SOTTO LA LENTE LE TOP 1000

Giovanni Giorgetti (ESG89)«Fatturato e utile netto aggregato in crescita fra le top 1000 regionali. Puntare sulla managerialità delle medie imprese per rafforzarne il posizionamento strategico»

Sono 570 le società in classifica nell’ANNUARIO ECONOMICO DELLE MARCHE 2019-2020 in distribuzione proprio in questi giorni fra gli attori economici regionali, che hanno registrato un fatturato compreso fra i 10 e i 50 milioni. Costituiscono la spina dorsale dell’economia marchigiana e sulle quali quest’anno si è concentrata l’attenzione del Centro Studi Economico e Finanziario ESG89 di Perugia che da oltre 25 anni realizza la collana editoriale. Di queste, 204 hanno la sede legale in provincia di Ancona, 128 in quella di Pesaro Urbino, 109 a Macerata, 65 a Fermo e da ultimo 64 nella provincia di Ascoli Piceno. Solo 42 hanno registrato una perdita di esercizio. Mentre 131 sono più che milionarie in termini di utile netto: dei veri e propri campioni imprenditoriali.

I comparti più numerosi sono rappresentati dal commercio al dettaglio e all’ingrosso con 114 società, seguito dalla meccanica con 92, dal cuoio-pelle con 45, agroalimentare con 44, gomma plastica con 37, i trasporti con 34 e l’elettronico con 33 compagini.

Anche sotto il profilo della patrimonializzazione il campione delle medie-imprese marchigiane rappresenta dati confortanti: oltre 200 società registrano un dato superiore ai 5 mln di euro.

Nell’ANNUARIO ECONOMICO DELLE MARCHE 2019-2020 è inoltre pubblicata la tradizionale classifica per fatturato.

ARISTON THERMO SPA conferma la prima posizione con 1.569.739.000 euro, seguita dal colosso della moda TOD’S SPA con 963.287.000 euro e al terzo la società guidata da Luca, Barbara e Laura Gabrielli, MAGAZZINI GABRIELLI SPA con 687.172.655 euro. In quarta posizione l’altro big della grande distribuzione organizzata CONAD ADRIATICO SOCIETA’ COOPERATIVA guidata dal Direttore Generale Antonio Di Ferdinando con 647.184.405 euro a seguire PROFILGLASS SPA la società fondata a Fano nel 1982 dai fratelli Giancarlo e Stefano Paci, con 554.079.465 euro e BIESSE SPA con 454.456.000 euro.

Nella gerarchia per utile netto sul podio spicca ancora la leadership della società guidata da Paolo Merloni ARISTON THERMO SPA con 82.589.000 euro, a seguire TOD’S SPA con 69.362.000 euro e PROFILGLASS SPA con 40.001.060 euro. In quarta posizione la BIESSE SPA con 38.812.000 euro seguita dalla pesarese MARCHE MULTISERVIZI SPA con 29.747.951 euro e dalla HSD SPA di Gradara con 19.496.000 euro.

«Scorrendo la classifica delle top 1000 delle Marche per fatturato sono 228 le società milionarie per utile netto – commenta Giovanni Giorgetti Ceo di ESG89 Group editore dell’ANNUARIO ECONOMICO – mentre soltanto 72 (7,2%) chiudono l’esercizio in perdita. Nel dato aggregato sia il fatturato che il risultato di esercizio nella comparazione 2016/2017 risulta in crescita. Crisi alle spalle dunque? Direi proprio di no. L’economia marchigiana e alcuni suoi distretti storici rappresentano ancora situazioni molto delicate soprattutto dal punto di vista occupazionale. L’internazionalizzazione, Industria 4.0 e la digitalizzazione hanno consentito ai protagonisti imprenditoriali marchigiani di riposizionarsi egregiamente. Ora, soprattutto per la media impresa regionale è arrivato il momento di affrontare il delicato tema della managerialità per poter diventare più strutturati e potenzialmente più appetibili agli occhi degli investitori italiani ed esteri. La criticità del passaggio generazionale, inoltre, va superata con l’inserimento in azienda di figure in grado di avere una visione globale che possa così mettere le stesse al riparo dalle future e possibili turbolenze dei mercati».

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Programma 2019 Forum ESG89

 

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ANALISI E NUMERI DALL’ANNUARIO ECONOMICO DELLE MARCHE 2019-2020

L’anno nero a Piazza Affari per le marchigiane

Gen 01, 2019

2018, ANALISI ESG89 DELLE SOCIETA’ REGIONALI QUOTATE IN BORSA
Giorgetti (ESG89)<Nell’anno terribile della Borsa Italiana che ha lasciato sul terreno più del 16% ecco i risultati delle 6 compagini quotate a Milano>

Ecco i numeri analizzati dal Centro Studi ESG89 delle società marchigiane quotate alla Borsa di Milano. Sono stati esaminati i valori per azione tra inizio e fine 2018.
Tutti i titoli hanno registrato perdite consistenti dei corsi azionari ben superiori a quello dell’indice generale.

