimestrale i beni strumentali soffrono un -3,8%.

Export extra-UE in diminuizione anche su base annua per il mese di settembre 2018: -7,3%, considerando la correzione per i giorni di calendario -3,1%. Male i beni strumentali (-13,2%) ed i beni di consumo durevoli  (-7,1%).

La stima del surplus commerciale a settembre 2018 è di +79 milioni di euro, drastica diminuzione rispetto a +3.521 milioni di settembre 2017.

Le stime delle esportazioni a settembre 2018: Turchia (-31,1%), Russia (-24,9%), Medio Oriente (-18,6%), Paesi MERCOSUR (-18,3%), Giappone (-17,5%), Cina (-17,3%).

Aumentano soltanto le vendite di beni verso i Paesi ASEAN (+4,5%)..

 

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Istat, export extra-UE in calo a settembre 2018

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