Le imprese creditrici lanciano un ultimatum a Anas e Quadrilatero: «Non riparte nessun cantiere senza prima pagare gli arretrati, la pazienza è finita, se non ci danno quanto ci spetta faremo come i pastori sardi».

Sa di ultimatum quello lanciato dalle imprese edili umbre e marchigiane che hanno realizzato i lavori lungo la direttrice Perugia-Ancona della Quadrilatero per conto di Astaldi, successivamente entrata in crisi senza pagare loro circa 40 milioni di euro. Per giovedì 7 marzo intanto hanno organizzato una grande manifestazione nella zona dei cantieri rimasti incompleti tra Fossato di Vico e Fabriano. Una protesta «decisa e clamorosa» nella forma pur senza voler creare troppi disagi ai cittadini. È probabile un blocco parziale della circolazione e poi un trasferimento sotto la sede di Quadrilatero a Fabriano.

«Devono partecipare sindacati, associazioni e anche istituzioni – hanno detto nella sede Ance di Perugia durante una conferenza stampa – L’ottimismo che manifesta il governo sul completamento dei lavori è del tutto infondato. Anche se il concordato di Astaldi è stato presentato, non è stato ancora approvato e comunque non si può riprendere a lavorare se le imprese creditrici non vengono pagate».

Come i pastori sardi le imprese chiedono a Anas e Quadrilatero, committenti dei lavori, che facciano una azione «seria e decisiva». «Vogliamo procedure di urgenza come si è fatto per il ponte di Genova – hanno insistito -. La nostra azione è come quella dei pastori sardi, in difesa di tutto il territorio e come loro siamo pronti a tutto».

Experiencing FOOD & PET in programma il 18 aprile 2019

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Programma 2019 Forum ESG89

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Caos Astaldi, giovedì protesta «clamorosa» su Perugia-Ancona: «Faremo come i pastori sardi»

iGuzzini: con Fagerhult la proprietà passa dalle Marche alla Svezia

Gen 01, 1970

Il colosso svedese ha firmato una lettera d’intenti per l’acquisto del gruppo marchigiano

L’acquisizione dovrebbe realizzarsi entro fine 2018

Anche se la iGuzzini, azienda delle Marche leader nel settore dell’illuminazione, non si è ancora espressa in merito, l’intesa sulla vendita al gruppo Fagerhult sembra esserci.

Dalla Svezia dovranno però prima partire le dovute indagini due diligence, da concludersi entro la fine dell’anno. Se i conti torneranno, allora la iGuzzini passerà in mano al gruppo nordico.

L’accordo dovrebbe prevedere una vendita bipartita tra cash e azioni. I cedenti dell’azienda marchigiana riceveranno infatti una porzione significativa delle azioni Fagerhult, quotate alla Borsa di Stoccolma.

La iGuzzini è stata fino ad oggi ripartita all’85% da Fimag, di cui fanno parte il presidente Adolfo Guzzini e l’amministratore delegato Andrea Sasso, e al 15% da Tipo, parte della società Tamburi Investiment.

Guzzini e Sasso rimarranno alle corrispettive posizioni nel nuovo assetto e acquisiranno dei ruoli nel top management del gruppo acquirente.

Il gruppo che si andrà a costituire avrà un valore di quasi 800 milioni di euro.

Il progetto di crescita dell’azienda redatto negli ultimi anni continuerà a protrarsi, complice la crescita nei ricavi del 26% cumulata nell’ultimo quinquennio.

La presenza dei prodotti made in Italy di iGuzzini è nota attraverso le installazioni all’interno dell’ Eurasia Tunnel, oltre che su quelle dell’ultima Cena di Leonardo da Vinci e presso Cappella degli Scrovegni, per citarne alcune. L’azienda, nata nel 1959 a Recanati, è ad oggi la più grande del comparto illuminazione in Italia.

Nel 2017 il fatturato si attestava a 232,3 milioni di euro, con un margine operativo lordo di 31,5 milioni (+9% sul 2016) e un cash flow di 28 milioni. L’83% dei ricavi nella produzione sono derivati, invece, da investimenti su sistemi innovativi.

A tal proposito, per il triennio 2018-2020 il gruppo ha delineato un percorso di digitalizzazione dell’intera azienda, che costituirà il 50% della spesa capitale.

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iGuzzini: con Fagerhult la proprietà passa dalle Marche alla Svezia

Umbria e Marche, opportunità per lo sviluppo del territorio

Set 07, 2018

Idee ed esperienze a confronto

Umbria e Marche: due regioni così vicine, ma spesso lontane, per decenni separate dalla catena appenninica e da valichi poco agevolmente percorribili. Oggi, con l’apertura di vie di comunicazione più veloci, la distanza si riduce drasticamente, aprendo nuovi orizzonti ed opportunità di collaborazione sinergica.

Due regioni unite dal dramma del terremoto e dai rischi di marginalizzazione che la distruzione del tessuto economico e sociale delle aree colpite dal sisma può causare.

Tratteremo di infrastrutture a servizio dell’economia, di modelli di supporto tecnologico alle imprese del territorio, di formazione del capitale umano indirizzata ai fabbisogni di competenze e professionalità attuali e futuri.

La necessità finalmente di superare i localismi fini a sé stessi, per affrontare i mercati globali con una visione strategica e integrata. Riuscire così a fare “massa critica”, cogliendone appieno i tanti vantaggi, con ricadute positive sulla crescita economica, sull’occupazione, sulla qualità dei servizi ai cittadini.

Idee, proposte, ma anche casi di eccellenza e progetti concreti che puntano a valorizzare e sviluppare l’imprenditoria locale, elemento fondamentale per la ripresa economica del territorio, che diventa cruciale per la rinascita delle aree interessate dal sisma.

 

Glocal Economic Forum Perugia 2018

11 ottobre, ore 10.00

Forum Inaugurale: La società, l’economia, il valore dei territori

11 ottobre, ore 15.00

Forum Economia: L’Umbria dei territori, le Marche, l’Italia

12 ottobre, ore 10.00

Forum Approfondimento: ANNUARIO ECONOMICO Umbria e Marche (a cura di ESG89 Group)

12 ottobre, ore 15.00

Forum Economia: Umbria e Marche, opportunità per lo sviluppo del territorio

13 ottobre, ore 10.00

Forum Turismo, Arte e Cultura: il territorio come vero brand – infrastrutture e strategie di marketing

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Umbria e Marche, opportunità per lo sviluppo del territorio

Istat, previsioni dell’andamento economico dell’eurozona

Giu 07, 2018

Crescita continua, ma con aumento dell’incertezza

L’economia dell’eurozona è stimata in crescita ad un ritmo più blando rispetto al 2017: il secondo e terzo trimestre del 2018 vede una stima di crescita uguale al primo trimestre (+0,4%), lievissima accelerazione attesa per il quarto trimestre (+0,5%).

Espansione guidata dagli investimenti fissi lordi, grazie alle condizioni favorevoli sul mercato del credito: +0,5% per gli investimenti nel secondo trimestre come per il primo trimestre, mentre nella seconda metà dell’anno si prevede una crescita dello 0,6%.

La spesa per consumi privati è stimata in aumento a un ritmo contenuto e costante lungo l’orizzonte di previsione (+0,3%).
Per l’aumento dei prezzi si attendono intensità vicine ma inferiori alla soglia del 2%.

Le attuali previsioni potrebbero peggiorare in seguito all’aumento dell’instabilità politica interna ed all’introduzione di ulteriori misure protezionistiche.

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Istat, previsioni dell’andamento economico dell’eurozona

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