Biesse Spa, la società pesarese specializzata nella produzione di macchine per la produzione del legno con una capitalizzazione superiore ai 500 milioni di euro è passata da un valore di euro 41,08 di inizio 2018 a euro 17,17 di fine 2018 con una performance negativa del 58,20%.
Gel Spa, la compagine con sede a Castelfidardo specializzata nel trattamento delle acque ha inizio anno 2018 aveva registrato un valore di euro 2,508 per azione e a fine 2018 ha raggiunto euro 1,30. La performance negativa è stata del 48,17%.
Elica Spa, la storica società di Fabriano presieduta da Francesco Casoli e operante nel comparto delle cappe da cucina è passata da un valore ad inizio 2018 di euro 2,44 per arrivare a fine 2018 a 1,304 euro con una perdita secca di valore del 46,56%.
Fintel Energia Group Spa di Pollenza in provincia di Macerata. La società attiva nel mercato della vendita di energia elettrica e gas naturale e nello sviluppo e sfruttamento di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. ha iniziato il 2018 con un valore di listino di euro 3,636 per arrivare a fine 2018 a euro 2 netti lasciando sul terreno il 44,99%.
Clabo Spa la società con sede a Jesi leader nella progettazione e produzione di arredamenti per bar, pasticcerie e locali in genere quotava a gennaio 2018 euro 2,92 per poi chiudere l’esercizio a euro 1,722 con una riduzione del valore del 41,03%.
Tod’s Spa, l’azienda del lusso di Sant’Elpidio a Mare dei fratelli Della Valle in provincia di Fermo è passata da un valore di euro 59,9 di inizio 2018 a euro 41,28 di fine dicembre 2018 registrando così una perdita del 31,09%.

 <Le imprese quotate in Borsa hanno maggiori opportunità di crescita e sono più profittevoli di quelle non quotate – commenta Giovanni Giorgetti di ESG89 Group che ha coordinato l’analisi.
Nonostante questo, però, in Italia e nelle Marche le aziende, soprattutto quelle di medie e piccole dimensioni, non mostrano grande propensione ad affacciarsi su Piazza Affari.
I risultati non troppo esaltanti in Borsa nel 2018, poi, stanno mettendo a dura prova le decisioni del management di alcune interessanti imprese locali che ufficialmente stanno esplorando il percorso della quotazione. Effettivamente va detto, però, che essere in Piazza Affari diventa uno strumento di forza rispetto alle aziende non quotate anche nei momenti più turbolenti dell’economia nazionale, con una maggiore attitudine alla resistenza alla crisi e alla ripresa. Effetti positivi dalla quotazioni – termina Giorgetti – si riversano inevitabilmente anche sul mercato del debito e del finanziamento bancario: per le aziende quotate l’accesso è agevolato potendo contate su una cassa interna meno limitata rispetto alle aziende non presenti in Borsa. Infine, da non sottovalutare è il contributo che una società quotata offre alla crescita economica del proprio territorio>.

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L’anno nero a Piazza Affari per le marchigiane

Global Solar Fund (GSF), tra primi operatori del fotovoltaico in Italia

Nov 07, 2018

Global Solar Fund (GSF), tra primi operatori del fotovoltaico in Italia per fatturato e dimensioni, chiude il 2017 con ricavi pari a 76,7 milioni di euro

Global Solar Fund (GSF), tra primi operatori del fotovoltaico in Italia per fatturato e dimensioni, chiude il 2017 con ricavi pari a 76,7 milioni di euro (+ 13.13 % rispetto al 2016), con una produzione record di 248 GWh (+ 13% rispetto al 2016 e + 11% rispetto al 2015): la migliore performance degli ultimi tre anni e un utile prima delle tasse di 16,6 MM €, completando cosi un turnaround di successo iniziato alla fine del 2013.

“Il Gruppo ha attraversato un periodo molto difficile, ma abbiamo dimostrato di saper raggiungere obiettivi ambiziosi: la ristrutturazione avviata nel 2013 ha prodotto risultati generando valore per gli azionisti e consentendoci di rimborsare alle Banche creditrici 65,5 Mln di euro. Abbiamo risolto con successo contenziosi generatisi nel corso della precedente gestione, abbiamo riattivato quasi tutti gli impianti e abbiamo fortemente investito in tecnologia e formazione ottenendo performance tra le più alte del settore. In meno di 4 anni GSF ha concluso il suo percorso di risanamento.”, ha commentato il CEO Giuseppe Tammaro, chiamato nel 2013 per rilanciare il Gruppo, “possiamo ora continuare ad essere protagonisti nel mercato, pronti a fare la nostra parte per contribuire agli obiettivi della Strategia Energetica Nazionale (SEN)”.

Global Solar Fund nel 2017 ha ottenuto il Rating di legalità. L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha riconosciuto e premiato l’impegno per una corretta gestione del business.

Global Solar Fund (GSF) è un’azienda italiana fondata nel 2008 e fa capo a un Fondo di investimento con sede in Lussemburgo attivo nel fotovoltaico. Oggi è tra gli operatori leader in Italia con una potenza installata pari a 138 MW, un contributo annuo alla produzione nazionale di energia elettrica da fonte rinnovabile di 251 GWh e un risparmio di ca 112.000 tonnellate di CO2.

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Global Solar Fund (GSF), tra primi operatori del fotovoltaico in Italia

I Comuni virtuosi dell’Umbria

Gen 01, 1970

Giorgetti (ESG89)«Nel rapporto abitanti/imprese performanti in Umbria il comune del sindaco Ansideri risulta primo, seguito da Corciano e Umbertide.La meccanica settore dominante – La scuola si orienti per formare le professioni»

 

Dall’analisi dei bilanci delle migliori società di capitali regionali pubblicati nell’ANNUARIO ECONOMICO DELL’UMBRIA 2019-2020 di ESG89 Group è il comune di Bastia Umbra a risultare il più performante. Sono state analizzate le società con valore della produzione superiore a 1 milione di fatturato che hanno registrato un utile di esercizio in rapporto al numero di abitanti.

Ebbene dall’istantanea scattata il comune guidato dal Sindaco Stefano Ansideri ha registrato una percentuale di 0,37%. Su 21.700 abitanti sono ben 80 le società che hanno rispettato i valori di analisi. I settori più numerosi? Quella della meccanica, seguito dai trasporti e dal commercio di macchinari e attrezzature.

In seconda posizione il comune di Corciano: su 21.350 abitanti le società performanti sono risultate 77 con una percentuale dello 0,36%. In questo caso i settori trainanti per numerosità risultano essere quello dei trasporti, seguito dalla meccanica e dal commercio di beni di consumo.

Il terzo comune in classifica è Umbertide. Il comune guidato da Luca Carizia che conta 16.600 abitanti ha registrato una percentuale dello 0,28% con 47 società performanti. In testa il comparto della meccanica, seguito dal commercio di beni di consumo al dettaglio e della consulenza-studi e ricerche.

Appena sotto al podio, in quarta posizione, troviamo Città di Castello con 107 società performanti su 39.600 abitanti. Il comune della Valtiberina una volta considerato il faro dell’economia regionale, dopo aver attraversato una lunga crisi di identità, sta ritrovando l’equilibrio che gli compete a seguito di investimenti in tecnologia e tante riconversioni. I settori dominanti risultano essere la meccanica, il tipografico e l’agroalimentare.

Il capoluogo di regione ha registrato una percentuale pari a 0,26% con 438 aziende performanti: Perugia annovera fra i settori più numerosi il commercio di beni di consumo al dettaglio, la meccanica e ancora l’edilizia-costruzioni.

«L’analisi sui bilanci d’esercizio delle società di capitali regionali dei vari comuni – commenta Giovanni Giorgetti analista economico e Ceo di ESG89 Group – evidenzia due prerogative diffuse. La prima è legata ai comparti più performanti. La meccanica è il protagonista assoluto in regione per numerosità e risultati. Settore considerato poco fashion e quindi slegato dalla comunicazione tradizionale e se vogliamo anche poco desiderato dai ragazzi in cerca di occupazione, sarà uno dei pochi, anche in Umbria, che potrà assorbire forza lavoro.

Non pensiamo – prosegue fiducioso Giorgetti – alle officine di un tempo, sporche di grasso, cupe e dove in tuta blu come nel film interpretato da Charlie Chaplin, Tempi Moderni l’operaio meccanico era costretto a compiere sempre gli stessi gesti a causa dei disumani ritmi che imponeva la catena di montaggio e per questo impazzisce e finisce in ospedale.

Ora con l’introduzione della tecnologia, dell’innovazione, del digitale, dei big data, dell’IOT… ci troviamo molto spesso di fronte a meravigliose industrie anche nella sub-fornitura, prevalentemente di piccole e medie dimensioni, ma con la capacità di entrare nella cosiddetta catena del valore e contribuire a penetrare nei mercati di mezzo mondo.

La seconda prerogativa è prospettica. Cosa fare per assecondare le PMI operanti nei comparti ‘del fare’, in primis la meccanica, da parte del mondo della scuola? Una vera e propria rivoluzione. L’Umbria ha la strada obbligata della formazione legata essenzialmente all’industria manifatturiera e ai servizi ad essa connessa con particolare orientamento alla conoscenza delle nuove tecnologie, del’ingegneria, del digitale, dell’internet of things, dei big data. Insomma pensiamo a formare dei Charlie Chaplin moderni!».

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I Comuni virtuosi dell’Umbria

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